Quattro giorni perfetti a Istanbul

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Suggestivo punto d’incontro tra Oriente e Occidente, Istanbul vanta un ricchissimo patrimonio architettonico e artistico. La sua posizione strategica ha attirato nel corso dei secoli molti eserciti di conquistatori che hanno lasciato numerose testimonianze della loro presenza, mentre gli Ottomani avviarono un ambizioso programma edilizio. Le moschee imperiali sontuosamente decorate che ne conseguirono formano oggi nel loro insieme uno dei profili urbani più straordinari del mondo. Se a questo aggiungete il fermento dell’arte contemporanea e la scena gastronomica vario e succulento, in quattro giorni avrete moltissimo da vedere. Meglio mettersi in cammino.

Sul Bosforo al tramonto ©Viacheslav Lopatin/Shutterstock

Primo giorno

Raggiungete Aya Sofya Meydanı e decidete quali musei e moschee della zona intendete visitare. Tra le numerose attrazioni da non perdere segnatevi assolutamente questi gioielli del quartiere Sultanahmet.

Aya Sofya

Istanbul possiede molti monumenti importanti, ma questa struttura veneranda – fatta costruire dall’imperatore bizantino Giustiniano e consacrata come chiesa nel 537, convertita in moschea da Mehmet II il Conquistatore nel 1453 e trasformata in museo da Atatürk nel 1935 – si impone su tutti gli altri per la sua architettura innovativa, la sua ricca storia, la sua importanza religiosa e la sua straordinaria bellezza.

Aya Sofya ©Artur Bogacki/Shutterstock

Moschea Blu

L’edificio più fotogenico di Istanbul si deve al grandioso progetto del sultano Ahmet I (r. 1603-17), la cui türbe (tomba) si trova sul lato nord di fronte al Parco di Sultanahmet. La moschea presenta un meraviglioso esterno curvilineo, una cascata di cupole e sei minareti slanciati. Le migliaia di ceramiche blu di İznik che ornano l’interno danno all’edificio il nome di Moschea Blu, non ufficiale ma comunemente usato.

Cisterna Basilica

Questa struttura sotterranea fatta costruire da Giustiniano nel 532 è la più grande cisterna di epoca bizantina ancora esistente a Istanbul. Molte delle sue 336 colonne sormontate da pregevoli capitelli scolpiti furono recuperate da templi in rovina. La struttura presenta una straordinaria simmetria e grandiosità di concezione, mentre l’immenso ambiente sotterraneo offre una piacevole frescura nelle calde giornate estive.

A Pranzo esplorate i ristoranti economici in Hocapaşa Sokak a Sirkeci poi allontanatevi dal tragitto turistico e visitate alcuni dei gioielli nascosti di Sultanahmet seguendo il nostro itinerario a piedi.

L’interno della Moschea Blu ©NORTHERN IMAGERY/Shutterstock

Partite da Aya Sofya Meydanı e visitate le Tombe di Aya Sofya. Dopo aver ammirato le loro splendide decorazioni interne, proseguite fino alla Fontana del Sultano Ahmet III, all’esterno del Palazzo Topkapı, che in epoca ottomana distribuiva acqua fresca e şerbet (bevanda dolce) ai viaggiatori assetati. Svoltate a sinistra nell’acciottolata Soğukçeşme Sokak e poi ancora a sinistra in Caferiye Sokak per visitare la Caferağa Medresesi, dove potrete sorseggiare un tè dopo aver ammirato l’elegante edificio progettato da Sinan. Tornate in Caferiye Sk e proseguite fino all’incrocio con la trafficata Alemdar Caddesi, quindi camminate lungo il Parco di Sultanahamet fino all’Ippodromo, dove in epoca bizantina si svolgevano le corse delle bighe. Percorrete Şehit Mehmet Paşa Yokuşu e proseguite lungo Katip Sinan Cami Sokak fino alla Sokollu Mehmet Paşa Camii, sulla sinistra. Dopo averne ammirato le ceramiche di İznik, girate a sinistra in Şehit Çeşmesi Sokak per addentrarvi nel quartiere residenziale di Küçük Ayasofya. Giunti all’altezza di una via stretta e trafficata (Kadırga Limanı Caddesi), girate a sinistra e raggiungete il Çardaklı Hamam. Svoltate a destra e vedrete la Piccola Aya Sofya, tra gli edifici bizantini più belli della città. Proseguite lungo Küçük Ayasofya Caddesi in direzione est e girate a sinistra in Aksakal Caddesi risalendo la collina. In cima si trova lo Sfendone, in origine l’estremità meridionale dell’Ippodromo. Di fronte vedrete un grande negozio di tappeti chiamato Nakkaş: entrate e chiedete a un commesso di mostrarvi la cisterna bizantina restaurata al piano interrato. Proseguite lungo Nakilbent Sokak e girate a destra, percorrete Şifa Hamamı Sokak, svoltate a sinistra in Küçük Ayasofya Caddesi e proseguite dritto per il Bazar Arasta, la principale zona commerciale di Sultanahmet, dove potete andare alla ricerca di souvenir.

Andate a cena presto, poi recatevi a Sirkeci per assistere a un’esibizione dei dervisci rotanti presso il Centro Culturale Hocapaşa ricavato da un hammam del XV secolo. In alternativa, prendete un tavolo alla Derviş Aile Çay Bahçesi o al Cafe Meşale, dove potrete bere un tè, fumare un narghilè e assistere a un’esibizione gratuita (ma molto turistica) dei dervisci rotanti.

Il Palazzo Topkapi, Istanbul ©Phil Weymouth/Lonely Planet

Secondo giorno

È arrivato il momento di conoscere lo stile di vita dei sultani al Palazzo Topkapı. Il Topkapı fu teatro di incredibili vicende, che stimolano la fantasia dei visitatori. Tra il XV e il XIX secolo, quando il palazzo era la sede dell’impero ottomano, nelle sale del complesso vissero sultani lussuriosi, cortigiani ambiziosi, bellissime concubine ed eunuchi impegnati in complotti di corte. Visitando i sontuosi padiglioni, il Tesororicco di gioielli e il vasto Harem, potrete farvi un’idea di come trascorrevano le loro giornate i sultani e le loro famiglie.

Vi servirà mezza giornata per esplorare l’Harem, ammirare gli oggetti preziosi del Tesoro e passeggiare tra i vari padiglioni del complesso.

Dopo pranzo esplorate le strade, i caffè e le boutique di Galatae Çukurcuma, magari facendo un salto al nostalgico Museo dell’Innocenza di Orhan Pamuk. La scrupolosa attenzione ai dettagli che caratterizza questo museo/opera d’arte concettuale consentirà a qualsiasi psicologo dilettante di formulare qualche teoria sul suo creatore, il romanziere vincitore del premio Nobel Orhan Pamuk. Nelle bacheche è esposta una bizzarra collezione di oggetti che rievocano la vita quotidiana di Istanbul nella seconda metà del XX secolo, periodo in cui è ambientato il romanzo omonimo dello scrittore.

Dopo un’intensa giornata di visite ai monumenti, perché non godersi un momento di relax dopo cena immersi nel vapore di un hammam di epoca ottomana?

Dervisci rotanti ©Phil Weymouth/Lonely Planet

Terzo giorno

Preparatevi a scoprire i famosi bazar di Istanbul. Dopo aver visitato la Süleymaniye Camii, la più sontuosa tra le moschee imperiali ottomane, raggiungete il celebre Gran Bazar per esplorare il suo dedalo di vicoli e i caravanserragli nascosti. Questo pittoresco e caotico mercato è stato per secoli, ed è ancora oggi, il cuore della Città Vecchia. Costruito nel 1461 per ordine di Mehmet II il Conquistatore, era in origine un piccolo bedesten (magazzino) con soffitti a volta ma, a mano a mano che i negozianti vicini facevano costruire tetti e portici, si ampliò gradualmente fino a occupare un’area molto estesa e assumere la forma labirintica che lo caratterizza ancora oggi.

Dopo pranzo, seguite il flusso costante della gente che scende dalla collina per fare acquisti nel Bazar delle Spezie. Piramidi di spezie dai colori vivaci e vassoi di lokum (Turkish delight) simili a gioielli sono una vera festa per gli occhi delle migliaia di turisti e locali che ogni giorno visitano questo bazar di epoca ottomana. Oltre alle spezie e al lokum, le bancarelle vendono erbe essiccate, caviale, noci, favi di miele, frutta secca e pestil (frutta pressata in fogli ed essiccata). Le bancarelle di chincaglieria per turisti aumentano ogni anno; ciò nonostante questo rimane un posto unico dove fare provviste di souvenir commestibili, scambiare qualche battuta scherzosa con i venditori e ammirare l’ottimo stato di conservazione dell’edificio. Il bazar ospita anche uno dei ristoranti più antichi della città, il Pandeli.

I colori del Grand Bazar ©Tekkol/Shutterstock

Quando ci arrivate, date un’occhiata alla splendida Rüstem Paşa Camii, situata al centro dell’animata area commerciale di Tahtakale, questa piccola moschea è un vero gioiello. Costruita nel 1560 da Sinan per Rüstem Paşa, genero e gran visir di Solimano il Magnifico, è un eccellente esempio della perfezione raggiunta in epoca ottomana nell’architettura e nella decorazione in ceramica. Quando si avvicina il tramonto, percorrete a piedi il Ponte di Galata alla volta di Beyoğlu, quartiere ricco di ristoranti e locali.

Godetevi un drink dopo cena ammirando il panorama in uno dei bar sui tetti di Beyoğlu e poi andate a rilassarvi in uno dei caffè con narghilè di Tophane.

Il profilo di di Istanbul ©Seqoya/Shutterstock

Quarto giorno

Acquistate un biglietto di sola andata per il Tour lungo del Bosforo (Uzun Boğaz Turu) e poi tornate in città in autobus, fermandovi lungo il tragitto a visitare musei e monumenti. In alternativa, optate per il tour hop on-hop off, che parte da Kabataş e consente di visitare il Museo Sakıp Sabancı a Emirgan, il Küçüksu Kasrı e il Beylerbeyi Palace.

Se si opta per la crociera sul Bosforo di 90 minuti al posto dell’escursione di una giornata, si può trascorrere il pomeriggio andando alla scoperta del vivace panorama dell’arte contemporanea di Beyoğlu. Da non perdere l’İstanbul Modern e i centri culturali ARTER e SALT. Negli ultimi anni il panorama dell’arte contemporanea di İstanbul ha conosciuto una forte espansione. Grazie al mecenatismo delle principali dinastie industriali del paese (molte delle quali possiedono straordinarie collezioni), musei e gallerie sono in continuo aumento. Il primo è stato l’Istanbul Modern, finanziato dalla famiglia Eczacıbaşı. ARTER, con la sua splendida scalinata in marmo a spirale, l’eccellente posizione su İstiklal Caddesi e il programma di mostre internazionali è uno spazio d’arte contemporanea distribuito su quattro piani è una delle sedi espositive più prestigiose della città.

A cena Rilassatevi in un locale informale ma raffinato a Cihangir, poi concludete la giornata ascoltando jazz dal vivo al Nardis Jazz Club, locale dalla popolarità consolidata, o al Nublu Istanbul, di più recente apertura.

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