Stop ai cellulari in volo ?

Contrordine, almeno in America: niente rivoluzione delle comunicazioni in aereo con l’uso libero dei cellulari in ogni fase del volo. La Fcc, l’«authority» federale delle telecomunicazioni, ha appena eliminato il bando sull’uso dei telefonini a bordo, riconoscendo che il divieto introdotto ventidue anni fa (era il 1991, l’alba dell’era della telefonia mobile che in Italia iniziò coi Mondiali di calcio del 1990), è ormai obsoleto: non ci sono più rischi tecnici di interferenze con gli strumenti usati dai piloti.

Contrordine, almeno in America: niente rivoluzione delle comunicazioni in aereo con l’uso libero dei cellulari in ogni fase del volo. La Fcc, l’«authority» federale delle telecomunicazioni, ha appena eliminato il bando sull’uso dei telefonini a bordo, riconoscendo che il divieto introdotto ventidue anni fa (era il 1991, l’alba dell’era della telefonia mobile che in Italia iniziò coi Mondiali di calcio del 1990), è ormai obsoleto: non ci sono più rischi tecnici di interferenze con gli strumenti usati dai piloti.

Personalmente lo sospettavo da tempo: quando seguiamo i viaggi di Barack Obama sul «charter» della stampa, un aereo che la Casa Bianca prende in affitto da un’aviolinea, giornalisti e cameramen vengono lasciati liberi di telefonare e usare i computer anche in decollo e atterraggio, sotto l’occhio benevolo di hostess e steward. Una goliardica anarchia inaugurata all’inizio di ogni volo da un cineoperatore della Cbs che va al microfono di bordo e proclama: «Ciò che accade su un volo “charter” rimane sul “charter”».

L’equipaggio sa di dover essere tollerante: non a caso l’aereo dei giornalisti della Casa Bianca è stato da anni soprannominato «The Zoo». Gli assistenti di volo si agitano solo se vedono gente ancora in giro nei corridoi mentre il jet stacca le ruote da terra. Una volta chiesi al nostro pilota se computer e telefonini accesi non rischiassero di interferire con i suoi strumenti: rispose con una risata. 

 Insomma, sembrava fatta: riconoscimento che rischi tecnici non ce ne sono più e uso dei cellulari libero in aereo in ogni parte del volo. Ma appena la Fcc si è fatta avanti, negli Usa è scoppiata una rivolta quasi universale: passeggeri, sindacati degli assistenti di volo e le stesse compagnie aeree, tutti scatenati contro la libertà di telefonata. Che significa anche, per ogni passeggero, il rischio di trovarsi non solo schiacciato tra due viaggiatori «oversize», ma anche, magari, frastornato tra un manager in perenne «conference call» e una lite domestica ad alto volume.

 Airlines for America, la «lobby» del trasporto aereo, ha provato timidamente a nuotare controcorrente, fiutando la possibilità di un business: telefonate a pagamento o creazione di una sezione «premium» del velivolo nella quale si può usare liberamente il cellulare. «Se telefonare non comporta più rischi – ha detto il suo direttore, Nick Calio – le decisioni sull’uso dei cellulari toccano al mercato, non al governo». Ma i sondaggi sono inequivocabili: quello della Quinnipac University indica che il 60 per cento degli americani vuole mantenere il divieto, mentre il 30 vuole il telefono libero. L’indagine della National Public Radio è più articolata ma ancor più drastica: 70 per cento di contrari all’uso della voce ma sì al «texting» (i messaggi, ndr ) e a Internet; 21,6 per cento contrari a qualunque tipo di connessione digitale durante il volo. Soltanto l’8,2 per cento a favore dell’uso libero del telefono.

 Così, mentre al Congresso diversi deputati e senatori hanno presentato progetti di legge per rinnovare il divieto per i cellulari, un attimo dopo che la Fcc ha votato l’eliminazione della loro messa al bando è sceso in campo il ministro dei Trasporti di Obama in persona per cestinare il decreto dell’agenzia federale: un organo tecnico che deve inchinarsi alla responsabilità generale dell’autorità politica. E Anthony Foxx, il ministro, ha già detto di non avere alcuna intenzione di trasformare il «via libera» della Fcc in una «deregulation» generalizzata: «Vogliamo agire nell’interesse dei consumatori. Prenderemo le nostre decisioni tenendo conto dell’opposizione dei viaggiatori e delle preoccupazioni degli assistenti di volo» che non vogliono trovarsi a dover sedare risse da «inquinamento acustico». Negli Acela, i «frecciarossa» americani, il problema è stato risolto istituendo le «quiet car», carrozze nelle quali è proibito telefonare. Alcune compagnie, come JetBlue, pensano a qualcosa del genere: una sezione dell’aereo, a prezzo maggiorato, per i conversatori incontenibili. Ma la cabina dell’aereo è molto piccola ed è un ambiente unico, i più sono contrari.
 Intanto, irritato, il presidente della Fcc, Tom Wheeler, cerca di uscire dall’angolo: «Fate come volete, ma io non potevo decidere diversamente: Fcc significa Commissione federale delle comunicazioni, mica Commissione federale della cortesia».

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