Sardegna – Carloforte

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Da San Pietro a Cala Fico, da Capo Sandalo a Sant’Antioco. Viaggio nella Sardegna più affascinante, fra i sapori della piccola isola del sudovest che ospita l’ultima tonnara attiva del Mediterraneo. Per chi cerca una vacanza gourmand tra acque di cristallo, rocce vulcaniche, ricette tradizionali, piatti innovativi. E il tonno più buono e fragrante del Mare Nostrum. Da gustare preferibilmente crudo.

Da San Pietro a Cala Fico, da Capo Sandalo a Sant’Antioco. Viaggio nella Sardegna più affascinante, fra i sapori della piccola isola del sudovest che ospita l’ultima tonnara attiva del Mediterraneo. Per chi cerca una vacanza gourmand tra acque di cristallo, rocce vulcaniche, ricette tradizionali, piatti innovativi. E il tonno più buono e fragrante del Mare Nostrum. Da gustare preferibilmente crudo.

Metti una sera a cena con vista sul volo dei fenicotteri a gustare il tonno più pregiato del Mediterraneo. Aggiungi un paesaggio di rocce vulcaniche dai mille colori che si tuffano in acque celesti e otterrai il mosaico di sapori e piaceri unico nel suo genere dell’isola di San Pietro. Chiunque approdi in questo luogo a sud ovest della Sardegna non può che rimanere affascinato dal paesaggio di falesie e macchia mediterranea in cui si trova l’ultima tonnara fissa attiva del Mare Nostrum, che ogni anno pesca esemplari giganti di tonno rosso giunti fin qui dall’Atlantico per deporre le uova.

È questo il momento migliore per le carni, raccontano i pescatori dell’isola, perché il tonno di corsa (così chiamato per la velocità con cui passa vicino alle coste dell’isola) risulta più saporito e ricco. Dalla tonnara al piatto il passo è breve e la freschezza e qualità del prodotto declinato in mille varianti dagli chef isolani, non ha pari. Ecco l’isola dove fare rotta per tuffarsi in aspri tratti di costa ancora selvaggia e provare sapori che non si trovano altrove.

DELIZIE DI TONNARA
Da metà aprile a metà giugno, lungo le tonnare di Carloforte e Isola Piana si consuma l’antico rituale della mattanza in un duello cruento fra uomo e animale degno di un racconto di Hemingway. E nell’unico comune dell’isola, la graziosa Carloforte, si tiene ogni anno Girotonno, la manifestazione che celebra il lavoro e la tradizione della tonnara attraverso iniziative culturali, spettacoli e sfide gastronomiche. La nona edizione, conclusasi il 5 giugno, ha premiato lo chef brasiliano Pier Paolo Picchi, che ha stregato la giuria con una ventresca di tonno su un letto di cuori di palma. Ma nella patria del tonno italiano, chiunque può gustare squisiti piatti di tonnara fra i migliori ristoranti dell’isola. Basta recarsi ora, senza aspettare la fine dell’estate, per consumare il prodotto più fresco e pregiato. Il posto migliore dove mangiare l’autentico prodotto di tonnara è l’Osteria della Tonnara ricavata da un vecchio magazzino dove veniva preparato il tonno salato. La vista della sala al primo piano è direttamente sulle saline popolate dai fenicotteri, mentre la sala superiore offre una panoramica sul porto. Lo chef Andrea Rosso, carlofortino doc, prepara piatti antichi come la bobba, crema di fave secche che si sposano perfettamente con il re delle tavole isolane, sua maestà il tonno rosso. Le specialità da provare sono le lasagnette al tonno con gocce di pesto al profumo di maggiorana e la cappunadda, un’insalata fredda a base di gallette carlofortine e tonno salato che riporta all’origine del luogo. Fra gli altri piatti cult ci sono le linguine al tonno del ristorante Da Nicolo, preparate dagli chef Pomata e Abete con olive, capperi, scaglie di pecorino e una grattata di limone. Un assaggio di tradizione si gusta al ristorante Al Tonno di Corsa con il tonno alla carlofortina, un brasato di tonno profumato nell’alloro e bagnato da vino bianco e aceto. Chi volesse poi portare a casa una fetta di sapore autentico, può cercare nei negozi isolani le tipiche confezioni rettangolari in latta dall’etichetta rossa Tonnara Isola Piana Carloforte per Carloforte Tonnare PIAM srl. Solo questa, insieme alla dicitura CE 1471, fornisce la garanzia del prodotto pescato e lavorato artigianalmente negli antichi stabilimenti dell’isola.

DOVE LA SARDEGNA SA DI LIGURIA
Non solo pesce. A Carloforteil gusto viene tentato anche dal profumo di farinate e focacce che escono dalle panetterie del centro fra case color pastello, scalinate, archi e carruggi. La piazza principale, chiamata a ciassa, si apre sulla scenografica chiesa di San Carlo Borromeo costruita a immagine di quelle pegliesi. Fermatevi all’ombra delle piante e ascoltate il dialetto di questo lembo di Sardegna che parla ligure: una lingua arcaica che Fabrizio De Andrè studiò per Creuza de Ma. Scoprirete una storia che risale al ‘700, quando un gruppo di pescatori di Pegli, in fuga dall’isola tunisina di Tabarka infestata dai pirati, si fermò a San Pietro fondando la città di Carloforte in onore del re Carlo Emanuele III di Savoia.

FRA FALESIE E CAVE DI ARGILLA
Nelle giornate senza vento, il modo migliore per girare l’isola è dal mare, affittando un gommone o una barca. Le coste vulcaniche alternano calette sabbiose a imponenti falesie dove si danno appuntamento colonie di cormorani. Il tratto più aspro e affascinante è quello occidentale, dominato da aspre scogliere battute dal vento che sfoggiano una tavolozza di sfumature pennellate dalle stratificazioni di argilla, calcare, tufo e basalto. Nel punto più a sud incontrerete uno dei simboli dell’isola: le due colonne di basalto che resistono da secoli alle mareggiate come un solido monumento naturale. Procedendo verso nord dopo il faro e gli spettacolari orridi che si susseguono, si costeggia l’eden del raro falco della regina, un rapace che sceglie queste rocce per nidificare protetto da anfratti e aperture naturali. Qui, presso Cala Fico, si trova proprio l’Oasi della Lipu che organizza interessanti visite guidate. Se cercate un luogo riparato dal vento e dai turisti dove attraccare e godere di un calmo paradiso roccioso, cercate Cala Vinagra, un piccolo fiordo che forma piscine naturali.

Spostandovi poi sul lato orientale dell’isola, verso Sant’Antioco, incontrerete calette belle ma affollate come Guidi, La Bobba e Lucchese, una piccola cava di argilla dove spalmarsi di fanghi bianchi e rossi come in una spa in riva al mare. Tornati sulla terraferma si riposa all’Hotel Riviera, elegante quattro stelle di design dalla felicissima posizione centrale tra il porto e le saline. Questo luogo magico ogni estate ospita il colorato volo dei fenicotteri che planano fra stagni e canneti.
Prima di lasciare l’isola salite al faro che domina Capo Sandalo per contemplare il tramonto dal punto più a ovest d’Italia ascoltando in silenzio la voce del mare e del vento. Il momento in cui la luce rossastra accende i colori ocra e rosati delle rocce a strapiombo sul mare regala un brivido, l’ultimo regalo di questo lembo di terra così ricca di unicità.

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