Spiagge di altri tempi

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Una nuotata in compagnia dello squalo bianco. Non è la scena di un film dell’orrore, ma quello che succederà da oggi nel «Georgia Aquarium» di Atlanta, che ha inaugurato all’inizio dell’estate il programma «Swim with Gentle Giants» (nuota con il gigante gentile). Curiosi e appassionati dei predatore del mare potranno farsi un bagno vicini a uno squalo bianco in carne e pinne.

Una nuotata in compagnia dello squalo bianco. Non è la scena di un film dell’orrore, ma quello che succederà da oggi nel «Georgia Aquarium» di Atlanta, che ha inaugurato all’inizio dell’estate il programma «Swim with Gentle Giants» (nuota con il gigante gentile). Curiosi e appassionati dei predatore del mare potranno farsi un bagno vicini a uno squalo bianco in carne e pinne.

L’acquario è l’unico, oltre quelli asiatici, a ospitare un esemplare della specie più pericolosa della famiglia degli squali, ed è l’unico al mondo a consentire immersioni e nuotate a distanza ravvicinata. «E’ un modo per conoscere e capire animali che altrimenti nessuno vedrebbe mai da vicino», spiega Bruce Carlson, direttore del programma e responsabile scientifico del complesso. Rischi non ce ne sono, secondo l’esperto, perché esistono opportune misure di sicurezza. Anzi il predatore è apparso incuriosito dalla presenza di ospiti nella vasca che già divide con altre specie marine. «Evidentemente – dice Carlson – anche lui la vive come un esperienza utile per capire l’uomo».

I nipoti riscoprono le spiagge dei nonni. Molti lidi europei, finiti da qualche decennio fuori dai circuiti tradizionali, vivono una seconda giovinezza, grazie a un turismo giovane. Il risultato è che i grandi alberghi di una volta oggi fanno prezzi stracciati e nei ristoranti dell’alta società che fu, ora si mangia a prezzi abbordabili. Di questa tendenza scrive la bibbia del turismo statunitense, il mensile newyorkese «Traveller». La rivista ha individuato dodici mete, un tempo gloriose che, dopo lungo silenzio, stanno recuperando villeggianti, cominciando a contrastare posti frequentatissimi e molto pubblicizzati come Egitto, Maldive, Caraibi e Polinesia. Cristina Nehring, che ha realizzato l’inchiesta, scrive: «Le spiagge che vi consiglio sono stazioni balneari color seppia, come le foto che ne ricordano le origini, ma ora le stanno colorando le nuove generazioni». Il mensile americano sembra prediligere le località balneari nordiche, cinque, contro quattro mediterranee, due che si affacciano sull’Atlantico e una sul mar Nero. L’Italia ne esce un po’ penalizzata, viene infatti citata una sola spiaggia, quella di Viareggio, trascurando località di pari tradizione balneare come Rimini, il Lido di Venezia, Capri e Taormina. Viareggio merita comunque la citazione. Fu la prima spiaggia italiana a dotarsi di stabilimenti, quando ancora la buona società si difendeva dal sole con gli ombrellini. Il merito fu, probabilmente della moglie del Duca di Parma, Maria Luisa di Borbone, figlia di Carlo IV di Spagna, che nel 1823 fece costruire i due primi bagni. La promiscuità era ancora il tabù, così il Nereo era riservato agli uomini, e il Dori alle donne. Ci si tuffava con il corpo quasi totalmente coperto. Nella rosa delle località mediterranee riscoperte c’è anche Abbazia in Croazia (Opatija), non lontana da Trieste. Le sue origini balneari risalgono al 1844, all’epoca dell’impero Austro-Ungarico, quando un ricco possidente della zona si fece costruire in riva al mare, in perfetto stile Biedermeier, Villa Angiolina. Pochi anni dopo la cittadina venne collegata a Vienna dalla ferrovia e divenne la località di villeggiatura marina preferita dall’alta società dell’impero. Il luogo di aristocratici e alto borghesi era lo sfarzoso Hotel Kvarner, aperto nel 1884, ancora in attività, anche se con una clientela assolutamente diversa.

L’isola da romanzo
Il Mediterraneo merita un’altra menzione grazie alle splendide spiagge dell’isola di Corfù. Al di là del passato classico, sospeso tra storia e mitologia, le bellezze dell’isola, più di recente, vennero decantate da Napoleone che vi sostò entusiasta nel 1797. La vera popolarità arrivò solo negli anni Trenta, grazie ai romanzi dello scrittore inglese Lawrence Durrell. Il Mediterraneo, infine, è ricordato per le spiagge dell’isola di Maiorca. Non quelle affollatissime di Palma, ma le più romantiche di Soller. Ospiti celebri del passato furono Chopin, George Sand e l’arciduca Luigi Salvatore d’Austria.

Il decreto di Lenin
L’inchiesta della rivista statunitense mette poi in evidenza il Mar Nero, scegliendo Sochi, località balneare russa definita «centro salutare di interesse nazionale» da un decreto vergato da Lenin nel 1919 e oggi rilanciata da Vladimir Putin, che la frequenta apprezzandone il clima sub-tropicale. Spostandosi nel mezzo dell’oceano Atlantico troviamo l’isola portoghese di Madeira, molto amata da Ernest Hemingway e da Winston Churchill, che amava frequentare l’eduardiano Reid’s Palace del 1891, ancora oggi uno dei migliori alberghi dell’isola. Ma si cita anche Santander, città basca che si affaccia sul golfo di Biscaglia, dove andava in villeggiatura il sovrano spagnolo Alfonso XIII.

A chi ama la vecchia Inghilterra viene consigliato un soggiorno balneare sulla Manica a Broadstairs nel Kent. Luogo di vacanza della regina Vittoria, ospitò per oltre venti anni, dal 1837, lo scrittore Charles Dickens. Restando in Nord Europa, in pochi conoscono Heiligerdamm, nella ex Germania Orientale. Nelle rare giornate di sole le infinite spiagge bianche che si affacciano sul Mar Baltico sembrano scenari di mete esotiche. Chi volesse optare per una villeggiatura senz’altro originale troverà uno dei migliori alberghi tedeschi, il Kempinski Grand Hotel, che lo scorso anno ha ospitato i grandi del G8. La località venne lanciata nel 1793 da Friedrich Franz I, duca di Mecklenburg Schwerin, che vi si stabilì su consiglio del medico curante. Successivamente divenne il posto di villeggiatura preferito dagli zar russi e dall’alta società berlinese. La si raggiunge ancora con «Molli», un trenino a vapore di fine Ottocento, ancora perfettamente funzionante. Sempre sul Baltico, sembra abbiano ritrovato gli antichi fasti le spiagge polacche di Sopot, molto amate dal kaiser Guglielmo II.

Concludono l’inchiesta le stazioni balneari di De Haan in Belgio, non lontane da Bruges e di Dinard in Francia, la Saint Tropez dei primi del Novecento, frequentata da Edoardo VII di Inghilterra, Leopoldo II del Belgio e Alfonso XIII di Spagna. Daniel Charles, un apprezzato storico francese di cose di mare, colloca qui nei suoi scritti gli incontri con i fantasmi dei sovrani del passato, che apparirebbero nelle notti di luna piena quando il vento soffia violento dal mare.

Fonte: www.lastampa.it

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