Quattro giorni a Firenze

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Elegante, raffinata e forse anche un po’ presuntuosa, Firenze è molto più che la culla del Rinascimento italiano e una delle città più visitate del mondo. Certo, ci sono i musei che espongono le opere dei massimi pittori e scultori di tutti i tempi, è punteggiata da palazzi medievali che per secoli hanno simboleggiato ricchezza e potere senza limiti e quasi a ogni angolo sfoggia chiese imponenti, all’interno delle quali sono dipinte romanzesche storie di santi e in cui si sentono ancora gli echi di sanguinarie congiure. Ma basta guardare oltre la fama che la circonda e la precede, e trascorrerci qualche giorno, per scoprire una città moderna e vivace che stupisce per il suo spirito modaiolo e cosmopolita, in grado di stregare ogni tipo di viaggiatore. Ecco cosa fare se avete quattro giorni a disposizione e volete scoprire il meglio che Firenze ha da offrire.

Firenze è molto più che la culla del Rinascimento italiano ©Suttipong Sutiratanachai/Getty Images

Primo giorno

Cominciate alla grande con la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, rivestita di marmo bianco, rosa e verde, spalleggiata dal vertiginoso e snello Campanile di Giotto e con la Cupola di Brunelleschi che fa capolino alle spalle della facciata: non per nulla è l’edificio più conosciuto di Firenze.

Quindi infilatevi al Battistero di San Giovanni, l’edificio più antico di tutto il complesso di Santa Maria del Fiore e che, nonostante la semplicità della decorazione esterna che segna il primo esempio di romanico fiorentino, probabilmente anche il più suggestivo.

Il Grande Museo del Duomo, alle spalle della cattedrale, è una moderna struttura espositiva di 28 sale nella quale sono conservate oltre 750 opere tra statue, fregi e bassorilievi dei maggiori artisti del Rinascimento fiorentino. Qui sono custodite anche le porte bronzee originali del battistero (la Porta del Paradiso è irresistibile) e le decorazioni del campanile. Non perdetevi la ricostruzione della facciata medievale della cattedrale, la Pietà di Michelangelo e la sofferente Maddalena di Donatello.

Piazza del Duomo e la Cattedrale di Santa Maria del FiorePiazza del Duomo e la Cattedrale di Santa Maria del Fiore ©givaga/Shutterstock

Da qui, dirigetevi verso Palazzo Vecchio con i suoi maestosi saloni. Sede del potere politico da oltre sette secoli (oggi ospita gli uffici del sindaco) e superbo esempio di architettura medievale, marca in maniera inconfondibile il panorama fiorentino e con la sua possente mole domina Piazza della Signoria.

Calmate l’appetito con un panino di classe da ’Ino: questa ‘bottega’ con piacevoli tavolini è forse una delle tappe più interessanti e con il miglior rapporto qualità-prezzo. Intendiamoci, stiamo sempre parlando di panini; ma quelli preparati da Alessandro Frassica sono davvero speciali.

Nel pomeriggio è ora di affrontare la Galleria degli Uffizi. Visitata ogni anno da due milioni di viaggiatori, e principale attrazione turistica di Firenze, la Galleria degli Uffizi è stata il primo museo d’Europa. Fu il granduca Ferdinando I, nel 1591, ad aprire al pubblico i corridoi e le sale di questo palazzo a ferro di cavallo progettato da Vasari per unire idealmente i simboli della città: l’Arno e Palazzo Vecchio. Dimenticatevi del tempo che passa e perdetevi tra le opere di Giotto, Cimabue, Botticelli, Leonardo, Michelangelo e Raffaello. Quando uscirete da qui, dopo un ipnotico viaggio nella bellezza, vedrete il mondo con altri occhi.

Ma a questo punto sarà già l’ora dell’aperitivo, che vi aspetta – dopo qualche foto di rito sul Ponte VecchioProcacci, che dal 1885 stuzzica il palato dei fiorentini con i suoi paninetti farciti con crema di tartufi.

Ponte Vecchio FirenzeL’iconico Ponte Vecchio ©Tom Ruscitti/Shutterstock

Secondo giorno

Svegliatevi presto, fate colazione sulla terrazza della biblioteca delComplesso delle Oblate e poi girate tra le corsie dell’Ospedale di Santa Maria Nuova: non potrete credere ai vostri occhi. Alla struttura, finanziata nel 1288 da Folco Portinari (il padre della Beatrice che fece perdere la testa a Dante), lavorarono nei secoli alcuni affermati artisti fiorentini. Visitate poi la Sinagoga, costruita su progetto di Marco Treves tra il 1874 e il 1882, dopo che il ghetto fu raso al suolo nell’opera di riqualificazione urbanistica che interessò la zona di Piazza della Repubblica. È un eclettico edificio in stile moresco rivestito in travertino e in pietra rosa. La sua monumentale cupola in rame, affiancata da due torrette, si scorge da ogni punto panoramico della città.

Prima di sedervi sugli sgabelli della Tripperia Pollini a mangiare il lampredotto, affacciatevi nelle tante stilose botteghe del rione. Per smaltire il pranzo esplorate la Basilica di Santa Croce: ariosa e austera negli interni trecenteschi e vivace nella facciata neogotica caratterizzata da un’insolita Stella di David, questa basilica francescana è famosa in tutto il mondo perché nei secoli è stata trasformata nel pantheon delle glorie italiche. Ma, se vi spingerete oltre lo sfarzo dei sepolcri di Galileo, Michelangelo, Dante e Alfieri, scoprirete i sublimi affreschi di Giotto e dei suoi allievi e una magnifica cappella rinascimentale disegnata da Brunelleschi che vi lasceranno senza parole.

Deviate verso il Museo Nazionale del Bargello, dove si trova la più ricca collezione al mondo di sculture rinascimentali. Entrate alla Badia Fiorentina, dove Dante si innamorò di Beatrice, poi prenotate da Santarpia, dove si mangia la pizza del più premiato pizzaiolo d’Italia, Giovanni Santarpia.

Santa Maria Novella  FirenzeLa facciata di Santa Maria Novella ©Anton_Ivanov/Shutterstock

Terzo giorno

Un buon paio di scarpe comode è quel che vi servirà per affrontare il terzo giorno: la Basilica di Santa Maria Novella e il Museo Novecento vi porteranno via un bel po’ di tempo. Sede della comunità monastica domenicana, che si era stabilita in città ai primi del Duecento, la Basilica di Santa Maria Novella fu iniziata nel 1279 e edificata in poco meno di cent’anni. Orientata verso sud e abbellita nei secoli da capolavori artistici e continue modifiche architettoniche, è un’opera corale che lascia attoniti.

Ospitato nell’ex Convento delle Leopoldine, di fronte alla Basilica di Santa Maria Novella, il Museo Novecento completa e aggiorna l’offerta culturale cittadina, interamente dedicato alle correnti artistiche dell’ultimo secolo. Nei tre piani del complesso trovano spazio, in un percorso a ritroso che va dal recente passato ai primi del Novecento, video installazioni, sculture, progetti grafici e architettonici, e una ben assortita collezione di tele che mettono l’accento sull’importanza di Firenze nello sviluppo delle tendenze artistiche contemporanee. Dopo esservi riempiti gli occhi con i capolavori rinascimentali, i deliri visionari di De Chirico, Sironi, Carrà e Fontana avranno l’effetto di un tuffo rigenerante.

Soddisfate la vostra golosità tra le bancarelle gastronomiche ©Galina Gutarin/Shutterstock

Affrettatevi ora verso la Basilica di San Lorenzo, un sublime mausoleo ricolmo di tesori dell’arte. Non aspettatevi però colorati dipinti con Madonne e santi tra fiorellini e uccelletti svolazzanti. Qui, a parlare, sono la pietra grigia degli archi e delle colonne e il marmo delle statue, che, non appena lascerete il chiassoso brulicare della piazza per entrare nel silenzio mistico di questo tempio, inizieranno a raccontarvi l’epopea di una famiglia eccezionale. Se siete curiosi di vedere le sepolture degli uomini che fecero di Firenze la capitale del Rinascimento, dovete a questo punto dirigervi verso le Cappelle Medicee, alle quali si accede dal retro della basilica.

Ora fermatevi a pranzo in uno degli stand del Mercato Centrale, ricavato al primo piano dello storico mercato coperto di San Lorenzo. Come dessert, regalatevi una visita alla Galleria dell’Accademia, dove è ospitato il David di Michelangelo, o al Museo di San Marco. Il Museo degli Innocenti - un commovente percorso espositivo che ricostruisce la vita del più antico orfanotrofio d’Europa e dei suoi piccoli ospiti - e il Museo Archeologico - una sterminata e interessante collezione di eccezionali reperti di epoca egizia, etrusca, greca e romana - vi faranno brontolare lo stomaco: Cafaggi lo farà placare con un’atmosfera che fa bene al cuore e con trippa, cervello fritto, impepato e dell’ottimo pesce.

Perdetevi tra lo splendore del Giardino di Boboli ©Pete Seaward/Lonely Planet

Quarto giorno

L’ultimo giorno in città dedicatelo all’Oltrarno. L’incredibile basilica quattrocentesca di Santo Spirito, con l’impressionante colonnato considerato il capolavoro di Filippo Brunelleschi, rischierà di disorientarvi. Ma sarà nulla in confronto alle sale di Palazzo Pitti, col Giardino di Boboli, e del Museo della Specola, che si trovano uno accanto all’altro.

Palazzo Pitti è il più grande e sontuoso palazzo fiorentino (solo la facciata è lunga 200 m), fatto costruire da Luca Pitti a metà del Quattrocento e acquistato un secolo dopo da Cosimo I de’ Medici. Ospita una strepitosa raccolta d’arte e tre musei tematici che vi costringeranno a riconsiderare tutti i vostri canoni di bellezza. Alle spalle del Palazzo, l’infinito giardino all’italiana, realizzato su disegno del Tribolo a partire dal XVI secolo, è il luogo ideale nel quale concedersi una rilassante passeggiata dopo aver ammirato le impegnative collezioni d’arte del palazzo. Per cui, cartina alla mano (perdersi è abbastanza facile), cercate la scenografica Grotta del Buont lenti, la Fontana del Bacchino, con il nano di corte Morgante che cavalca una tartaruga, la Kaffeehaus in stile rococò e la grande Fontana dell’Oceano. Lungo il tragitto incontrerete statue, ombrosi viali, ampi prati e perfino un obelisco egizio che si staglia al centro di uno scenografico anfiteatro.

Infine preparatevi a un fenomenale viaggio nella natura al Museo della Specola. Nella sezione zoologica, che comincia con gli invertebrati e termina con i pesci, sono esposti circa 5000 esemplari di animali imbalsamati dalle forme e dai colori più strani. I vostri bambini impazziranno e vorranno a tutti i costi portarsi a casa l’ippopotamo che per alcuni anni visse nel Giardino di Boboli.

Vi resterà comunque un po’ di tempo per esplorare i laboratori artigiani del quartiere, salire fino alla Basilica di San Miniato al Monte e assistere a un emozionante tramonto da Piazzale Michelangelo. 

Fonte articolo originale

Guida Firenze

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