Sulle strade di San Francisco

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48 ore? Non bastano di certo per visitare San Francisco. Soprattutto a Natale. Quando la città californiana si propone con feste ed eventi di ogni genere. Forse un’ora in più? Tanto per cominciare… Nasce così The ‘49 Hours of SF, 49 ore a San Francisco. È il regalo che la città fa trovare sotto l’albero: offerte di soggiorni per la fine dell’anno. L’iniziativa, promossa da San Francisco Travel Association (sanfrancisco.travel), propone tariffe scontate fino al 30 per cento se si prenotano tre o più notti presso gli hotel che aderiscono all’iniziativa (49HoursofSF.com).

48 ore? Non bastano di certo per visitare San Francisco. Soprattutto a Natale. Quando la città californiana si propone con feste ed eventi di ogni genere. Forse un’ora in più? Tanto per cominciare… Nasce così The ‘49 Hours of SF, 49 ore a San Francisco. È il regalo che la città fa trovare sotto l’albero: offerte di soggiorni per la fine dell’anno. L’iniziativa, promossa da San Francisco Travel Association (sanfrancisco.travel), propone tariffe scontate fino al 30 per cento se si prenotano tre o più notti presso gli hotel che aderiscono all’iniziativa (49HoursofSF.com).

Tra i più particolari? L’Handlery (vai al sito), un boutique hotel in pieno centro, su Union Square, dallo stile raffinato e discreto.

E poi 49 è un numero magico, anche perché Frisco si estende su 49 miglia quadrate (circa 127 chilometri quadrati)…E quindi, per sfruttare al meglio questa stagione speciale, 49 ore a SF Holidays propone anche nove itinerari tematici con eventi e indirizzi di negozi esclusivi. Si va dal Creativo Curioso, una guida ai migliori musei della città, tra cui il Walt Disney Family Museum agli Amanti del Teatro, che seleziona il meglio di commedie, dramma, melodie e danze (vai al sito), dagli Elfi dello Shopping, con una scelta di negozi particolari a PIER 39 nella celebre zona portuale Fisherman’s Wharf, affollata di locali, ristoranti e mercatini (vai al sito) per arrivare ai Golosoni delle Feste, una guida completa dei luoghi dove soddisfare il palato (vai al sito).

E poi lei, la città del Golden Gate Bridge, affacciata sulla baia e aggrappata a 43 colline, con strade che sono tutte saliscendi. Con Chinatown, uno dei più grandi tra i quartieri cinesi americani, con i suoi caratteristici tram, dallo storico colorato Cable Car a quelli arancioni. Che la città californiana ha acquistato direttamente da altre metropoli nel mondo e anche dall’Atm, l’Azienda dei Trasporti di Milano. Potrebbe essere il 9? Forse. Di certo è uno dei vecchi tram meneghini. Ed è il mezzo giusto per raggiungere Pacific Heights, la zona residenziale di San Francisco abbarbicata sulle colline, dove si trovano le più belle case vittoriane: in legno e coloratissime, creano un forte contrasto con i grattacieli poco distanti. Qui le chiamano Victorians. Curatissime e cariche di fregi, furono costruite dalla ricca borghesia di fine ottocento per esibire la propria opulenza. E si vede.

Una città considerata tre le più cosmopolite, una qualità che ben si racconta nelle sue tante cucine. Da non perdere allora il Gourmet Walks (vai al sito), un tour a piedi lungo circa un chilometro e mezzo, che tocca locali, negozi e gastronomie e che consente, con la guida di un esperto, di assaggiare e acquistare il meglio delle specialità giapponesi, thailandesi, coreane, indiane, vietnamite. Si parte alle 13 e costa circa 50 euro a testa (i gruppi sono al massimo di 12 persone).

E se si ha una fame da lupi? Il posto giusto allora è Bistro SF Grill (vai al sito, menu da 10 euro). Locale intimo e chic con decori in rosso e nero, e dipinti burlesque style alle pareti. Dove i cultori degli hamburger trovano carne per i loro denti. Fatti a mano, del pregiato manzo kobe o di agnello kosher, di struzzo o di wild boar, il cinghiale, che è il più richiesto. La ricetta originale è quella dei tre proprietari bosniaci: carne, sale, pepe, cipolle caramellizzate, salsa di mirtilli.

Alle 49 ore previste, San Francisco merita di aggiungerne ancora qualcuna. Per attraversare il ponte sulla baia (esperienza da non perdere, per fermarsi poi una volta dall’altra parte, e ammirarne così la spettacolare struttura) e raggiungere poco più a nord Napa Valley, il regno assoluto del miglior vino della California. Si estende per 55 chilometri e ha un fascino tutto suo, dovuto soprattutto al clima e ai suoi rigogliosi vigneti. Nulla a che vedere con l’Europa perché qui, su 15.000 ettari di terra, si trovano più produttori di vino che in nessun’altra parte degli Stati Uniti. E si hanno temperature talmente differenti, da produrre vini molto diversi, con uve coltivate che vanno dal Cabernet Sauvignon allo Chardonnay, passando per lo Zinfandel, il Claret, lo Chablis, e il Burgundy, con persino qualche Sherry.
Il modo più divertente per andare alla scoperta di questa piccola valle? A bordo del Wine Train (vai al sito), un treno con poche carrozze d’epoca che sferraglia lentamente tra i vigneti. A bordo, comodamente seduti con vista che si perde nella campagna, pranzo con prodotti locali e degustazione dei vini della regione. Per finire poi in bellezza nella cantina di quello che è considerato l’imperatore del vino statunitense: Robert Mondavi (vai al sito). Che è riuscito nel suo intento: fare vini americani all’altezza dei migliori Bordeaux francesi. Primo fra tutti il suo Opus One, ottenuto con uve Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, Malbec e Petit Verdot, risultato di una sorta di joint venture tra Mondavi e il barone Philippe de Rothschild. Un vino che esprimere la giusta combinazione tra lo stile francese e le tecniche californiane. Tutto da gustare.

E se Napa Valley, per la sua bellezza e posizione, può far venire la tentazione di cambiare vita, diventando magari agricoltori, è bene sapere che questa è una delle regioni dove i prezzi per acquistare un pezzo di terra sono alle stelle: per comprare un ettaro bisogna sborsare ben 500 mila dollari (380mila euro). Mentre, se si vuole acquistare una cantina, i prezzi vanno dai 50 ai 100 milioni di dollari.

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