Roma, il parco d’arte sull’Aventino

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“Posso solo evadere con le palpebre serrate”. È una citazione da Samuel Beckett intagliata in una rete lunga 30 metri una delle installazioni che inaugurano oggi nel rinato Giardino di Sant’Alessio, a Roma. Un angolo di verde e di storia a lungo dimenticato sul Colle Aventino, che è stato recuperato da tre donne – Chiara de’ Rossi, Marina Cimato, Anna Butticci – dell’Associazione Probono Onlus (con il contributo del Comune e della Fondazione Roma-Arte–Musei) e ora è pronto ad accogliere un progetto di Public Art e di solidarietà.

“Posso solo evadere con le palpebre serrate”. È una citazione da Samuel Beckett intagliata in una rete lunga 30 metri una delle installazioni che inaugurano oggi nel rinato Giardino di Sant’Alessio, a Roma. Un angolo di verde e di storia a lungo dimenticato sul Colle Aventino, che è stato recuperato da tre donne – Chiara de’ Rossi, Marina Cimato, Anna Butticci – dell’Associazione Probono Onlus (con il contributo del Comune e della Fondazione Roma-Arte–Musei) e ora è pronto ad accogliere un progetto di Public Art e di solidarietà.

Tre interventi site specific di Marzia Migliora sul tema della cecità, raccontati ai non vedenti in un file mp3 sul sito www.giardinosantalessio.org  e accompagnati da un piccolo catalogo, con disegni inediti dell’artista piemontese e alcune pagine in braille, in vendita a offerta libera per aiutare la ricerca e la cura del retinoblastoma.

“Vorrei riflettere sulla vista come atto di scelta e non come dato fisiologico, poiché ritengo che guardare, osservare, conoscere, significhi molto di più che imprimere sulla retina le immagini di ciò che ci circonda. Come suggeriscono le parole di Beckett, è la capacità di immaginare e la forza del pensiero a rendere liberi”. Così Marzia Migliora spiega i limiti dei sensi e il ruolo fondamentale della fantasia, tema che ricorre in tutte le opere insieme ai riferimenti alla storia del luogo (alla fine del 1800 il Giardino di Sant’Alessio ospitava un istituto per ragazzi ciechi), a cominciare dalla rete di Libero come un uomo: un ostacolo al panorama che lascia solo intravedere la città di Roma attraverso la frase dello scrittore irlandese.

Richiedono uno sforzo d’immaginazione anche gli 11 cerchi in alluminio illuminati a led di Rolling Hoops, installazione nata dal ritrovamento di una fotografia d’epoca con i ragazzi dell’Istituto che giocano in giardino. Una scena di svago, liberta, evasione intuibile solo con l’emotività e la fantasia, così come “l’ora di ricreazione” evocata dal terzo intervento di Marzia Migliora: una campanella che tutti i pomeriggi, alle 15 e alle 17.10, suona per nove secondi sull’Avventino.

Info: Ginnastica dei ciechi – La corsa al cerchio di Marzia Migliora, a cura di Chiara de’ Rossi, Marina Cimato, Anna Butticci, dal 30 marzo (opening ore 18.30) al 30 maggio, Giardino di Sant’Alessio, via di Santa Sabina 22, Colle Aventino – Rione Ripa, Roma.

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