San Diego

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West coast, profondo west, terra dai nomi spagnoli e dal sole tutto l’anno (anche a gennaio la temperatura minima raramente scende sotto i dieci gradi centigradi): qui, nella parte più meridionale della California, sorge la città di San Diego.

San Diego conta circa un milione e duecentomila abitanti che diventano quasi quattro milioni se ci si allarga a tutta la sua area metropolitana. La città è l’ultimo lembo di America prima del territorio messicano: oltre la frontiera inizia la Baja California, la “bassa California”, con la città di Tijuana, un’appendice di terra che si protende nell’Oceano dando vita al Golfo di California.

West coast, profondo west, terra dai nomi spagnoli e dal sole tutto l’anno (anche a gennaio la temperatura minima raramente scende sotto i dieci gradi centigradi): qui, nella parte più meridionale della California, sorge la città di San Diego.

San Diego conta circa un milione e duecentomila abitanti che diventano quasi quattro milioni se ci si allarga a tutta la sua area metropolitana. La città è l’ultimo lembo di America prima del territorio messicano: oltre la frontiera inizia la Baja California, la “bassa California”, con la città di Tijuana, un’appendice di terra che si protende nell’Oceano dando vita al Golfo di California.

San Diego, insieme a Miami e a Las Vegas, è la principale meta di vacanze del turismo interno statunitense. Se Las Vegas è la patria del divertimento, dei casino e della stravaganza, a San Diego la favorevole posizione consente un’attività turistica praticamente ininterrotta nel corso dell’anno.

In realtà la città ricopre un ruolo essenziale anche nella difesa militare per aria e per mare degli Stati Uniti: tutto il fronte del Pacifico viene tenuto sotto controllo dalle basi (ben sedici) presenti nella zona e il controllo della frontiera verso il Messico è uno dei cardini della politica dell’immigrazione Usa tesa a limitare il più possibile gli ingressi clandestini.

Oltre al turismo e all’indotto dato dalla presenza dei militari la città ha come principali attività economiche quelle legate all’agricoltura, alle biotecnologie, all’elettronica, al tessile, ai servizi finanziari, alla costruzione di navi e all’elaborazione di software.

I primi abitanti di San Diego furono gli indiani Kumeyaay che popolavano tutti i territori compresi tra California e parte settentrionale del Messico: oggi le loro riserve sono solo tredici e la popolazione è quasi totalmente scomparsa (sono rimasti meno di ventimila individui); i primi europei ad arrivare in zona furono portoghesi e spagnoli. Il nome San Diego deriva da come era chiamata l’imbarcazione di uno dei primi esploratori della zona, lo spagnolo Sebastian Vizcaino, al quale si deve anche una prima cartina dettagliata di tutta la costa occidentale degli Stati Uniti.

La città divenne così spagnola e vide una progressiva immigrazione dall’Europa: molti furono anche i mormoni che si trasferivano in queste zone. Dopo la nascita dello stato messicano indipendente (1821, a seguito del periodo napoleonico in cui gli spagnoli non seppero più mantenere il controllo nelle loro colonie americane) San Diego e tutta la California entrarono a far parte del Messico. Fu poi la guerra messicano-statunitense (1846-1848) a provocare l’appropriazione di Texas, Nevada, Utah e California da parte degli Stati Uniti.
Era il periodo in cui vigeva la “dottrina Monroe” (dal nome del Presidente Usa che la elaborò) secondo la quale gli Stati Uniti rifiutavano le ingerenze europee in America e si ritenevano depositari di un ruolo di “guida” di tutti i nuovi stati (per qualcuno si trattò semplicemente di una forma di neocolonialismo).

Dal 1848 iniziò la storia di San Diego all’interno degli Stati Uniti. La popolazione cominciò a crescere di numero tanto che la città è ora tra le prime dieci d’America per abitanti.

Muoversi a San Diego può risultare molto difficile se si cerca di farlo con l’auto: le strade e le autostrade sono perennemente congestionate; meglio allora optare per il San Diego Trolley, un sistema di trasporto ferroviario urbano diffuso abbastanza capillarmente nella città. Altra possibilità da considerare è quella di spostarsi in bicicletta: le piste ciclabili sono molto numerose e ben segnalate e solitamente hanno percorsi separati dalle strade normali.
L’aeroporto di San Diego è il San Diego International Airport: ogni anno vi transitano più di diciassette milioni di passeggeri diretti verso le altre città statunitensi (soprattutto attraverso Soutwest Airlines) e verso il Messico e il centro-sud America. Molto importante per l’economia della città è anche il porto che nel 2010 sarà ulteriormente ampliato con il completamento di un nuovo terminal di approdo.

La lingua ufficiale di San Diego è l’inglese, molto parlato è anche lo spagnolo; moneta ufficiale è il Dollaro Statunitense. Per gli affari diplomatici è competente il consolato generale d’Italia di Los Angeles che si trova al numero 12400 di Wilshire Boulevard, Suite 300.

Fonte: www.tiscali.it

 

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