Raduno Parktour a Roma

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Sono sempre di più i fan del parkour, sport urbano consistente nel muoversi in velocità per le città (ma c’è anche chi lo pratica in mezzo alla natura, tra piante e collinette) superando tutti gli ostacoli che si incontrano sul percorso: non importa che si tratti di panchine, muretti, ringhiere o pareti alte cinque metri, l’essenziale è tirare dritto. A dimostrarlo sono i numeri.

Sono sempre di più i fan del parkour, sport urbano consistente nel muoversi in velocità per le città (ma c’è anche chi lo pratica in mezzo alla natura, tra piante e collinette) superando tutti gli ostacoli che si incontrano sul percorso: non importa che si tratti di panchine, muretti, ringhiere o pareti alte cinque metri, l’essenziale è tirare dritto. A dimostrarlo sono i numeri.

Nell’ottobre del 2006, ovvero a due anni dalla nascita, www.parkour.it , il portale italiano di riferimento dei traceur – come si chiamano gli adepti di questa disciplina – contava circa 1600 iscritti. Oggi gli utenti (tra registrati e non) sono saliti a quota 15 mila. Ma a provare il successo crescente del parkour sono anche i fatti. Se l’anno scorso lo sport lanciato negli anni Novanta da David Belle (tra i fondatori della Parkour Worldwide Association) è diventato protagonista di un videogame dal titolo «Free Running Parkour», è di questi giorni la notizia del suo sbarco nel mondo accademico.

PRIMO PASSO – Il quarto raduno nazionale di parkour, sabato 12 e domenica 13 luglio a Roma, si terrà all’Ateneo di Tor Vergata ed è solo un primo passo verso l’ingresso ufficiale dello street sport di origine francese nelle università. «Dal prossimo autunno introdurremo corsi di parkour per gli studenti della Facoltà di Scienze Motorie di Tor Vergata – annuncia Stefano Pulcini, presidente dell’associazione Parkour.it -. Un importante riconoscimento istituzionale, a dispetto di chi, secondo un’immagine stereotipata, crede che gli appassionati di parkour siano degli scalmanati che si lanciano dai palazzi. L’obiettivo di questa attività è di reinterpretare in modo creativo lo spazio che ci circonda». Ospite d’onore del raduno, Sebastien Foucan, celebre per aver partecipato al videoclip di Madonna «Hung Up» (guarda il video) e per il suo ruolo nella sequenza di apertura del film «007 – Casino Royale» (guarda il video): una scena d’azione mozzafiato, in cui il free runner parigino fugge da Daniel Craig-James Bond con corse all’ultimo respiro e salti vertiginosi.

400 «TRACEUR» – Naturalmente quelle di Foucan sono acrobazie da stuntman, la maggior parte dei traceur si accontenta di molto meno: oltrepassare una cancellata, scavalcare una ringhiera possono già essere degli ottimi traguardi. «Col parkour non cambia il mondo, cambia il modo in cui lo guardi». Così recita il motto dei free runner che nel weekend si riuniranno nella capitale. Arriveranno da tutta Italia, saranno circa 400. «Sarebbero stati di più, ma abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni per esaurimento posti», dicono gli organizzatori della manifestazione, che vanta il significativo sostegno del Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche. In programma workshop, prove pratiche, esercizi di equilibrio, lezioni dedicate alle principali tecniche di atterraggio, salto, arrampicata. «Perché – sostiene Pulcini – se si fa con un’adeguata preparazione, il parkour non è affatto pericoloso. L’importante è procedere per piccoli passi, come quando si impara a guidare».

Fonte: www.corriere.it

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