Questo autunno regalati un weekend sulle vie del vino di Bordeaux

È il momento giusto per andare in Francia a gustare alcuni dei migliori vini in alcuni dei luoghi più belli della Terra.

Bordeaux, con 120.000 ettari di viticolture, ha la più vasta area di vigneti e di vini pregiati della Francia. Le vaste distese, la diversità della tipologia di suolo e i diversi microclimi, rendono possibile la produzione di un’ampia varietà di prodotti: rossi, rosé, bianchi secchi, dolci e bollicine con non meno di 57 denominazioni.Il raccolto annuale ammonta a circa 6 milioni di ettolitri di vino, che sono rappresentati principalmente da vini rossi e rosé. Le tipologie di vitigni che compongono per lo più i vini rossi sono: il Merlot, tipico della regione di Saint-Emilion, che conferisce una nota alcolica, morbida e rotonda; il Cabernet Sauvignon che, oltre alla sua ricchezza di tannini, conferisce ai vini della zona del Médoc un complesso e armonioso bouquet di profumi e sapori; il Cabernet Franc che, invece, caratterizza la zona che sovrasta Libourne e dà vini corposi ma dagli aromi sottili.

I vini bianchi, invece, si suddividono in: Sauvignon, varietà dominante nella regione Entre-Deux-Mers, che compone principalmente vini secchi e fruttati; il Sémillion, varietà caratteristica nei bianchi dolci, che consente lo sviluppo della muffa grigia tratto caratteristico degli opulenti vini d’oro; il Muscadelle, che porta rotondità e un potente aroma floreale.Le principali vie del vino di Bordeaux sono cinque e si dispongono tutte attorno al capoluogo della Nuova Aquitania e del dipartimento della Gironda, che diventa, per tanto, la porta d’accesso a un vero e proprio universo di degustazioni e di luoghi meravigliosi.

Cominciamo con la strada dei Castelli, che si sviluppa nel Médoc, tra l’oceano Atlantico, a Ovest, e l’estuario più largo d’Europa, quello della Gironde appunto, a Est. Si estende per oltre 80 Km a Nord di Bordeaux, fino a Pointe de Grave. È una regione eccezionale, casa dei più prestigiosi vini di Bordeaux e delle più insolite architetture. Assolutamente da non perdere il faro di Cardouan, ad esempio, che sorveglia l’estuario.

La strada delle colline, invece, garantisce ai visitatori una calorosa accoglienza nell’area di Blaye-Bourg. Queste due regioni, situate sulla riva destra dell’estuario della Gironde, offrono un affascinante panorama di vigneti che si affacciano sul fiume, piccoli villaggi con case di pietra, chiese romaniche, famosi siti archeologici e piccoli porti nostalgici. In questo itinerario non si può non visitare la maestosa cittadella di Blaye, costruita da Vauban, sul fiume. È un piacere visitare i laboratori degli artigiani locali, pranzare nei tipici caffè e ristoranti all’aperto, assaggiare i corposi vini rossi locali e gli eccellenti bianchi. Insomma: bisogna godersi il vino come puro piacere, come sempre del resto.

La terza via è quella del patrimonio dei vigneti millenari, rinomati in tutto il mondo. Saint-Emilion, paese gioiello e patrimonio dell’UNESCO, è soprannominata “La colina dei mille vini”, famosa certamente per la produzione vitivinicola ma anche per lo splendore del luogo, due facce di una stessa medaglia che rendono questo borgo un vero e proprio patrimonio dell’umanità. Nonostante la sua piccola area (800 ettari), Pomerol è un’altra gemma della regione. Le magnifiche colline della regione Côtes de Castillion offrono una vista superba. La regione delle Côtes de Francs, con le sue colline coperte di vigneti e costellate di mulini a vento e colombaie in rovina, è certamente un altro luogo da non perdere.

Si prosegue con le meravigliose antiche strutture seguendo la via delle Città Fortificate. L’Entre-Deux-Mer è il più grande di tutti i vigneti di Bordeaux e deve il suo nome ai due fiumi che lo circondano, definiti appunto “i due mari” dalla popolazione locale. La zona produce una serie di vini – vivaci, fruttati, rossi, rosé e clairet -, un’ampia varietà di bianchi secchi da gustare, ancora giovani e fragranti, oltre a una gamma di vini bianchi semi-dolci e dolci. Questa regione è un invito al viaggio attraverso la storia, tra le tipiche città fortificate e le abbazie risalenti al Medioevo; ma anche attraverso la letteratura, sulle orme dei suoi famosi scrittori, come Montagne e Mauriac.

Ultima, ma non meno importante, è la via delle Tombe. Nome lugubre – ma il cammino è costellato effettivamente da tombe monumentali e da cipressi – per una regione che si estende dal Sud di Bordeaux a Langon, a Ovest della Garonne fino ai margini della vasta pineta delle Landes, che funge da protezione naturale. Un luogo incantevole, che porta indietro nel tempo, i cui vini si caratterizzano per la loro diversità e il loro prestigio: i rossi sono potenti e corposi; i bianchi secchi, eleganti e delicati; i bianchi dolci, invece, sono opulenti e succulenti. Tutti acquistano una maggiore finezza e distinzione con l’invecchiamento.I vini bianchi secchi della denominazione Pessac-Léognan e i bianchi dolci di Barsac e Sauternes sono tra i più importanti nelle classificazioni dei vigneti di Bordeaux.

Le classificazioni, appunto, sono molto particolari. La più antica risale al 1855 e fu realizzata per la Mostra Universale di Parigi del 1855, su richiesta di Napoleone III, e comprende 60 châteux da Medoc, 1 châteux delle Graves e 26 châteux a Sauternes e Barsac. La classificazione è stata divisa in 5 categorie per i vini rossi (in base all’invecchiamento) e 3 categorie per i vini bianchi dolci, tra cui un Premier Cru Supérieur. Le altre classificazioni riguardano le zone. La classificazione della via delle tombe fu redatta nel 1953 e modificata nel 1959 da INAO (Insitut national de l’origine et de la qualité). Copre 60 châteux o proprietà che si distinguono tra loro per i loro vini rossi, per i loro bianchi secchi o per entrambi.

La classificazione di Saint-Emilion, invece, si divide in Saint-Emilion e Saint-Emilion Gran Cru e viene rivista ogni 10 anni, se necessario, infatti l’ultima risale al 1996. La classificazione Bourgeois è quella del Médoc, risale al 2003 e si divide in 3 categorie: Cru Bourgeois, Cru Bourgeois Supérior e Cru Bourgeois Exceptionel. Un vero e proprio viaggio alla scoperta del vino che, in questi luoghi meglio che in altri, mostra tutto il proprio essere molto più di un semplice liquido all’interno di una bottiglia.

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