Settembre Low Cost all’ Elba

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A fine stagione si volta pagina: le spiagge si svuotano, le locande e i ristoranti danno il meglio, a prezzi low .

Lo sanno i turisti fedeli. All’Elba il tempo rallenta. Soprattutto a settembre, quando l’isola ritrova la sua essenza e camminando, o facendo un giro in barca tra le calette con l’acqua verde come Viticcio, Seccheto o l’Innamorata, ci si inebria di silenzio e profumi di mirto, lentisco, elicriso e corbezzolo. È allora che viene voglia di noleggiare una moto e dirigersi alla scoperta di spiagge ancora più nascoste, o verso Sant’Ilario o il Monte Capanne a più di mille metri d’altezza.

A fine stagione si volta pagina: le spiagge si svuotano, le locande e i ristoranti danno il meglio, a prezzi low .

Lo sanno i turisti fedeli. All’Elba il tempo rallenta. Soprattutto a settembre, quando l’isola ritrova la sua essenza e camminando, o facendo un giro in barca tra le calette con l’acqua verde come Viticcio, Seccheto o l’Innamorata, ci si inebria di silenzio e profumi di mirto, lentisco, elicriso e corbezzolo. È allora che viene voglia di noleggiare una moto e dirigersi alla scoperta di spiagge ancora più nascoste, o verso Sant’Ilario o il Monte Capanne a più di mille metri d’altezza.

Per dormire si può scegliere una stanza dal nome evocativo come “Il salto dei pesci che sognano il volo” o “Il legno morso dal mare” nel boutique hotel Cernia, un’oasi verde con giardino botanico e felci rare, a picco sulla spiaggia di Sant’Andrea, nella parte ovest dell’isola. Ci si arriva in cinque minuti a piedi, ma nei giorni di pigrizia totale si può approfittare della piscina dell’hotel, tra buganvillee e ibischi.

Ancora più appartato, a Patresi, c’è l’albergo Bel Tramonto, gestito da Michela Valverde con grazia e semplicità. Ci si sente come a casa e si dorme in 15 stanze senza troppe pretese, dalle quali si ammira però un tramonto fantastico e, nei giorni di tramontana, la costa corsa con le prime luci di Bastia e Macinaggio. Ci sono anche tre monolocali accoglienti da affittare, e si fa il bagno in piscina, ma chi vuole può dirigersi alle spiagge di Cavoli, Fetovaia o Sant’Andrea, le più selvagge, in 15 minuti d’auto.

Per una grande bouffe di pesce si va a La Secca, salotto buono nella piazza principale di Marciana Marina: baccalà fritto, ottimi paccheri con la granceola, stoccafisso all’elbana. Lo struscio serale è d’obbligo, per il gelato fatto in casa al Bar la Perla e un’occhiata da Gulliver, piccola galleria con ceramiche e quadri d’arte contemporanea.

A Marciana Alta bisogna portare con sé un maglioncino o uno scialle per cenare all’Osteria del Noce, sotto un pergolato di fiori. Sui tavoli di legno arrivano la fregola all’arzillo genovese, pasta fatta in casa al ragù antico di pesce, o gnocchi di castagne al pesto: tutto preparato da Rita Chiappara che, con il marito Alberto Capello, cucina anche piatti elbani come le acciughe e il cappone al finocchio.

Anche dopo cena, nel vicino laboratorio artigianale Capepe si acquistano conserve e marmellate: ottima quella di limoni e rosmarino. Per i vini, invece, si va alla Tenuta delle Ripalte, 12 ettari di vigneto e cantina doc sull’estrema punta di Capoliveri, disegnata dall’architetto Tobia Scarpa, tra le chiome verdi dei pini e l’azzurro della Costa dei Gabbiani. Inaugurata nello scorso maggio, ospita circa 20.000 bottiglie, fra cui il Bianco delle Ripalte, un Vermentino, e un ottimo Aleatico, dolce, ma non stucchevole. E, a Capoliveri, si va a cena da Il Chiasso, noto e sempre valido.

Anche le etichette di Monte Fabbrello, prodotte da Dimitri Galletti e Nelly Famà, sono robuste e corpose, soprattutto il rosso Sussurro del Vignaiolo. Per emozioni gastronomiche doc l’indirizzo giusto è La Lucciola, stabilimento a Marina di Campo. Verso le 19, via gli ombrelloni e, sotto un portico chic, si possono scegliere dal menu i piatti dello chef Marcello Rossi, per tutti “il pirata”: antipasti succulenti tra cappesante spadellate con topinambur, asparagi e crema di pomodori secchi, tartare, ostriche gratinate con champagne, spaghetti con l’astice o aragosta alla catalana, prese vive dalla vetrina e cucinate al momento.

Frequentato dagli habitué e dal popolo radical-chic più intellettuale è Poggio, un borgo antico arroccato su un colle, dove tutti si salutano e per uno spuntino c’è la piccola terrazza di Sciamadda, tra scale e vicoli, arredata con tavoli e sedie delle cucine di una volta e pezzi di modernariato. La giovane coppia di gestori – Giacomo Moretti e Ilaria Rizzardi – di origine ligure, prepara le acciughe e il baccalà fritti e i testaroli al pesto. Invece nell’Hotel Baia Imperiale, sulla spiaggia di Cavoli, ci si trattiene volentieri anche per una cena, resa indimenticabile dai piatti di mare. Dopo l’ultimo distillato, scegliendo dall’ottima cantina, si resta ancora a guardare le onde, mentre il tempo rallenta.

Fonte: www.corriere.it

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