Shopping a Buenos Aires

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Scarpe comode, tacchi bassi, stomaco ben rimpinzato con un desayuno abbondante a base di tres medialunas y café con leche tipica colazione porteña, e via, in giro per i barrios della città di Buenos Aires a fare un po’ di sano shopping. Così diversi tra loro, i quartieri della capitale hanno in comune il fatto di avere un unico animo porteño, caratterizzato da un melting pot di suggestioni, culture, determinanti sociali. Il fatto che il 48% della popolazione della città sia di origine italiana, infatti, autorizza a pensare che la matrice latina, prima, ed europea, poi, sia onnipresente e opportunamente miscelata con il sostrato autoctono, o incrociata secondo disegni e direttrici diverse.

Scarpe comode, tacchi bassi, stomaco ben rimpinzato con un desayuno abbondante a base di tres medialunas y café con leche tipica colazione porteña, e via, in giro per i barrios della città di Buenos Aires a fare un po’ di sano shopping. Così diversi tra loro, i quartieri della capitale hanno in comune il fatto di avere un unico animo porteño, caratterizzato da un melting pot di suggestioni, culture, determinanti sociali. Il fatto che il 48% della popolazione della città sia di origine italiana, infatti, autorizza a pensare che la matrice latina, prima, ed europea, poi, sia onnipresente e opportunamente miscelata con il sostrato autoctono, o incrociata secondo disegni e direttrici diverse.

Tutto questo è evidente in ciascun barrio, con peculiarità e tradizioni sue proprie. San Telmo è il quartiere della nostalgia: nostalgia per il cinema muto di Charlie Chaplin, per le note della musica popolare degli anni Quaranta, per la vecchia squadra di calcio del cuore, per tutto ciò che i porteños hanno lasciato oltremare. Tutto questo riappare, sottoforma di ammennicoli e chincaglierie, in vecchie edicole, botteghe, o sullo strato di polvere delle bancarelle per strada. Quasi all’inizio della Avenida Defensa, la chilometrica via lungo la quale si snoda praticamente tutto il barrio di San Telmo, si trova, ad esempio, una edicola di modeste dimensioni, senza insegna, unico tratto distintivo, una saracinesca sempre abbassata per metà. Qui giacciono come cimeli foto ricordo, poster di divi e personaggi famosi, LP vecchissimi, scambi epistolari di ogni genere e cartoline scritte da chi ha scelto la via del mare e del nuovo mondo; persino ritagli di giornale, DVD con tutti i gol di Maradona, vecchie monete, libri, addirittura un dizionario lunfardo-catalano, che qualche emigrante ha ben pensato di lasciare ai posteri come segno del suo passaggio sulla terra!

Sono molti e di anche di altro genere i negozi che affacciano sulla Defensa, soprattutto di antiquariato e di artigianato locale. La Feria di San Telmo, che si svolge ogni domenica mattina, riunisce poi il meglio della tradizione e dell’eccentricità argentina: accanto a bizzarri oggetti e accessori vintage (che sembrano il bottino di una casa svaligiata a metà del secolo scorso), figurano, per esempio, autentiche scarpe da tango anni Trenta (di quelle da mettere in mostra, non certo da indossare), abiti double face di nuovi stilisti emergenti che utilizzano la Feria come banco di prova delle loro proposte: gonne che diventano pantaloni e pantaloni che diventano gonne, fino alla proposta di bigiotteria con i colori del Boca Junior (la squadra del cuore di Buenos Aires). Alla feria poi si può trovare l’oggetto cult di tutta l’Argentina: il mate, ovvero, la coppa nella quale si prepara e si beve la yerba mate, quella bevanda un po’ eccitante che gli argentini si portano ovunque, in un termos, e che sostituisce in pratica la pausa-sigaretta degli europei. Bevuta con l’ausilio della bombilla (sorta di filtro con cannuccia in argento), può essere anche aromatizzata con buccia d’arancia. Provare per credere! Il Mercato delle pulci è un altro luogo interessante dove trovare ogni genere di chincaglieria e si tiene da martedì a domenica, all’angolo tra Álvarez Thomas e Plaza Dorego (il cuore di San Telmo).

La Boca si raggiunge anche a piedi, proseguendo lungo la Avenida Defensa, attraversando un parco e costeggiando il mitico stadio di calcio La Bombonera, la cui storia è intrecciata a doppio filo con il Boca Junior. Luogo di culto per tutti gli appassionati di calcio, lo stadio è ovviamente attorniato da negozi e stand che offrono una serie infinita di gadget della squadra, dalla maglietta (originale!) del Boca, fino all’intimo femminile con i colori giallo-rosso. L’estro stilistico dei giovani talenti che hanno i negozi in questo quartiere passa, infatti, per il tango e il Boca Junior, le due icone del barrio genovese.

Quando la vernice fresca con cui i porteños dipingevano le navi (principale occupazione cui erano destinati gli immigrati) avanzava, i lavoratori che occupavano le case di latta e lamiere del barrio, ne utilizzavano la parte rimanente per colorare gli esterni delle abitazioni. Oggi questo è rimasto il tratto peculiare dell’intera area e i vecchi conventillos hanno riprodotto botteghe e spazi colorati, proprio secondo l’uso dell’epoca (inutile dire che il giallo e il rosso vanno per la maggiore), impiegando anche materiale di scarto e recuperandone degli altri, dando vita così a negozi e atelier molto originali. È il caso del bellissimo negozio Alicia de las Maravillas, che vende abiti trendy e in stile eclettico, in un contesto colorato e originale che già da solo merita un’occhiata. I conventillos ospitano soprattutto negozi di abbigliamento e di accessori, eccentrici o tipicamente tangueri: rose rosse con cui ornare i capelli e scarpe, ventagli, scialli in stile andaluso. 

Palermo, quartiere un po’ defilato, a nord del centro storico vero e proprio della città, è il barrio dei giovani rampanti, un po’ snob, molto fashion, molto hi-tech. Si divide in Palermo Hollywood e Palermo Soho e si estende da Calle Santa Fé a Cordoba. La zona di Palermo Soho, ispirata alla Soho londinese, già nello stile architettonico mette in luce un gusto raffinato e la ricerca del dettaglio: i loft e gli atelier della zona non lasciano nulla al caso, lontani dalla “fatiscenza” dei quartieri più propriamente porteños del cuore della città. Qui architetti, disegnatori di moda e giovani designer hanno realizzato studi, showroom, boutique e laboratori che propongono il meglio dell’innovazione del gusto metropolitano. Dall’etno-chic al kitsh al design minimalista stile giapponese. Palermo Viejo, la parte vecchia del barrio e la più caratteristica, ospita il delizioso negozio di abbigliamento e arredo per la casa Calma Chicca, che coniuga in modo bizzarro la tradizione argentina e il kitsh di ispirazione contemporanea. Le borse della spesa qui diventano materiale per il set da colazione all’americana, mentre la pelle di vacca è utilizzata per eccentrici tappeti in patchwork.

Fonte: www.tgcom.mediaset.it

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