Sciare costa sempre di più

Condividi questo articolo su :

La buona notizia: sono scesi i primi fiocchi e sono già aperti gli impianti in alcune località dell’arco alpino, anche se la stagione sciistica s’inaugurerà ufficialmente tra il 1° dicembre e il weekend dell’Immacolata. La cattiva notizia: sono aumentati i prezzi degli skipass. Il rincaro del giornaliero è in genere di un euro, in qualche località di due (Adamello e Dolomiti Superski), a Sansicario di 3, addirittura 4 euro in più l’internazionale Cervinia-Zermatt. Per un analogo aumento dei prezzi della pasta si è mosso l’Antitrust.

La buona notizia: sono scesi i primi fiocchi e sono già aperti gli impianti in alcune località dell’arco alpino, anche se la stagione sciistica s’inaugurerà ufficialmente tra il 1° dicembre e il weekend dell’Immacolata. La cattiva notizia: sono aumentati i prezzi degli skipass. Il rincaro del giornaliero è in genere di un euro, in qualche località di due (Adamello e Dolomiti Superski), a Sansicario di 3, addirittura 4 euro in più l’internazionale Cervinia-Zermatt. Per un analogo aumento dei prezzi della pasta si è mosso l’Antitrust.

Ma dato che le piste da sci non sono comprese nel paniere dei beni di largo consumo, il ritocco degli skipass è passato sotto silenzio. Le società degli impianti si giustificano dicendo che il costo dell’energia elettrica, necessaria per far funzionare skilift e strutture di innevamento artificiale, è cresciuto: «di oltre il 16%», specifica la Sestrieres Spa, proprietaria degli impianti della Via Lattea.

Chi nega un maggior inasprimento dei prezzi è il Dolomiti Superski, 1200 km di piste tra Veneto e Trentino-Alto Adige. Il giornaliero in alta stagione è lievitato da 40 a 42 euro, il 5%, «ma solo per l’effetto dell’arrotondamento all’euro superiore», dice Gerhard Vanzi, direttore marketing del consorzio. E spiega: «Da 34 anni adeguiamo i prezzi secondo l’inflazione. Calcolando un aumento del 3,5% sarebbero risultati 41.50 euro. Ecco il perché dell’arrotondamento. E comunque abbiamo potenziato l’innevamento programmato, ora copre il 90% delle piste». La garanzia della sciabilità è importante, ma spesso si ritorce sul portafoglio degli sciatori. L’inverno scorso, avarissimo di fiocchi, i cannoni sono stati messi a dura prova, sparando neve notte e giorno. «Sono state sfruttate tutte le finestre di freddo», aggiungono dalle Montagne Olimpiche, «operando anche negli orari fuori fascia, con bassa resa e altissimi costi di esercizio».

Nonostante molte piste fossero comunque inagibili, in rarissimi casi i gestori hanno applicato sconti sugli skipass. Dunque, nessuna deroga. E sci sempre più caro. La tagliola comincia ancora prima di vedere la neve, al momento di rinnovare abbigliamento e attrezzatura: gli ultimi dati AC Nielsen parlano di una media di 249 euro pro capite, che conferiscono allo sci la palma di sport più costoso di tutti. Poi c’è il resto: viaggio, albergo, lezioni col maestro, panino in rifugio. Un salasso che spiega, in parte, perché lo sci sia in crisi. Un grido d’allarme che si leva anche dal Pool Sci Italia, il consorzio che raduna le principali aziende. Le vendite di materiale tecnico sono crollate: meno 10% di fatturato nell’ultima stagione. Si potrebbe obiettare che oltralpe i prezzi degli skipass sono anche più alti. Vero. Ma i servizi offerti sono spesso migliori.

In Svizzera molte località hanno innalzato la soglia di gratuità dello skipass ai 10 anni di età. Da noi siamo ancora fermi a 6-8 anni. L’unico modo per sciare senza dover aprire un finanziamento è sfruttare le promozioni. La maggior parte sono però operazioni di marketing molto pubblicitarie e poco vantaggiose. Tipo: acquisti oggi tre skipass stagionali consecutivi (fino al 2010) e risparmi il 20%. Oppure, se fai lo stagionale, hai lo sconto del 50% sullo skipass settimanale a Bariloche o a Queenstown, nell’altro emisfero. Una barzelletta, se non fosse vero. Le migliori offerte riguardano la prima neve o le settimane bianche di fine stagione. Fino al weekend pre-natalizio, in quasi tutto l’arco alpino si scia con giornaliero ridotto del 20% e tariffe vantaggiose anche sull’alloggio.

Alcune stazioni sfornano promozioni tipo 4×3: quattro giorni di soggiorno più skipass al prezzo di tre (Dolomiti Superski Première); oppure regalano il settimanale pernottando 7 giorni in albergo (Free Ski di Campiglio e dell’Adamello); oppure ancora offrono il giornaliero con un soggiorno di almeno 4 notti in hotel (Skipass Free di Livigno). Da Natale in poi, le offerte si diradano, ma qualche accorgimento è sempre valido. Anzitutto, occhio al mese. A gennaio (dopo l’Epifania) lo skipass è scontato del 10%. In alcune località (Bardonecchia, Madesimo e molte stazioni sull’Appennino) sciando durante la settimana si tagliano i costi di un ulteriore 15-20%. Chi, per motivi di lavoro, non può permetterselo, può sempre risparmiare facendo scorta di giornalieri della stessa località.

Più ne compri più conviene: intorno al 10% per il carnet di 5 skipass, circa il 20% se ne acquisti il doppio. Particolarmente ghiotta l’offerta del Dolomiti Superski: 12 giorni a scelta nell’arco della stagione a 380 euro. Una media di 31.50 a giornaliero contro i 42 della tariffa piena (25% di sconto). Chi dorme non piglia piste? Mica vero. Anzi, se non si è proprio malati di sci, essere slow skier conviene. Lo skipass pomeridiano parte in genere dalle 12,30 e costa circa il 25% in meno rispetto al giornaliero. Ancora più vantaggiose le formule 2 o 3 ore (ci sono a Montgenèvre, a Campiglio e all’Ortler Skirena). In qualche stazione si può fare anche il giornaliero a partire dalle 11-11,30. Te la pigli comoda e risparmi pure qualcosa.

Un’ultima dritta per risparmiare non soldi ma tempo. Ormai tutte le località hanno un sito Internet. Molte (dalla Via Lattea a Cervinia a Bormio a Campiglio) prevedono la possibilità di acquistare lo skipass online o con un sms, addebitando il costo sulla carta di credito o su una card elettronica. Oltre alla comodità, il Dolomiti Superski offre anche un vantaggio economico: attivando il servizio «Direct to lift» si risparmia il 5% sui primi 5 giornalieri acquistati sul web, il 10% dal sesto in poi. Ma la comodità dell’addebito su CartaSì si paga: 5 euro al primo utilizzo. E parte della convenienza se n’è già andata con la prima funivia.

Fonte: www.lastampa.it

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: