Sedotti dal flamenco sulle sponde del Guadalquivir

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Nella capitale dell’Andalusia si celebrano i 500 anni dell’impreaìsa di Ferdinando Magellano, il primo passaggio a Ovest che rivoluzionò le rotte marittime. Un’ccasione per scoprire la città seguendo i luoghi culto legati alla spedizione

Per scoprire il fascino dell’Andalusia si deve partire da Siviglia, città intrisa di storia, cultura e tradizioni dove i sensi si mettono veramente alla prova. Gli occhi e le orecchie servono per ammirare palazzi monumentali e immergersi nei rituali sacri della “semana santa”(la prossima sarà dal 5 all’11 aprile 2020) ma anche in quella Siviglia profana, riconoscibile nel sensuale Flamenco e nei sanguinari spettacoli della corrida. Gusto e olfatto sono indispensabili per scoprire la città andando a tapear (gustare tapas), un rito che si tramanda da secoli.

Posto d’onore al Guadalquivir

Il grande fiume ha reso Siviglia una potenza navale nonostante fosse lontana dal mare. Fu proprio questo che solcò Ferdinando Magellano quando il 10 agosto 1519 partì per il suo passaggio a Ovest, che lo avrebbe portato a circumnavigare per primo il pianeta. Voleva raggiungere le Isole delle Spezie, nell’arcipelago delle Molucche, spezie indispensabili in Europa per variare i sapori, ma soprattutto per conservare i cibi. Chi riusciva a far arrivare un carico di spezie diventava ricco di colpo, e Ferdinando Magellano ci provò ma non fece mai ritorno a casa (il suo viaggio venne poi raccontato da Antonio Pigafetta). A 500 anni della sua impresa, Siviglia dedica all’esploratore un intero anno di festeggiamenti. Il Barceló Sevilla Renacimiento, hotel ufficiale delle celebrazioni di Magellano, suggerisce di ripercorrere le tappe della preparazione del viaggio, che toccano alcuni luoghi simbolo, dalla Cappella Santa Maria de Jesús alla Plaza de la Contratación, dal Patio de Banderas alla Cattedrale (dove si trova peraltro la tomba di Cristoforo Colombo) e all’Archivo de Indias, dove una mostra narra l’importanza del viaggio come evoluzione dell’uomo.

Il palazzo reale e i giardini-set

Si porsegue verso gli antichi Cantieri Navali (Reales Atarazanas), le famose Torre de la Plata e Torre del Oro. In questo giro rapisce la vista il Real Alcázar, il palazzo reale piu antico d’Europa (residenza dei Re di Spagna), composto da una serie di edifici costruiti a partire dal X secolo, reso superbo da meravigliosi giardini dove sono stati girati film come “Lawrence d’Arabia”, “Il regno dei cieli” o la celebre serie “Il Trono di Spade”. Continuando si arriva nell’anima della città: il quartiere Triana, una miscela di storia araba e cultura popolare con il suo Puente de Triana e il Mercado, dove al Centro di ceramica si possono apprendere i rudimenti di questa antica arte manuale. Qui che è stata ambientata la storia di Carmen, la gitana che balla il Flamenco e conosce tutte le arti per sedurre gli uomini, anche se Bizet non è stato l’unico autore a trarre ispirazione dalla città: da “Il Barbiere di Siviglia” al “Don Giovanni”, da “Le nozze di Figaro” al “Fidelio”, oltre 100 opere romantiche e non sono ispirate dalle piazze, dai palazzi e dai giardini di Siviglia. Come il bellissimo Parque de Maria Luisa che conduce alla maestosa Plaza de España con i canali solcati da barche a remi e l’imponente mole del palazzo costruito per l’Exposición Iberoamericana del 1929. Per la stessa occasione venne anche realizzato, con l’idea di farne l’albergo più lussuoso d’Europa, il vicino Hotel Alfonso XIII. Merita una visita anche un altro hotel storico,il Gran Meliá Colón, costruito negli anni 20, dove si incontravano Ernest Hemingway, Salvador Dalí e Pablo Picasso. L’albergo è molto conosciuto non solo perché ogni piano celebra un artista spagnolo (da El Greco a Goya), ma sopratutto perché è il preferito dai toreri, così vicino alla Maestranza, la più antica arena per la corrida.

La Siviglia rinascimentale

Per scoprirla, è d’obbligo farsi aprire le porte di una delle case palazzo, luoghi pieni di arte e bellezza, come Casa de Pilatos. Ed è sempre la vicinanza al grande fiume (bellissima la navigazione in primavera) a rendere vivace il quartiere di El Arenal, soprattutto alla sera in quel suo continuo di bar, ristoranti e locali. Qui c’è il Mercado de la Lonja del Barranco, un edificio di ingegneria civile del XIX secolo, tappa obbligata per un’esperienza gourmet. Gli amanti del design devono invece esplorare il quartiere di Santa Cruz dove ci si imbatte nel Metropol Parasol, la cui forma (NO8DO) è il simbolo di Siviglia e che offre il più bel panorama della città.

Un viaggio a Siviglia non può trascurare il Flamenco, arte dichiarata Patrimonio Immateriale dell’Umanità, essendone culla d’origine e principale vivaio di artisti di grande fama. Durante la Feria de Abril, quando la luce è già quella dell’estate, è facile incontrare le donne andaluse che sfoggiano abiti colorati oppure imbattersi in un duetto che delizia il pubblico con una performance dal vivo. Raffinate anche quelle organizzate da Cristina Hoyos, una delle più popolari danzatrici del genere, direttrice del Museo del Flamenco. Nel 2020 l’appuntamento clou per immergersi in quest’arte è la Biennale d’Arte Flamenco, il festival più importante al mondo che (solo negli anni pari) si tiene tra settembre e ottobre.

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