Perché non bisognerebbe mai spegnere l’aria condizionata in aereo

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Alzi la mano chi non ha mai litigato con la bocchetta d’aria condizionata in aereo. Tuttavia, se il vostro intento è quello di risparmiarvi il raffreddore in vacanza, disattivare lo sfiato d’aria sopra la vostra testa non è la mossa più indicata e a dirvelo non è una fonte qualsiasi, bensì un medico esperto in malattie infettive associate ai viaggi aerei. Secondo il dott. Mark Gendreau, vicedirettore del reparto di medicina d’emergenza del Lahey Medical Center-Peabody, dovremmo tutti iniziare a considerare quella piccola presa d’aria come principale alleata dei nostri viaggi ad alta quota.

L’aria che circola all’interno della cabina, infatti, viene combinata con quella che si trova all’esterno e questo flusso passa attraverso un sistema chiamato HEPA (High Efficiency Particulate Air) che rimuove più del 99% di microbi e polveri. Pertanto, la tanto temuta aria immessa in cabina è più pulita di quella che respiriamo abitualmente. “La cattiva reputazione di queste prese d’aria è assolutamente priva di fondamento” – ha affermato Gendreau – ed è proprio per la mancata informazione sul tema che la maggior parte delle persone demonizza questo sistema di ventilazione.

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Getty Images

Il numero di aree di ventilazione presenti a bordo varia a seconda del velivolo, ma in genere ogni zona passa attraverso questo processo di filtrazione dalle 15 alle 30 volte all’ora, con il 50% dell’aria ripulita e rimessa in circolo e il 50% dell’aria proveniente dall’esterno. Un sistema che risale a quando era ancora possibile fumare a bordo: all’epoca, infatti, le compagnie aeree si servivano di questo meccanismo di filtraggio per eliminare il fumo dalle cabine (e preservare, per quanto possibile, la salute dei passeggeri).

La ventilazione ad alta quota, dunque, è fondamentale per eliminare i virus presenti nell’aria – basti pensare che tubercolosi e morbillo possono restare sospesi sotto forma di micro goccioline fino a cinque ore. Per quanto riguarda invece i virus associati alle infezioni comuni del tratto respiratorio, beh, questi fortunatamente tendono ad estinguersi piuttosto rapidamente. Tuttavia, considerato che ad ogni colpo di tosse o starnuto i microbi possono viaggiare fino a un metro e ottanta di distanza, è altrettanto importante evitare il contatto diretto con le superfici del velivolo (senza diventare necessariamente germofobici).

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