Primavera a Praga

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È primavera. La stagione perfetta per vivere una città rimessa a nuovo: alberghi eleganti, ritrovi cool, musei sorprendenti. E ci si arriva con voli da 9,99 €.

La Primavera di Praga: per gli storici è il nome della stagione di riforme durata poco (dal gennaio all’agosto 1968) e finita male, con l’invasione del Paese. Per la città è un nuovo rinascimento: locali di tendenza, alberghi di design, ristoranti di alta cucina. Per tutti occasione di weekend nella città rimessa a nuovo, che proprio in primavera da il meglio di sè. Anche per il fiorire di voli low cost e pacchetti vantaggiosi.

È primavera. La stagione perfetta per vivere una città rimessa a nuovo: alberghi eleganti, ritrovi cool, musei sorprendenti. E ci si arriva con voli da 9,99 €.

La Primavera di Praga: per gli storici è il nome della stagione di riforme durata poco (dal gennaio all’agosto 1968) e finita male, con l’invasione del Paese. Per la città è un nuovo rinascimento: locali di tendenza, alberghi di design, ristoranti di alta cucina. Per tutti occasione di weekend nella città rimessa a nuovo, che proprio in primavera da il meglio di sè. Anche per il fiorire di voli low cost e pacchetti vantaggiosi.

Chi non c’è mai stato, ma anche chi la conosce, farà una passeggiata in alto, fino al Castello Reale , ora dimora del presidente, sulla collina di Petrin. I dettagli dorati della bella cancellata barocca risplendono al sole, mentre si effettua il cambio della guardia, davanti alla folla di turisti. Dentro, passati i primi cortili, l’impatto con la maestosa facciata della Cattedrale di San Vito lascia sempre senza fiato. Costruita in un lunghissimo lasso di tempo, è stato ultimata solo agli inizi di questo secolo. È del ‘900 la vetrata policroma realizzata su disegno di Alphonse Mucha (uno dei più importanti artisti dell’Art Nouveau a cui Praga ha dedicato un museo, tel. 00420.22.42.16.415). La parte più antica è in fondo, navate e cappelle del XIV secolo. Un sistema d’allarme protegge l’enorme altare barocco d’argento dedicato a san Giovanni Nepomuceno. Da non perdere, la sontuosa cappella di Venceslao, il santo guerriero della prima dinastia regnante in città. Usciti da San Vito, è obbligatorio il pellegrinaggio fra chiese, piazzette e palazzi fino alla Viuzza d’Oro, il vicolo dove l’imperatore Rodolfo II, appassionato di scienze esoteriche, aveva concentrato le abitazioni degli alchimisti, nella sua folle ambizione di trasformare il metallo in oro. Qui, al numero 22, c’è la minuscola casa dove abitò per un periodo Kafka, ora meta di un pellegrinaggio incessante.

Dal Castello, scendendo per l’elegante via Nerudova si arriva nel quartiere di Malá Strana, uno dei più romantici e sofisticati di Praga, dove sono nati alberghi di lusso e locali di tendenza. Fra i tanti, Square (tel. 00420.2.57.53.21.09,10): gli spazi sono quelli del Café Radetzki aperto nel 1874 , poi diventato Malostranska Kavarna, luogo d’incontro di artisti e poeti; oggi è lounge bar e ristorante, dalle 8 del mattino all’1 di notte. In una viuzza lì accanto, l’hotel Aria è perfetto per gli appassionati di musica. A pochi passi c’è l’isola di Kampa, con angoli e piazze ricchi d’atmosfera e un incredibile museo d’arte moderna, in un vecchio mulino.

Da Malá Strana, si attraversa l’antico Ponte Carlo dove tutti si sentono un po’ a Montmartre, fra ritrattisti, saltimbanchi e coppiette che si baciano sullo sfondo delle torri. Ognuna delle statue di santi e martiri sui due lati ha la sua storia. E c’è un rito da compiere per essere sicuri del ritorno. Non si buttano monetine, come nella Fontana di Trevi, si tocca invece la figuretta di San Giovanni Nepomuceno sul bassorilievo di bronzo che adorna la sua statua. Giusto sulla metà del ponte. Compiuto il rito, si va avanti lungo la via Karlova, che s’insinua fra palazzi di tutte le epoche, piazzette e portici, fino alla Città Vecchia. Appuntamento da non mancare, davanti all’Orologio quando suonano le ore, per assistere al passaggio dei santi con la morte che tira il suo campanellino. La Piazza è un tripudio di luci e guglie, da dove parte Parížská, la Quinta avenue di Praga con le boutique delle griffe internazionali. Dall’altro lato della piazza, in fondo a Celetná, un’altra delle strade più battute del centro, la Casa della Madonna Nera ospita il Museo del Cubismo (tel. 00420.2.24.21.17.46). Lo stesso edificio è parte integrante del museo, progetto di Josef Gocár del 1911. Bisogna invece allontanarsi dalla Città Vecchia (con il tram 17) per visitare il Veletržní Palác, recente ampliamento della Galleria Nazionale: il secondo piano è un’esaltante enciclopedia dell’arte ceca dal 1930 a oggi.

Fonte: www.corriere.it

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