Quebec – I colori dell’ autunno

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Stephan Langlais si dondola sulla seggiola in legno della veranda addentando una mela rossa, incurante di chi entra nel vecchio cottage tinteggiato di giallo al 2361 di chemin du parc Orford, con la speranza di scovare un servizio di porcellana pregiato tra l’anticaglia accatasta negli scaffali. Uno smorfia di fastidio si forma sul suo viso quando i clienti gli allungano le banconote. Lo spettacolo che sta ammirando, del resto, dura appena due settimane e non c’è tempo da perdere per contare i soldi.

Stephan Langlais si dondola sulla seggiola in legno della veranda addentando una mela rossa, incurante di chi entra nel vecchio cottage tinteggiato di giallo al 2361 di chemin du parc Orford, con la speranza di scovare un servizio di porcellana pregiato tra l’anticaglia accatasta negli scaffali. Uno smorfia di fastidio si forma sul suo viso quando i clienti gli allungano le banconote. Lo spettacolo che sta ammirando, del resto, dura appena due settimane e non c’è tempo da perdere per contare i soldi.

In Quebec lo chiamano indian summer questo primo scorcio di autunno in cui le foglie degli aceri, per effetto dello sbalzo climatico che intercorre tra notti gelide e pomeriggi quasi estivi, diventano rosse ruggenti. E come d’incanto una coperta patchwork, come quelle sferruzzate dalle nonne con tutte le sfumature del giallo e dell’arancio, si stende sulla distesa infinita dei boschi. Gli indiani della America del Nord approfittavano di questo periodo mite per levare le tende, caricare le proprie masserizie sulle canoe e spostare l’accampamento più a sud. Adesso, invece, durante il foliage, quando il Quebec diventa un arcobaleno di colori, i viaggiatori più romantici, sciamano nelle foreste attratti dalle sfumature dalle sfumature più calde e accese che tingono le chiome degli alberi. E’ un richiamo irresistibile, come il profumo che promana dalle sucrerie, le case del sidro, in cui viene preparato quel dolcissimo sciroppo d’acero ricavato praticando un foro nel tronco.

Lo chiamano il "nettare" dei boschi e, dopo la bollitura ad elevatissima temperatura, è pronto per essere spalmato al mattino sul pane caldo. E’ questo il tempo delle mele rosse che i contadini lasciano raccogliere direttamente dai frutteti e delle oche selvatiche che si dondolano sulle acque del fiume San Lorenzo per ritemprarsi un po’ nel loro lungo viaggio verso sud dove sverneranno. Ma soprattutto è la stagione fuggevole e illusoria delle foglie che dardeggiano e si specchiano nei tanti laghi che circondano Mont Orford. E per godere questo incendio di colori, per farsi bagnare da questi petali di seta che danzano cadendo dai rami, si può prendere la "gondola" – il nome romantico che i quebecois danno alla seggiovia – e salire sulla vetta di Mont Orford. Oppure perdersi nei sentieri dei boschi, pronti a fare bizzarri incontri. Come Kathreen Laveaux, taglialegna e scultrice, che scolpendo la pietra grigia plasma aquile, balene, orsi, e poi li stende sopra un lenzuolo ai piedi della seggiovia. Poco distante, una coppia di hippie dai lunghi capelli vende piante grasse lanuginose quasi quanto quegli attempati figli dei fiori.

"State attenti al coyote, alla lince rossa, ai cervi ma soprattutto gli alci – raccomanda Daniel Regis, il ranger di Mont Orford -, sono i re dei boschi, ma anche animali pazzi. Qualora doveste incontrarli, mettevi a cantare a squarciagola, meglio se siete stonati. Ma se il trucco non dovesse funzionare, beh, cercate un albero dal tronco grande e dite una preghiera…". Nella foresta che veste di rosso Mont Gleason, nel Bois de Francs, la Toscana del Quebec coi suoi dolci, sinuosi colli, ci si imbatte per fortuna soltanto nei picchi dal ciuffo rosso intenti nella loro quotidiana opera di carpenteria, e in qualche castoro che devia i torrenti per costruirsi la sua palude personale. Oltre che nella "banda del formaggio", le rubiconde cinque signore della Maison des fromages che a Warwick cucinano una fonduta deliziosa, sciogliendo il valbert e la sauvagine, ovvero i formaggi più prelibati, per ricavarne una miscela esplosiva. Nel loro cottage giallo in legno risalente a metà dell’800, l’unico uomo…ammesso è il fisarmonicista innamorato di Edith Piaf che dopo il concerto brinda insieme alle sue dame con un bicchiere di vin de glace prodotto con le uve raccolte in inverno, quando i chicchi sono gelati.

Sfilano dal finestrino praterie in cui corrono cavali allo stato brado, fattorie affacciate su campi gialli di grano. Sull’uscio i bambini sollevano come trofei gigantesche zucche arancione, che "sacrificheranno" ad Halloween. Poi il Quebec diventa un mosaico di laghi azzurri, una tavolozza verde di conifere. E’ la regione del Mauricie, coi suoi 17 mila specchi d’acqua. Una terra di cantastorie dal sangue misto, indiano e francese, come Gaspard, che al Sacocomie di Saint Alexis des Monts, un lodge fiabesco interamente composto da legno d’acero, insegna a pagaiare ne laghi, a scartare i tronchi come un foglio di quaderno per accendere il fuoco e aspettare che gli orsi neri, dopo essersi ruzzolati nell’acqua del lago, facciano una capatina.

Per volare in Quebec, Airtransat è una compagnia low cost intercontinentale che offre tariffe convenienti a partire da 600 € a/r da Roma a Montreal (www.airtransat.it). La Maison des fromages si trova in rue St-Joseph 5 (tel. 819.3584477). Il negozio Antiques di Stephan Langlais si incontra lungo la chemin de Parc Orford (tel. 819.7802830). Per soggiornare nel Parc du Mont Orford, l’Auberge 4 saisons è un cottage (4940 Chemin du Parc, Orford tel.819.8681110).

L’Hotel Sacacomie è un’eco lodge immerso nei boschi del Maurice (4000, rang Sacacomie, Saint Alexis des Monts, www.sacacomie.com , tel.819.265444), in cui si può cavalcare nei boschi e sorvolare in idrovolante la foresta. Per avere informazioni sul Quebec, è ottimo il sito www.bonjourquebec.com/it , così come www.pc.gc.ca/mauricie  per la regione della Mauricie.

Fonte: www.lastampa.it

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