Sardegna: come cambierà Porto Cervo

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Un nuovo hotel a 5 stelle, 70 lussuose suite, piscine, centri benessere, sale riunioni altamente tecnologiche, piazzette, viuzze immerse nel verde della macchia mediterranea e nella pietra.

Porto Cervo si rifà il look con un assegno da 410 milioni staccato dalla Sardegna Resorts, controllata della Colony Capital dell’americano di origini libanesi Tom Barrack, il proprietario della Costa Smeralda.

Un nuovo hotel a 5 stelle, 70 lussuose suite, piscine, centri benessere, sale riunioni altamente tecnologiche, piazzette, viuzze immerse nel verde della macchia mediterranea e nella pietra.

Porto Cervo si rifà il look con un assegno da 410 milioni staccato dalla Sardegna Resorts, controllata della Colony Capital dell’americano di origini libanesi Tom Barrack, il proprietario della Costa Smeralda.

E lo fa percorrendo i sentieri dello sviluppo sostenibile "nella consapevolezza che il rispetto, la protezione e la valorizzazione di un sistema naturale di incomparabile bellezza – spiegano dalla società – rappresenti il vero valore aggiunto dei piani di investimento".

Musica per le orecchie dell’anticemento Renato Soru, presidente della Regione Sardegna ed ideatore dello spesso odiato Piano paesaggistico regionale (Ppr), che, nella maggior parte dei casi, impedisce anche lo spostamento di un solo mattone nelle strutture presenti entro i 3 chilometri della fascia costiera ma che, nello specifico, consente aumenti di volumetrie massimo del 24%.

Con la definitiva approvazione del Ppr, quindi, Sardegna Resorts ha revisionato gli studi ed i programmi in corso per ricercare «il più elevato livello di coerenza» con la Legge e in sintonia con le politiche territoriali e di sviluppo del comune di Arzachena. Nel master plan del 1997 che ridisegnava e ampliava enormemente la Costa Smeralda erano previsti due milioni e mezzo di metri cubi: l’intervento proposto dalla Colony si ferma a 170 mila metri cubi.

In particolare, dato che le nuove norme assegnano rilevanza primaria alle operazioni di riqualificazione urbanistico-territoriale, "nel periodo transitorio necessario affinchè i Comuni adeguino i propri strumenti urbanistici comunali al Ppr", la Sardegna Resorts, ha dato priorità ad un ’Programma Generale di riqualificazione della Costa Smeraldà che, nel breve-medio periodo, coinvolgerà il cuore del sistema rappresentato da Porto Cervo e il sistema ricettivo alberghiero.

Il piano è formato dal ’Programma di Riqualificazione del sistema ricettivo-alberghierò e dal ’Programma di valorizzazione e riqualificazione urbanistica, edilizia e ambientale del centro di Porto Cervo. A questi si affiancano tutta una serie di interventi di protezione e di tutela dell’ambiente, in corso di attuazione, realizzati in collaborazione con l’Università e Legambiente. E il presidente onorario dell’associazione ambientalista, Ermete Realacci definisce la strategia della Colony Capital e del Consorzio Costa Smeralda «una strategia da imitare.

Un esempio avanzato di come si debba interpretare un turismo che punta più sulla qualità, sulla salvaguardia delle arre, sull’allungamento della stagione che sulle colate di cemento». "Il programma di riqualificazione – spiegano dalla Sardegna Resorts – vuole centrare gli obiettivi strategici di: mantenere e consolidare la fama nazionale ed internazionale degli hotel di lusso della Costa Smeralda, restando sempre competitivi nei confronti di un mercato sempre più esigente soprattutto nel segmento di target più elevato; valorizzare la particolare atmosfera di fascino speciale degli alberghi della Costa Smeralda mirando, nel contempo, soddisfare le ultime tendenze nel campo della qualità alberghiera e del relativo sistema dei servizi".

E ancora: "consolidare il sistema dell’industria ricettiva quale valore imprenditoriale di successo capace di generare importanti benefici sotto il profilo economico-sociale ed occupazionale. Aumentare la capacità e la qualità del sistema ricettivo orientandone le caratteristiche tipologiche per favorire un effettivo allungamento della stagione. Riorganizzare il sistema per improntarlo su criteri di maggiore efficienza ed ottimizzazione economico-gestionale. Introdurre ed affermare la qualità ambientale quale componente fondamentale per la qualità globale del servizio alberghiero".

I dati quantitativi del movimento turistico in Sardegna rivelano infatti un andamento in continua crescita, con la concentrazione dei flussi nei mesi estivi. La stagionalità costituisce la principale caratteristica che accentua i fenomeni di sottoutilizzazione del patrimonio ricettivo e appesantisce le carenze infrastrutturali di fondo del sistema regionale. A ciò si aggiunge che nel frattempo si è ampiamente modificato il comportamento del consumatore turista, così come sono cresciuti i segmenti e le varie tipologie di turismo, balneare, congressi, golf, nautica, eventi sportivi e di spettacolo, salutismo e beauty farm, che coinvolgono sempre più l’artigianato locale, l’enogastronomia, la moda.

Il Programma di Riqualificazione del sistema ricettivo-alberghiero prevede, anche in parziale ampliamento, il riassetto del comparto mediante la riqualificazione dei singoli hotel nonchè la realizzazione di un polo logistico per l’ottimizzazione gestionale del sistema ricettivo. Il Programma operativo di attuazione si svilupperà nell’arco di 4 anni e prevede una spesa di 125 milioni e 500 mila euro. Verranno realizzate 70 nuove suite divise per i quattro hotel a cinque stelle della Starwood Hotel ma soprattutto nascerà un nuovo albergo al posto dell’esistente Conference Center e che ingloberà i vicini campi da tennis. Nell’hotel Cervo verrà creato un centro benessere e saranno realizzati tutta una serie di interventi di ristrutturazione.

Il Pitrizza potrà invece vantare nuove 13 suite «super riservate», ville dotate di piscina, immerse nel verde della macchia mediterranea. Al Romazzino verranno realizzate sei super suite nonchè, anche qua, un nuovo centro benessere e una super piscina. Il Cala di Volpe, il Cala, resterà il gioiello di famiglia. Saranno aggiunte tre nuove royal suite e 15 camere da sogno. Il progetto che riguarda la riqualificazione di Porto Cervo centro, per il quale sono previsti 284 milioni e 800mila euro e che verrà realizzato in 7 anni, prevede l’abbattimento della direzione della capitaneria. Al suo posto sorgerà un centro servizi con annesso ristorante di lusso.

Nell’esistente area parcheggi fra il Conference Center e l’Hotel Cervo nascerà un parcheggio multipiano e un nuovo edificio, collegato al mare con una lunga ed elegante scalinata: sarà il nuovo ufficio di rappresentanza dell’amministrazione e il presidio della Colony. Il fronte del porto vecchio verrà rivoluzionato. L’asfalto verrà smantellato e verrà posata un elegante pavimentazione.

Secondo le previsioni fatte dalla Sardegna Resort l’economia locale beneficerà nei prossimi 7 anni (2007-2013) di un investimento annuale di 72 milioni di euro all’anno per i primi 4 anni (2007-2010), 40 milioni di euro all’anno per i successivi 3 anni (2011-2013). Una parte rilevante dell’investimento, oltre 50 milioni di euro, è destinata a infrastrutture e servizi pubblici che verranno realizzati a cura e spese della Società Sardegna Resorts e ceduti a titolo gratuito al comune di Arzachena. Sotto il profilo occupazionale, invece, si prevede un incremento di occupati nel settore alberghiero da 1102 a 1462 unità.

Per quanto riguarda i lavori di Porto Cervo centro si avrà un’occupazione aggiuntiva stabile di 520 unità. Inoltre, la realizzazione dei lavori comporterà, nei 7 anni di esecuzione, una occupazione temporanea annua nell’industria delle costruzioni e dei servizi, di circa 1.110 addetti e un incremento annuo del prodotto interno lordo di 52 milioni di euro. Nel solo comparto alberghiero si prevede una evoluzione dei livelli di spesa nel territorio, a regime, per il personale, beni e servizi da 42.7 milioni di euro annui attuali fino a 73 milioni di euro annui. Entro fine mese il piano di riqualificazione presentato dalla Sardegna Resorts verrà discusso nel consiglio comunale di Arzachena (Olbia-Tempio) e poi verrà inviato per l’approvazione definitiva in Regione.

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