Rimini: in vacanza da sole

Condividi questo articolo su :

Ballano da sole, le ragazze, sulla sabbia del Turquoise. In due file, come se giocassero a ruba bandiera, cinque da una parte, cinque dall’altra. Poi in cerchio. Ballano e ridono, sono ragazze felici. Hanno discusso un po’, perché Manu voleva fermarsi a cento metri da qui, in piazzale Fellini, dove c’è la rassegna del Cartoon club, cartoni animati da tutto il mondo.

Ballano da sole, le ragazze, sulla sabbia del Turquoise. In due file, come se giocassero a ruba bandiera, cinque da una parte, cinque dall’altra. Poi in cerchio. Ballano e ridono, sono ragazze felici. Hanno discusso un po’, perché Manu voleva fermarsi a cento metri da qui, in piazzale Fellini, dove c’è la rassegna del Cartoon club, cartoni animati da tutto il mondo.

Una bella tentazione. "Dai, fermiamoci a guardare i Simpson". "Manu, siamo venute a Rimini per fare baracca. Bart ce lo vediamo anche a casa". Ridono e ballano, le ragazze in vacanza. È l’una della notte, il pezzo di lungomare che va dal Grand Hotel al porto è tutto un tum tum di note sparate dai dj degli street bar. Non c’è più bisogno di salire sui colli, per bere e ballare. Sulla spiaggia ci sono queste discoteche all’aperto dove non c’è biglietto d’ingresso. Se vuoi stordirti un po’, con 8 euro prendi un Mojito. Se vuoi arrivare all’alba, tiri avanti con le lattine di Red Bull, 5 euro. "Premetto che non sono gay – grida un presentatore – ma amo questo dj".

Sono tante, in riviera, le ragazze e le donne in vacanza da sole. A essere ‘diverse’ sono le coppie. I lui e lei che passeggiano tenendosi per mano (lei con la rosa comprata dal pakistano) non arrivano più da Bergamo o da Modena ma da Mosca, Praga, Budapest. Ci sono donne sole, coppie di donne, gruppetti di tre o quattro e vere e proprie compagnie. Le ragazze che ballano al Turquoise arrivano da Treviso. "Tre giorni tutti per noi e proprio qui sta il bello. Non hai orari, non hai il ragazzo che ti dice adesso facciamo questo e adesso facciamo quello e adesso smettila di bere e adesso andiamo a letto che è tardi". Manu ha vent’anni, Giorgi (in compagnia i nomi non hanno più il finale) uno in più. "Il mio Save fa quello che gli pare. Va con gli amici a cena e in vacanza in Marocco, sta via quattro giorni per il raduno degli alpini, insomma è maschio e fa come tutti gli altri. Adesso lo facciamo anche noi. Io non so se mi sposo. Certo, non voglio fare la vita da moglie ancora prima di andare davanti a un prete".

Pina colada, Caipirinha, Coca cola, Margarita, bottiglietta di acqua naturale "Sono tre anni che ci facciamo almeno una vacanza assieme, finalmente libere da tutto. L´anno scorso siamo state a Barcellona". Nell´altro street bar, il Coconuts, ci sono i ballerini su un cubo e i divani come in un privè di discoteca. Un altro cubo è riservato ai clienti, e c’è chi a una certa età cerca di digerire il fritto misto dondolandosi alla ricerca del ritmo perduto. Anche qui, sul lungomare, bottiglia di birra o vodka in mano, ci sono i ‘Gordo’ alla ricerca di qualche preda. "Ma se stai in compagnia delle altre – dice Manu – non hai problemi. I rischi ci sono sempre e allora, anche quando sei qui in baracca, bisogna usare la testa".

È iniziato nel 2000, il boom delle donne sole in vacanza, e non si è mai interrotto. E allora c´è chi ha fiutato l´affare e si è attrezzato, offrendo guide per viaggi al femminile, spiagge riservate e anche hotel per la sosta delle nuove viandanti. "Le ragazze viaggiano e vivono assieme – dice Asterio Savelli, docente di sociologia del turismo nell´Alma Mater bolognese – perché così si sentono dentro a una bolla di protezione. Fra loro c´è un ‘idem sentire’ che crea sicurezza. Stanno bene anche perché viene meno quella tensione che si genera ogni volta che maschi e femmine si incontrano. Certo, non c´è chiusura verso l´altro sesso. Ma la donna si sente meglio se può affrontare questo confronto partendo da una base di sicurezza, quella bolla ambientale che può costruire solo assieme alle sue amiche. La vacanza è una micro società in viaggio. I maschi sono sempre partiti in gruppo per andare a vivere esperienze e avventure in terre lontane. La novità è che a viaggiare oggi sono anche le donne".

Viale Vespucci non è più la strada dei vitelloni, che si sedevano nei bar e caffè all´aperto, aspettavano il passaggio di qualche ragazza (tedesche e svedesi, le più ambite) e si accodavano come in processione. Adesso anche al Mucho Macho ragazze e giovanotti stanno divisi come fossero in classi separate. Proprio di fronte, il mitico dancing Embassy è chiuso e quasi diroccato. Qui cantava Silvio Berlusconi (ma c´erano anche Mina e Fred Buscaglione). Erano i tempi di "Signorina, permette questo ballo?". Adesso sono le ragazze che (alle 2 della notte) si alzano dalle poltroncine in vimini del Mucho Macho e vanno ad abbordare i ragazzi. "Dove si può mangiare una buona pizza?".

Ragazze che non sono padrone soltanto della notte. Già al mattino si stendono sui lettini della ‘spiaggia rosa’, bagno riservato alle donne sulla spiaggia di Riccione. Tanto di cartelli con ‘Ingresso vietato agli uomini’, lettini, sdraio, ombrelloni tutti colorati di rosa. A inventare questa spiaggia solo per donne (ma a Trieste il bagno Lanterna divide con un muro i maschi dalle femmine già dai tempi dell´imperatore Francesco Giuseppe) è comunque un uomo, Fausto Ravaglia, bagnino ‘da sempre’. "Qui le donne hanno un pezzo di spiaggia tutto per loro e lo spazio per parlare, ascoltare musica, farsi belle con massaggi, saune e parrucchiere e soprattutto per restare sole". Su una lavagna, i messaggi di chi è stato qui. "Da Mantova con furore", hanno scritto Ede, Cry, Fede, Ila, Cinzia. "Arrivano compagnie di ragazze che stanno qui tre giorni, per l´addio al nubilato. Tre giorni di festa al riparo da occhi indiscreti e soprattutto senza uomini.
Tre giorni di festa al riparo da occhi indiscreti e soprattutto senza uomini. Dicono che stanno molto bene".

Il ‘divertimentificio’ della Riviera romagnola è ormai un ricordo. "Secondo me – dice Piero Leoni, docente di sociologia del turismo – è addirittura archeologia. Rimini scoprì lo sballo, la trasgressione, la droga quando, causa l´eutrofizzazione, si scordò di avere il mare. Oggi la riviera propone atmosfere più sicure che facilitano l´incontro. Non a caso è una meta scelta dalle donne che, secondo il primo report 2007 dello studio Ambrosetti, da sole o in compagnia di altre donne, rappresentano il nuovo trend del turismo contemporaneo. Con la ‘notte rosa’ la settimana scorsa abbiamo accolto in riviera centinaia di migliaia di donne. Fino all´alba ci sono stati spettacoli, balli, fuochi di artificio e non c´è stato nessun incidente. La nuova alba è stata accolta con un concerto del pianista Ludovico Einaudi. Dieci anni fa, all´alba, arrivavano in spiaggia ragazze e giovani stravolti dalla notte in discoteca".

"Le donne vanno in vacanza da sole – dice Andrea Macchiavelli, docente di economia del turismo nell´ateneo di Bergamo – perché grazie alla parità e all´emancipazione possono comportarsi come gli uomini. Anche per loro la vacanza deve essere una ricerca di diversità rispetto alla vita normale. C´è chi cerca sballo e trasgressione, c´è chi passa una settimana in monastero. L´importante è cambiare vita e cercare relazioni, precarie ma con il segno della novità".

Proprio ieri, a Santarcangelo di Romagna, è stata inaugurata la ‘guest house’ l´Albero, piccolo albergo "con un´attenzione particolare per le donne". Patrizia Garuti, la giovane proprietaria, tenta questa avventura dopo avere girato mezzo mondo. "Nessuno chiede a un uomo che si presenta solo in un albergo o in un ristorante dove sia sua moglie. A una donna sì – dice – Se viaggi da sola ti senti osservata, sei vista con curiosità, devi stare attenta. Quante bugie ho raccontato. Dovevo partire con il mio fidanzato ma si è ammalato. Mio marito ha perso l´aereo, arriverà domani. Ecco, io voglio che nella mia ‘guest house’, la casa dell´ospite, la donna che arriva sola o in compagnia non si senta sotto osservazione o inquisita. Voglio fare sentire a casa chi a casa non è. Si può venire a Santarcangelo per turismo, per lavoro, per fare un corso di teatro. Non farò nessuna domanda. Dirò solo che qui ci sono i letti, la cucina, il computer, una piccola biblioteca. Se pensano di stare bene, la porta è aperta e i prezzi sono modesti". Marcela Serrano ha scritto ‘L´albergo delle donne tristi’, ambientato in un´isola del Cile dove le donne in crisi cercano di ricomporre i frammenti della propria esistenza. "Io vorrei che il mio piccolo hotel, pian piano, diventasse ‘L´albergo delle donne felici’".

Fonte: www.repubblica.it

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: