Quattro mostre per vivere Matera 2019 tutto l’anno

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Il palinsesto di eventi nella Capitale Europea della Cultura 2019 è davvero sontuoso. Ma gli appuntamenti in programma rappresentano molto di più che una semplice celebrazione: come una lente di ingrandimento sulla città, le quattro grandi mostre che scandiscono l’annata offrono stimoli inediti per esplorare Matera e dintorni in profondità.

 

cosa vedere Matera 2019 Le strade di Matera, Basilicata

Inverno

L’anno europeo apre i battenti con Ars Excavandi, in esposizione al Museo Lanfranchi, negli Ipogei Lanfranchi e negli Ipogei di Piazza Vittorio Veneto, tra il 20 gennaio e il 31 luglio: si tratta di una rilettura della storia dell’arte ipogea dal Paleolitico a oggi. E, ovviamente, in una città che delle architetture sotterranee ha fatto una ragione identitaria, in cui i concetti di luce e ombra, spazi pieni e vuoti hanno un vigore dialettico non esprimibile altrove, essa non può che costituire un’introduzione a numerose attrazioni sparse per i Sassi. Nella quasi inesauribile lista di chiese e ambienti monastici rupestri, segnaliamo:

• il Complesso della Madonna della Virtù e di San Nicola dei Greci e la Chiesa di San Pietro Barisano, che scolpiscono nella pietra le emozioni e i quesiti sollecitati dalla mostra;

• Casa Cava, una sorprendente testimonianza di quali ciclopiche dimensioni possano raggiungere gli spazi sotterranei della città: abbandonata per lungo tempo, e usata come discarica, oggi è stata riadattata a spazio teatrale, dall’acustica eccezionale.

• Apoteosi di funzionalità e onirismo, il Palombaro Lungo, infine, è una cisterna che fu in grado di contenere 5 milioni di litri d’acqua.

Dopo le visite culturali, dato che è probabile faccia freddo, ci sarà modo di approfondire la conoscenza di altri spazi ipogei, quelli sempre più trendy trasformati in ristoranti, locali e bar.

 

Il fascino di Matera si nasconde in ogni angolo, in ogni stagione

Primavera

Il 18 aprile ci sarà l’inaugurazione de il Rinascimento Riletto, un interessante percorso che costruirà una narrazione dell’importante stagione artistica dalla prospettiva del sud Italia, così diversa da quella di Roma, Firenze, Venezia e delle altre capitali dell’epoca (fino al 19 agosto). Guarda caso, nelle immediate vicinanze di Matera si trovano i più importanti capolavori artistici di tutta la Basilicata appartenenti al periodo:

Miglionico, una ventina di chilometri in direzione sud-ovest, può sfoggiare un sublime polittico di Cima da Conegliano (1499) nella Chiesa Madre. In più, il paese è grazioso ed è noto per i suoi strepitosi fichi.

• A Montescaglioso, quindici chilometri circa a sud del capoluogo, si trova l’imponente Abbazia di San Michele Arcangelo, agli antipodi architettonici dagli introspettivi ambienti materani.

• La gaudente Irsina, 40 chilometri a nord, accoglie l’unica scultura esistente di Andrea Mantegna.

Tutti e tre i borghi sono circondati da una natura prodiga di bellezza, che offre opportunità per passeggiate più o meno lunghe. Considerando la dolcezza delle temperature primaverili, varrà la pena approfittarne.

 

I Sassi di Matera all’alba ©canadastock/Shutterstock

Estate

Esattamente il primo giorno d’estate ecco il via a La poetica dei Numeri Primi, (21 giugno-31 ottobre), alla scoperta della bellezza della matematica e della sua centralità nell’ispirazione artistica in tutte le epoche. La mostra sarà molto articolata, spazierà dall’esposizione di opere di Escher, Ugo Nespolo, Aldo Spizzichino a conferenze e laboratori didattici. Dislocata su più sedi a Matera, prevede eventi anche nelle principali località della costa ionica lucana: se vi state chiedendo cosa centrino il mare e la macchia mediterranea con il tema della mostra, sappiate che a Metaponto morì il matematico più famoso di tutti i tempi, Pitagora. L’abitato, frazione del comune di Bernalda, ospita anche spettacolari vestigia della Magna Grecia, tra cui le celeberrime Tavole Palatine. Dello stesso tenore è l’offerta turistica di Policoro, con un grande museo e un parco archeologico. E va da sé che dopo tanta cultura sotto il bruciante sole estivo, un po’ di relax nelle lunghe spiagge sabbiose del litorale sia moralmente doveroso.

Matera, Capitale europea della cultura 2019 ©donfiore/Shutterstock

Autunno

L’ultimo grande appuntamento di Matera 2019 sarà l’Osservatorio dell’Antropocene (6 settembre 2019-6 gennaio 2020). L’ambiziosa mostra indagherà il ruolo delle istituzioni scientifiche, politiche e attivistiche nell’evoluzione geologica, inserendosi nell’acceso dibattito sull’ipotetico avvio di una nuova era dovuto all’azione dell’uomo. L’evento è davvero interessante, certo, ma anche una ghiottissima occasione per una visita geologicamente orientata della città, impreziosita dalla rarefatta luce autunnale. Sui muri a destra della via che conduce al Duomo da Piazza del Sedile, per esempio, potrete vedere numerosi fossili di denti di squalo, conchiglie e alghe risalenti al Pliocene Superiore e Pleistocene inferiore (2-1 milioni di anni fa), che attestano l’origine marina della calcarenite, il materiale su cui è scavata Matera.

Ma il clou del vostro itinerario sarà certamente il Belvedere di Murgia Timone, che raggiungerete da Porta Pistola superando la passerella sul fiume, in puro stile Indiana Jones. Da lì si strabuzzando gli occhi di fronte alla magnificenza della città, è possibile osservare il punto di passaggio nella Gravina tra la calcarenite e le rocce più antiche e dure, risalenti al Cretaceo Superiore (60-85 milioni di anni fa). A quel punto, non potrete di sicuro perdere l’occasione di percorrere i sentieri del parco, esplorare grotte, andare alla ricerca delle piccole chiese sparse per un territorio che, proprio in quei giorni, si starà avvicinando alla fine dell’anno più importante della sua storia recente.

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