Slow Food: i nuovi presìdi che debuttano al Salone del Gusto 2018

Sono 28 le new entry che arricchiscono il patrimonio tutelato da Slow Food. Dal rum tradizionale di Haiti alla noce della penisola sorrentina, dal pomodorino di Manduria al caffè Nyasaland dell’Uganda, ecco un giro d’Italia e di (quasi tutto) il globo attraverso i nuovi 22 presìdi sparsi per il Bel Paese e i 6 nuovi provenienti da Europa, America e Africa

Buono, pulito, giusto e… da tutelare. Rispondono a questo criterio le virtuose produzioni di nicchia che la Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus ha deciso di salvaguardare dal 1999, con l’istituzione dei presìdi. Ecco allora antiche varietà di ortaggi e razze autoctone in pericolo di estinzione, ma anche particolari tecniche di lavorazione tramandate da generazioni e custodite da poche persone, o coltivazioni sostenibili, che rischiano di scomparire. Sono 28 i nuovi presìdi Slow Food che debutteranno in occasione di Terra Madre Salone del Gusto, in programma a Torino dal 20 al 24 settembre. Tra questi, ben 22 presìdi sono italiani, distribuiti in otto regioni (Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Marche, Campania, Puglia e Sicilia), mentre da America, Europa e Africa arrivano altri6 nuovi presìdi.

Conoscere i presìdi Slow Food significa scoprire ingredienti genuini e sapori dimenticati, ricette tipiche e antiche preparazioni. Ma vuol dire anche aprire una finestra sul passato, confrontarsi con il patrimonio (e la ricchezza) di un territorio, analizzare e comprendere il rapporto profondo che lega l’uomo alla natura. Così, nel Bel Paese si scopre il profumatissimo aniceverde di Castignano, nelle Marche, ma anche le celebri noci della penisola sorrentina, delicate e apprezzate sin dall’epoca dei Romani. Oltre a un arcobaleno di pomodori che, da Nord a Sud, vengono lavorati, conservati e preparati con metodi diversi e particolari: dal canestrino di Lucca al pomodorino di Manduria, passando per il verneteca sannita.

Ci sono, poi, le vecchie varietà di albicocche del Vesuvio, le antiche mele dell’Alto Friuli, oltre all’aragosta spinosa messicana, pescata nei fondali caraibici secondo le tecniche tramandate dai pescatori locali, il caffè Nyasaland del monte Elgon in Uganda, coltivato tra i 1.260 e i 1.550 metri, e il Clairin, un rum tradizionale di Haiti. Quanti ne conoscete? Sfogliate la gallery per fare il giro d’Italia (e del mondo) con i nuovi presìdi Slow Food.

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