Sciare sul vulcano attivo più alto d’Europa, a due passi da casa

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Sei mai stato sull’Etna innevato? È la vacanza dell’inverno 2019 da provare a tutti i costi.

Potrebbe sembrare una stramberia, assieme alla consapevolezza sorprendente che si tratta di una consuetudine poco nota al pubblico, ma sciare sul vulcano più attivo e più alto d’Europa si può fare. Si è sempre fatto. E non c’è nessuna ragione, tranne quella catastrofica e quella atmosferica, perché non si possa ripetere ogni inverno. Perché ovviamente è un’esperienza unica, e perché a differenza delle solite vette una che “fuma” non è solo unica, è decisamente rara. Inoltre, in una moltiplicazione di benefit che ha pochi paragoni, almeno in Europa: subito a ridosso delle sue falde c’è il mare. Che trattandosi della Sicilia, vuol dire località balneari rinomate unite a un clima eccezionale anche a dicembre.

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Come organizzare una settimana bianca che per una volta faccia rima con Taormina e non Cortina? E in cui la piccola cittadina arroccata e affacciata sulla baia di Naxos e tutto l’Etna diventi il fulcro di andate e ritorno sulla neve, dei piaceri della tavola, di shopping, passeggiate e divertimento notturno? Innanzitutto avere bene chiaro che sciare sull’Etna significa scegliere gli impianti sul versante nord oppure su quello sud. Che a nord il paesaggio della stazione di Piano Provenzana sembra quasi alpino, mentre a sud – salendo dal paese di Nicolosi verso il rifugio Giovanni Sapienza – l’assoluta mancanza di vegetazione dà l’impressione di uno scenario lunare. E in seconda battuta, affidarsi a professionisti, del settore turistico e del territorio. Ma soprattutto dell’accoglienza attenta ma non invasiva.

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Come quella di Sicily Lifestyle, una destination management company che attraverso la conoscenza profonda del territorio di Salvatore Lo Giudice e Guido Spinello promuove un’idea di Sicilia più autentica dell’autentico. Da scoprire attraverso percorsi che hanno l’ambizione di una presa di coscienza delle bellezze dei luoghi, organizzati con l’aiuto di partner accumunati dallo stesso tipo di sensibilità delicata per il territorio. A partire dal prestigio dei vigneti che nascono fertili sul terreno lavico. E con l’esclusiva di garantire accessi a strutture e siti altrimenti difficili da raggiungere. Appurato dunque che la società Funivia dell’Etna ha comunicato che gli skipass per la stagione sciistica 2018/2019 sono disponibili ormai da quindici giorni, le proposte di Salvatore Lo Giudice e Guido Spinello si alternerebbero ovviamente tra i versanti sud e nord.

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Nel passare da un versante all’altro della montagna vulcano c’è il vantaggio di integrare il dopo discese e risalite con il meglio tra cibo e relax dei dintorni. Per esempio: dopo una mattina dedicata allo sci sul versante nord, ecco la degustazione e il pranzo presso la cantina Cottanera di Linguaglossa, e il relax presso la spa di Shalai del pomeriggio. Seguiti il giorno successivo dagli impianti di risalita del versante opposto e cena presso la cantina vinicola Barone di Villagrande. E per chi non è pratico di sci ma apprezza i percorsi lunghi armato di ciaspole: ritorno sul lato nord con Jeep 4×4, trekking sulla neve e pranzo tipico nel ristorante alle pendici dell’Etna, il Terra mia, a Solicchiata. Sicily Lifestyle organizza naturalmente anche i soggiorni, ma come dicevo sopra, affinché il profilo dell’Etna sia a “portata di mano” da una distanza sia spettacolare sia di controllo di livello della neve, Taormina resta il punto di osservazione migliore.

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Dove niente supera la postazione di vedetta del Belmond Grand Hotel Timeo. Forse solo il famoso teatro greco che si trova immediatamente sopra. Ma dalla terrazza letteraria del Timeo lo sguardo è senz’altro libero dal muro dei turisti. E visto che per la prima volta dopo dieci anni questo hotel – il primo costruito a Taormina e famoso in tutto il mondo per posizione, architettura e coefficiente glamour – rimarrà aperto per la stagione invernale, l’occasione per unire panorama mozzafiato e servizi ad hoc sulla neve è ghiotta. Con lo staff del Timeo Sicily Lifestyle ha un contratto di collaborazione con tariffe preferenziali, tuttavia soggiornare in una delle sue suite include il servizio esclusivo di transfer fino agli impianti e un maestro di sci, appoggiandosi alla società Etnasci.

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Belmond Grand Hotel Timeo

Courtesy Belmond Grand Hotel Timeo

Certo, dando una rapida scorsa al programma di attività esterne e interne che il Timeo ha preparato per questo prolungamento di stagione, con chiusura fissata al 3 gennaio, sciare diventa quasi uno spreco. Ma tra workshop di ceramica in quel di Caltagirone, trattamenti benessere e menu gastronomici, l’Etna resta comunque protagonista, seppure a livello di pendici: con trekking sui monti Nebrodi, visita alla riserva naturale del Bosco di Malabotta e ai megaliti dell’altopiano dell’Argimusco. E il must delle camminate alla scoperta dei Monti Silvestri, in cui tra due crateri inattivi – e innevati, si spera – ecco la sorpresa di un sommelier con un bicchiere di vino dell’Etna e prelibatezze locali. Nel caso però la giornata sia particolarmente soleggiata, al diavolo lo skilift e giù in quindici minuti alla spiaggia di Villa Sant’Andrea, il secondo innesto Belmond in Sicilia, affacciato sulla baia di Mazzarò di Taormina Mare.

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Belmond Grand Hotel Timeo

Courtesy Belmond Grand Hotel Timeo

Da tenere a mente, nello scegliere il Timeo, che l’atmosfera protetta ed esclusiva di questo grand hotel è deliziosamente intossicante, e che raggiungere il centro di Taormina – anche se è il Bam Bar con le granite con gelato più buone di tutti è subito oltre il portone ombreggiato – richiede uno sforzo psichico non indifferente. Un passaggio meno doloroso quando invece, come base da cui partire per mattinate sulla neve, si sceglie il Médousa Bistrot & Suites, all’ingresso di Porta Catania. Perché anche se nascosto da un giardino sviluppato su una lunga, seppure dolce, scalinata, propone un concetto di soggiorno come a casa di un taorminese. Per le cortesie, e anche per lo stile. Che in cinque suite con piccolo dehor mescola nuove proposte e vintage ricercato, profumi di erbe aromatiche e ceramiche d’antan. Una formula replicata anche nei cocktail del bistrot, misto di tradizione siciliana e innovazione; e nella cucina ridotta a pochi piatti: preparata in base agli ingredienti della giornata.

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Médousa Bistrot & Suites

Courtesy Médousa

A metà tra Timeo e il Médousa, poiché una giornata sulla neve stanca ma raramente annienta del tutto, l’appuntamento serale di Taormina è al Morgana Lounge Bar. Un locale che dal 2001, l’anno della sua apertura, si è consolidato progressivamente fino a diventare un’istituzione conosciuta in tutto il mondo, frequentata dai taorminesi ma soprattutto dal mondo fashion e design. Un risultato che si regge su un equilibro molto intelligente: il fatto di averlo reso da subito una “casa” per gli amici, con le sue stanze, il suo terrazzo e gli angoli dove conversare indisturbati, e contemporaneamente un luogo che come la più astuta delle popstar si reinventa a ogni stagione, con allestimenti il cui set design è però un omaggio appassionato alla Sicilia. E ai suoi artigiani. Che interpretano lo stile dell’isola in modo contemporaneo. Creando un’atmosfera sempre diversa, sempre magica e sempre capace di trasportare altrove, pur narrando in modo astratto il territorio.

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Morgana Lounge Bar

Courtesy Morgana Lounge Bar

Quest’anno strutturato sulla contrapposizione tra gli interni dei conventi e il giardino dell’Eden, che lo Studio Musumeci di Catania ha interpretato con pannellature in metallo traforato che ricordano le grate dei monasteri catanesi di via Crociferi; e un divano di colore blu, che correndo lungo tutto il locale ricorda appunto il serpente del peccato originale. Una scenografia da ammirare fino a Capodanno, poi inizieranno i lavori per la stagione successiva fino alla riapertura prevista per marzo. Un rituale che i due fondatori, Christian Sciglio e Guido Spinello, continuano a mantenere inalterato nel tempo. Assieme alla proposta di degustazione cocktail che Cristiano rinnova di anno in anno con ingredienti e infusi preparati nel suo laboratorio, mentre Guido si occupa dell’art direction.

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Tenuta di Fessina

Courtesy Tenuta di Fessina

Per chi invece vuole essere vicino alle piste, almeno a quelle del versante nord, la Tenuta di Fessina nel Comune di Castiglione di Sicilia è il posto più indicato: un palmento del Settecento in pietra lavica al centro di un vecchio vigneto di Nerello Mascalese, trasformato da Silvia Maestrelli in un nuovo concetto di ospitalità enologica. Come ristoro dopo un’escursione alle grotte di scorrimento lavico, da pianificare in collaborazione con gli enti di tutela del parco naturalistico dell’Etna, o come soggiorno prolungato scegliendo una delle sette camere mix di merletti siciliani, pietra lavica decorata, ferro arrugginito e oggetti d’arte: tre con ingresso indipendente e quattro ricavate dagli spazi del palmento. A un passo dalla seggiovia per la pista Pouchoz Tanaurpi.

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