Ponti da brivido

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Svizzera e Canada, Pakistan e Piemonte, Germania e Olanda. Ecco i passaggi sospesi più spettacolari, quelli più spaventosi o semplicemente più belli. Capaci di meritare un viaggio. O quasi

C’è quello dei sospiri a Venezia e quello dei lucchetti a Roma; ci sono quelli sospesi sugli strapiombi e quelli filosofici che finiscono nel nulla; alcuni sono funzionali ma con stile, altri svolgono il loro compito con un tocco di paura. Avveniristiche opere di design o corde tese in balia del vento? Scopriamo insieme dieci ponti che prima o poi nella vita vale la pena di percorrere, o per lo meno ammirare in fotografia

Svizzera e Canada, Pakistan e Piemonte, Germania e Olanda. Ecco i passaggi sospesi più spettacolari, quelli più spaventosi o semplicemente più belli. Capaci di meritare un viaggio. O quasi

C’è quello dei sospiri a Venezia e quello dei lucchetti a Roma; ci sono quelli sospesi sugli strapiombi e quelli filosofici che finiscono nel nulla; alcuni sono funzionali ma con stile, altri svolgono il loro compito con un tocco di paura. Avveniristiche opere di design o corde tese in balia del vento? Scopriamo insieme dieci ponti che prima o poi nella vita vale la pena di percorrere, o per lo meno ammirare in fotografia

1) Amsterdam, rosso deciso.
I ponti di Calatrava, l’Henderson Waves Bridge di Singapore così come i Borneo Sporenburg Bridges, hanno una cosa in comune: lo stile. Quando il design detta le regole, i ponti da collettore di due estremità si trasformano in un’attrazione e in una curiosità. Così è stato per i tre ponti che collegano le isole olandesi di Sporenburg e Borneo, a due passi da Amsterdam. Rossi, decorativi e fuori dagli schemi hanno trasformato lo skyline della zona. Il più spettacolare dei tre, quello destinato al passaggio pedonale, è flessuoso  e sinuoso come un giro sulle montagne russe

2) Russia, la speranza dimezzata. The Half-Bridge of Hope  letteralmente "Il mezzo ponte della speranza" è un’opera d’arte in legno di Timur Bashkayev che raffigura un ponte in costruzione, un ponte a metà che inizia ma non porta da nessuna parte. Non ha alcuna utilità se non quella di far riflettere e donare un po’ di notorietà al piccolo villaggio russo vicino a cui è stato installato: Nikola-Lenivets, nella regione di Kaluga, in Russia

3) A come adattabile. Gli olandesi li fanno strani, i ponti. Il Slauerhoffbrug, nella città di Leeuwarden, è stato ideato dalla Van Driel Mechatronica per essere totalmente automatico e adattabile. E’ un ponte mobile lungo 15 metri e alto altri 15 con due braccia che spostano su, giù, a destra e a sinistra un tratto di strada e a differenza degli altri ponti mobili non usa una cerniera ma un pilone e questo permette un riassetto più veloce. E visto che anche l’occhio vuole la sua parte è stato dipinto in giallo e blu: i colori del Leeuwarden 
 

4) Londra, il ponte delle aspirazioni. Un moderno e sofisticato ponte dei sospiri o meglio il ponte delle aspirazioni, così potrebbe essere rinominato il corridoio sopraelevato che collega la scuola di ballo londinese Royal Ballet School alla Royal Opera House. Un link diretto, una passaggio verso la scalata al palcoscenico di uno dei teatri lirici più importanti del mondo. Spirale trasparente realizzata da Wilkinson Eyre Architects.

5) Aiguille du Midi Bridge, tre metri sotto il paradiso. A 3.842 metri il panorama toglie il fiato. Neve e rocce, rocce e neve e… tra due guglie scoscese: un ponte. Per chiunque soffrisse anche solo leggermente di vertigini è vivamente sconsigliato guardare in basso, ma se siete arrivati fin sulla vetta dell’Aiguille du Midi (massiccio del Monte Bianco, versante francese, di Chamonix) dopo una "scalata" in funivia di 20 minuti e 2800 metri di dislivello, chiudere gli occhi di fronte allo spettacolo delle Alpi francesi sarebbe un peccato. In fondo il ponte è sì molto in alto, ma pur sempre breve da percorrere.

6) British Columbia, un secolo di paura.  Un ponte stretto e traballante della fine dell’Ottocento, una foresta sempreverde e le montagne canadesi sono lo scenario che si proietta di fronte agli intrepidi visitatori dei boschi a nord di Vancouver, ma a pochi passi dalla città (ci si arriva con la funivia della Grouse Mountain). Mezzo chilometro di suspence su travi di cedro tenute insieme da cavi d’acciaio a picco sul fiume Capilano, tutto questo è Capilano Suspension Bridge

7) Germania, il ponte d’acqua. C’è il canale di Panama e quello di Suez, c’è Ponte Vecchio a Firenze e quello di Brooklyn nei film di Woody Allen prima delle trasferte europee. Ma il Magdeburg Water Bridge o Wasserstrassenkreuz è unico nel suo genere: un ponte-canale dove transitano navi e persone. Lungo poco meno di un chilometro, sorge sull’Elba nei pressi della cittadina di Magdeburgo in Germania collega il canale Elba-Havel al Mittellandkanal e consente il passaggio alle imbarcazioni non solo sotto le sue arcate, ma anche sopra la struttura che risulta allagata al centro come un fiume a una decina di metri da terra. Pedoni e biciclette possono transitare rimanendo all’asciutto stando sui lati del ponte.

8) In cammino sulle acque ghiacciate: il ponte sul lago Trift. Torniamo sulle Alpi. Dalla Francia meridionale passiamo alla Svizzera e ci rechiamo vicino alla località Gadmen sul Trift Glacier: siamo in zona Interlaken, Alpi Bernesi, per intenderci. Per superare il Lago Trift è possibile camminare a 70 metri dalle acque gelide su un ponte costruito nel 2004 e messo in sicurezza nel 2009 dotandolo di un corrimano e stabilizzando i cavi. Anche se non è più in stile "Via col vento" è uno dei ponti più adrenalinici del mondo

9) Un ponte tibetano in Piemonte.  Per chi ricerca una scarica di adrenalina e un panorama mozzafiato non serve andare lontano. Anzi, non occorre neppure valicare le Alpi. A Claviere, tra Sestiere e Bardonecchia contro il cielo dell’Alta Val di Susa si staglia un ponte tibetano: circa mezzo chilometro di paura a trenta metri dalle Gorge di San Gervasio. Ma attenzione, il ponte non è praticabile nel periodo invernale e per attraversarlo occorre essere muniti di casco, imbragatura e moschettoni…

10)  Pakistan, come Indiana Jones. Il ponte sul fiume Hunza, vicino al villaggio di Hussaini, nel nord del Pakistan, non ha nulla da invidiare a quell’insieme instabile di corde e travi che fu il ponte di Indiana Jones e il tempio maledetto. Una natura selvaggia ai lati, i resti pendenti del precedente ponte lì a ricordarvi un possibile sviluppo della situazione, sottili strati di legno sotto i piedi e ancora più sotto le rapide del fiume , non costituiscono di certo lo scenario più tranquillizzante del pianeta ma l’effetto "esploratore" è assicurato.

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