Sicurezza sugli sci

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Troppi campioni vittime di cadute quasi mortali, la sicurezza nel mondo dello sci, agonistico e di massa, va ripensata. Per chi punta alle medaglie olimpiche o al titolo mondiale, e per le grandi masse degli sportivi.

La nuova frontiera dello sciare sicuri sarà un airbag che lo sciatore indosserà con la sua tuta. Sarà made in Italy. tempi per lo sviluppo e la produzione della tecnologia saranno maturi entro il 2013. La Federazione internazionale dello sci, di concerto con quelle nazionali, ha affidato alla Dainese l’avveniristico progetto. Sia i vertici della Fis, sia l’azienda hanno fretta di arrivare a successi concreti.

Troppi campioni vittime di cadute quasi mortali, la sicurezza nel mondo dello sci, agonistico e di massa, va ripensata. Per chi punta alle medaglie olimpiche o al titolo mondiale, e per le grandi masse degli sportivi.

La nuova frontiera dello sciare sicuri sarà un airbag che lo sciatore indosserà con la sua tuta. Sarà made in Italy. tempi per lo sviluppo e la produzione della tecnologia saranno maturi entro il 2013. La Federazione internazionale dello sci, di concerto con quelle nazionali, ha affidato alla Dainese l’avveniristico progetto. Sia i vertici della Fis, sia l’azienda hanno fretta di arrivare a successi concreti.

Gli ultimi, gravi incidenti che hanno rilanciato l’allarme hanno colpito due sciatori austriaci. Mario Scheiber, 27 anni, è caduto sulla pista di Chamonix e ha riportato gravi fratture multiple. Una settimana prima il suo collega di squadra Hans Grugger, era caduto a Kitzbuehel. Ha dovuto subìre diverse operazioni, e ora lo stanno risvegliando dal coma artificiale. Bisogna che le federazioni sciistiche lavorino di più per la sicurezza, ha detto uno che se ne intende, l’asso croato Ivica Kostelic. Certo, le sciagure che colpiscono i campioni fanno notizia, mentre quelle che sulle piste aperte a tutti vedono per vittime la gente comune passano inosservate. Ma a lungo termine nuovi sistemi per proteggere la vita degli sciatori agonistici possono diventare importanti anche per il grande pubblico. E in questo caso, la tecnologia della salvezza è italiana, Dainese appunto.

L’idea su cui punta la Federazione nasce in casa dell’azienda di Molvena (Vicenza). Il "papà" del futuro airbag per sciatori è il sistema D-air, sviluppato in una variante agonistica (D-air racing) per proteggere motociclisti in gara e, in un’altra versione (D-air street), adattata ai rischi corsi dai motociclisti nel traffico. Non ha un collegamento fisico col mezzo, cioè la moto, bensì elettronico, tra una centralina sulla moto e una indossata nel casco. Reagisce in 30 millisecondi, quindi molto più velocemente dell’airbag di un’auto che si attiva in 80 millisecondi. L’airbag indossato potrà evitare allo sciatore fratture gravi, e salvargli la vita. La difficoltà sta tutta nello sviluppo di un meccanismo di sensori perfetti che lo attivi per tempo, ma non iperreagisca agli stimoli di una discesa veloce. Dovrà avere una velocità di reazione di 45 millisecondi. 

La sicurezza assoluta, certo, non esiste. Ma quando sarà in uso, il D-air per sciatori sarà un salto di qualità essenziale. Sciare correndo meno rischi è un tema sempre più importante, per i consumatori, per lo sport e per i produttori del comparto. Sempre da Dainese hanno creato la Fullcoat W 1-2-3, una giacca di protezione integrale. In Svizzera, Snowpulse ha prodotto un airbag rudimentale, chiamato "life bag", ma il suo limite è che di fatto lo sportivo stesso deve azionarlo a mano, prima che si apra in tre secondi. Altre protezioni, come lo Ski-Mojo della Kinetic, funzionano quali ammortizzatori per le ginocchia, sostenendole e riducendo lo sforzo muscolare. Ma per i campioni come per il grande pubblico, la garanzia primaria resta l’uso del casco. In Italia almeno è obbligatorio per i minori, in paesi come la Germania no, o non ancora.

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