Scorpacciata di pesce sui Bilancioni del Delta del Po

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Un orizzonte liquido di lagune e valli da pesca, sacche e dune fossili. Scanni e golene capaci di difendere il territorio dalla furia del mare. Un labirinto di canali e specchi d’acqua salmastra dove si librano in volo ben 370 specie di uccelli, tra cui gli eleganti fenicotteri rosa il cui volo assomiglia a una danza. Benvenuti nel Delta del Po Veneto, riserva della Biosfera, patrimonio Unesco, un ecosistema naturale unico dove l’acqua torbida del Grande Fiume diventa laguna rigenerandosi col vento e la corrente dell’Adriatico.

Il Delta del Po è un labirinto di canali e specchi d’acqua salmastra © Merlino82

 

Qui la natura disegna scenari che superano ogni forma d’arte in ogni momento dell’anno. Ma tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno questo mondo d’acque salmastre viene illuminato da una luce speciale, quasi dorata, che sul far della sera si tinge di rosso. È il momento perfetto per organizzare un’escursione in barca e bici da Porto Tolle, lungo le Bocche del Po di Pila verso la Grande Foce, o sul Po di Maistra e la Golena di Cà Pisani, l’habitat ideale per molti uccelli, come il Martin Pescatore, il Gruccione e tutta la famiglia degli Aironi. O ancora nella Laguna di Caleri, dove l’uomo ha creato i suoi orti d’acqua per l’allevamento delle vongole e costruito le cavane i ricoveri delle barche dei pescatori (per organizzare tour a piedi, in bici o in barca nel Delta ci si può rivolgere al Consorzio Deltapool Service, oppure alle guide naturalistiche della Cooperativa CO.SE.DEL.PO).

E che cosa c'è di meglio, a metà o a fine giornata, che gustare il miglior pesce del giorno in un capanno di legno, con i pali che affondano sul fiume o sulla laguna, e con la vista della grande rete da pesca a bilancia (il bilancione) protesa sull’acqua ancora in funzione? Nate come rudimentali strutture di ricovero, costruite con canne palustri o assi di legno e finalizzati alla pesca che da sempre ha rappresentato uno strumento di sussistenza per la popolazione locale, alcuni di questi capanni oggi si sono trasformati in ristoranti-ittiturismi che associano all’attività della pesca quella della ristorazione per garantire tutta la freschezza di un\'autentica cucina a km0 in cui il protagonista, oltre allo chef, è senza dubbio il pescatore.

Gustare il miglior pesce del giorno in un capanno di legno, un'esperienza a Km 0 © Andrea Padoan

È Ivan che ogni giorno esce in laguna o in mare aperto per rifornire di vongole, branzini, anguille, rombi e soasi il Ristorante Ittiturismo In Marinetta di Rosolina, un casone da pesca ristrutturato con gusto a pochi passi dall’ingresso dell’Isola di Albarella, proprio dove il primo ramo del Po di Levante incontra il mare. Ed è invece lo chef, Alessio Bottin, che s’impegna con passione, fantasia ed eleganza a portare i sapori autentici del Delta in tavola, non solo il pesce, ma anche il Riso Carnaroli bio del Delta, che profuma di mare perché cresce in queste terre salmastre e tiene la cattura in modo incredibile, e le verdure freschissime coltivate negli orti sabbiosi di Rosolina. Squisiti i calamaretti spillo con la polentina bianca, gli spaghettoni con le vongole veraci, i risotti di mare, il fritto di paranza, le capesante, l’anguilla. E se invece che un pranzo, preferite gustarvi un cicchetto di pesce con un buon calice di vino, uno spritz o una birra artigianale, accomodatevi in terrazza e ammirate gli incredibili giochi di luce e di ombre che guizzano come pesci nell’acqua.

Tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno il Delta del Po viene illuminato da una luce speciale © Daniele Cupini

Più semplice ma altrettanto romantico è invece l’Ittiturismo su palafitta Al Fritulìn nei pressi della Sacca di Scardovari, che propone anche escursioni di pescaturismo in barca, di giorno o di notte con la luna piena, e un servizio di accompagnamento sulle spiagge poco conosciute raggiungibili solo in barca, per un ultimo bagno prima dell’autunno. Al ritorno potrete gustare sulla terrazza del ristorante vista fiume (da prenotare) la frittura di laguna, il broeto, le seppioline in umido, il baccalà, cozze e vongole quando è stagione, quei piatti che ormai non si assaporano più se non sulle tavole dei pescatori, per finire con dolci fatti in casa dalla moglie Sonia, ottima cuoca che tramanda con amore le tradizioni del Delta.

L’ultima meta gastronomica “verace” da non perdere, in località Bacucco, è Il Ristorante Ittiturismo Il Bilancione, un casone restaurato sospeso sul canale del Po di Gnocca attrezzato di bella rete a bilancia, da cui si ammirano tramonti infuocati sul Grande Fiume. I piatti di pesce cucinati a regola d'arte, le sarde in saor con la polenta, l’antipasto di pesce gratinato, il fritto misto, magari dopo una passeggiata al vicino Faro del Bacucco, vi farà compiere un secondo viaggio tra le acque e le terre del Delta, dove i sapori mutano insieme con i colori al sopraggiungere dell’autunno.

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