Sciare in Val d’ Aosta

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Piste che sfiorano quota 4mila. Impianti all’avanguardia e snowpark. Il meglio per gli sportivi in cerca di emozioni. Da Gressoney a Cervinia e Pila.

Piste che sfiorano quota 4mila. Impianti all’avanguardia e snowpark. Il meglio per gli sportivi in cerca di emozioni. Da Gressoney a Cervinia e Pila.

Si respira sci ovunque in questa terra raccolta e protetta dalle sue montagne che hanno lasciato solo un piccolo varco naturale, un’unica porta di ingresso sulla Pianura Padana: a Pont Saint-Martin, prima località della regione, si supera la strettoia creata dai gruppi del Rosa e del Gran Paradiso, e la Valle d’Aosta si apre davanti agli occhi, con il primo dei mille castelli, le vigne imbiancate a fondo valle, la Dora che accompagna il viaggiatore, le case di pietra scura con i balconi in legno e i tetti di ardesia. E si riconoscono in fondo le cime innevate e le piste da sci, obiettivo primario della vacanza.

Basta girare alla prima valle a destra dopo Pont Saint-Martin. In pochi minuti si arriva a Gressoney, proprio in mezzo al comprensorio del Monterosa Ski (www.monterosa-ski.com ). Dall’estremo di Champoluc fino all’altro, ad Alagna, gli sciatori non possono annoiarsi: ben 180 km di piste di ogni difficoltà e genere, oltre trenta impianti e un solo skipass, addebitabile automaticamente sulla carta di credito per evitare le code. Proprio come in autostrada con il telepass. Non capita tutti i giorni di attraversare tre valli con gli sci in una mattinata – Val d’Ayas, Valle del Lys e Valsesia – cambiando scenario a ogni pista.

Quest’anno la novità è un impianto avanzatissimo, che porta dal Passo dei Salati al ghiacciaio di Punta Indren, a quota 3275 metri, e apre un versante del Rosa a uso e consumo dei freerider. Puro fuoripista. Questa innovativa funivia va ad aggiungersi alla nuova cabinovia Frachey – Alpe Cercerio da 110 posti. Al ritorno ci si può fermare a Gressoney La Trinité al bar dello Romantik Hotel Jolanda Sport per una cioccolata calda, o scegliere per cena il ristorante Lo Pejio, all’interno dell’Hôtellerie de Mascognaz, vicino a Champoluc: una serie di baite e fienili del Seicento ristrutturati e trasformati in splendidi chalet, raggiungibili solo in motoslitta o in fuoristrada.

Risalendo la valle, la seconda tappa (esiste anche uno skipass regionale con carta magnetica ricaricabile on line, www.skivallee.it ) ferma inevitabilmente a Breuil-Cervinia Per gli sciatori è impossibile trovare di meglio: le piste di Cervinia sono collegate a quelle di Zermatt, in Svizzera (un unico skipass internazionale). Per chi invece preferisce volare sulla neve (nel senso letterale del termine), l’Indian Park (www.indianpark.it ) è uno degli snowpark più attivi d’Europa, a oltre 3000 metri di altezza, attrezzato con salti, ringhiere e quanto possa far divertire i ragazzi con la tavola. Compresa una serie di amplificatori che sparano musica a tutto volume a ogni ora del giorno. Scendendo a valle, due sono gli alberghi alla moda che si dividono la migliore clientela: Les Neiges d’Antan, lontano dal paese in mezzo alla natura, con boiserie in larice e le vetrate della spa sullo spettacolo del Cervino, e l’Hermitage, raffinato Relais & Châteaux.

Gli amanti dello sci più rilassato apprezzeranno sicuramente Pila (www.pila.it ), l’unica località sciistica italiana di spessore raggiungibile direttamente dall’autostrada: a tre minuti dall’uscita di Aosta, si lascia la macchina e si sale sulla nuova telecabina che collega in pochi minuti il capoluogo con le piste, fino a raggiungere i 2700 metri del Grevon. Da provare dopo la giornata sulla neve il massaggio pinda sweda per il riequilibrio energetico: una delle specialità del centro benessere del Villaggio Valtur , a Gressan, aperto a tutti (tel. 0165.52.10.41, www.valtur.it ). All’Hotel Tivet, invece, è il calore della sauna finlandese che accoglie gli ospitial rientro. Per un après-ski o una cena d’eccezione, si sale in quota con la motoslitta: al Rifugio La Baraka , a Chamolé, la cucina valdostana impone grigliate di carne e la sorsa, lo stufato locale con verdure e salamelle. Ma la night experience più conosciuta di tutta la Valle d’Aosta è scendere dalla baita direttamente con gli sci (o al limite a piedi) da Lo Riondet, sopra La Thuile.

Fonte: www.corriere.it

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