Pechino in 10 passi

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Una città antica e misteriosa. Segreta e contemporanea. Dove passeggiare per piazza Tienanmen sotto lo sguardo vigile del ritratto di Mao e rivivere le atmosfere nostalgiche tra i vicoli dei quartieri popolari. E poi acquistare lacche e giade preziose, assaggiare piatti (veramente) cinesi e passeggiare tra le sculture delle tombe Ming. E per i più romantici una gita in barca sul lago Kunming, con il Palazzo d’Estate a fare da scenografica quinta.

Una città antica e misteriosa. Segreta e contemporanea. Dove passeggiare per piazza Tienanmen sotto lo sguardo vigile del ritratto di Mao e rivivere le atmosfere nostalgiche tra i vicoli dei quartieri popolari. E poi acquistare lacche e giade preziose, assaggiare piatti (veramente) cinesi e passeggiare tra le sculture delle tombe Ming. E per i più romantici una gita in barca sul lago Kunming, con il Palazzo d’Estate a fare da scenografica quinta.

Delle grandi metropoli cinesi, Pechino è forse è la più sorniona. Una vecchia signora che mostra con vergogna i segni del tempo e con orgoglio i lifting di una nuova ricchezza. Interi quartieri dalle forme ipermoderne si specchiano nei casermoni anni ‘50 con i panni stesi sul balcone. Anche queste sono le contraddizioni di una Cina che corre, ma che deve recuperare anni di povertà. E le bici? Poche: sfrecciano lungo le strade solo auto di lusso, Suv, vetture sconosciute in Occidente e tanti motorini.

1. CITTA’ PROIBITA OUT, CITTADELLA IN
Non si perde nulla della maestosità di Pechino se si percorre velocemente piazza Tienanmen e la fin troppo decantata Città Proibita – ben più affascinate nel film di Bertolucci, l’Ultimo imperatore, che nella realtà. Certo i suoi numeri lasciano sorpresi: 720 mila metri quadri, 9999 stanze (il nove è un numero fortunato che troverete spesso) e 500 anni di storia alle spalle. Ma dell’antico fulgore è rimasto poco. Prima l’occupazione Inglese poi Chan Kaishek hanno svuotato l’antico edificio dei suoi tesori. Se la giornata lo permette meglio perdersi negli edifici che sono alle spalle dell’austera cittadella. L’intricato susseguirsi di costruzioni, la cittadella, che ospitavano l’harem e gli eunuchi di corte. Unico squarcio per comprendere quello che era Pechino fino a non tanto tempo fa, un passato che i cinesi vogliono cancellare velocemente per lasciare spazio alla modernità.

2. IN FILA AL TEMPIO DEL CIELO
È proprio la cittadella che permette, con l’aiuto della fantasia, di correre indietro nel tempo e di immaginare la vita di un secolo fa. Pensare agli U-tong, i vecchi vicoli su cui si affacciavano le aie delle povere case. O alle processioni che portavano l’imperatore, considerato figlio di dio, nella casa di suo padre, il Tempio del Cielo (che dista una trentina di minuti a piedi dalla Città Proibita). Gli annali raccontano che queste cerimonie duravano circa una settimana in cui tutti dovevano chiudersi in casa per lasciar passare la corte. Aprivano la sfilata i musici e gli incensieri, poi i cavalieri e i carri trainati da elefanti. E via gli eunuchi, i chierici, i vassalli salendo per gradi fino all’imperatore. Il tempio è costituito da una serie di altari e costruzioni via via sempre più importanti e colorati tra cui spicca una pagoda circolare di 16 metri di diametro e 19 di altezza. Una curiosità, attorno alla pagoda c’è un muro di mattoni chiamato Muro dell’Eco: sussurrando una parola da una parte si dovrebbe udirla, appoggiando l’orecchio, anche dalla parte opposta. Sempre che il cicaleccio di migliaia di visitatori non nasconda il suono.

3. UN PASSO NEGLI ANNI ’30
Delicato, quasi femmineo, il giardino che si attraversa prima dell’uscita dalla Città proibita che conserva numerosi edifici dalle forme esotiche, giochi d’acqua e ambienti ricreati secondo il gusto degli anni ‘30. Questo è solo l’esempio dei parchi disseminati a macchia di leopardo per la città in cui è possibile vedere la tradizionale ginnastica. Se una mattina vi alzerete presto e vi inoltrerete in queste oasi di verde cittadino vi capiterà di assistere al rito della ginnastica. Decine di persone che ordinatamente eseguono esercizi complessi e articolati. Nel corso della giornata, poi, i parchi diventano centri ricreativi per anziani e giovani che si ritrovano a cantare canzoni popolari o a giocare a calcetto con una sorta di pallina con le piume che deve essere mantenuta il volo per il maggior tempo possibile.

4. MUOVERSI SLOW, IL LENTO TAI CHI
Il Tai Chi non solo ginnastica, è qualcosa di più. È una vera disciplina orientale. Ha mille anni e una storia legata alla medicina cinese che prescriveva «esercizi di respirazione, massaggi della pelle e della carne, esercizi delle mani e dei piedi per gli abitanti del centro, regione pianeggiante e umida, che soffrono di paralisi delle giunture, raffreddamenti e febbri». Sono molti a praticarla, un po’ come spettacolo turistico nelle hall degli hotel, oppure per strada e nei parchi per ritemprare lo spirito. Anche vedere questi movimenti fatti quasi all’unisono, lenti e pazienti rilassa, una boccata di relax prima di rigettarsi nel caos delle strade cinesi.

5. MANGIA E CHIUDI GLI OCCHI
Conoscere la città significa anche passeggiare per i suoi vicoli e gustare i piatti delle tradizione. I locali usano sedersi di fronte a ristoranti fai da te: con una padella e un paio di fuochi chiunque può aprire il proprio. Accomodatevi e provate i famosi noodles, spaghettini fatti a mano (nelle zone più turistiche vedrete i cuochi approntarli di fronte al visitatore) o gli gnocchetti. Pochi yuan bastano per l’esperienza. Per i palati più fini, e i portafogli più ricchi, c’è la minestra di nidi di rondine. Considerata dai locali un cibo degli dei per bontà, lascia gli occidentali un po’ perplessi, se non schifati: i nidi sono composti di muco della ghiandola salivare delle salanghe, un tipo di rodone cinese. Ottima invece la zuppa con le pinne di razza o di squalo.

6. MIELE, ANATRA E…
Sempre rimanendo in tema di cibo, i gourmand più noti vi consiglieranno di assaggiare l’anatra laccata alla pechinese. Nella ricetta originaria l’anatra deve è uccisa da 24 a 48 ore in anticipo sotto gli occhi del cliente. Non stupitevi se quando prenoterete vi verrà chiesto di recarvi al ristorante per scegliere la vostra pietanza da viva (ai turisti viene risparmiato il rito dell’uccisione). L’anatra, spiumata, è poi spalmata di un miscuglio a base di miele e appesa in un locale ben aerato. Per cena la vedrete servita a fette che s’inzuppano in una salsa, prima di arrotolarle in piccole crespelle. Il tutto è accompagnato da un ottimo tè verde.

7. IL LAGO IN GONDOLA
Se siete a caccia di panorami e situazioni romantiche ciò che fa per voi è il Palazzo d’Estate chiamato così perché era il luogo dove la corte trovava refrigerio dalla calura estiva. Relativamente recente, fu edificato a meta dell’800, mette a disposizione delle coppie il magnifico lago Kunming da solcare su una barca a remi e panorami bucolici molto lontani dalla caotica Pechino. Di gran pregio il corridoio coperto, una passerella di 750 metri che attraversa una parte del giardino. È interamente affrescato. Per un pranzo ci si può fermare nell’antico teatro oggi trasformato in ristorante che cucina un ottimo pesce di lago.

8. A TU PER TU CON IL PANDA
Lo zoo o Parco delle diecimila creature offre l’occasione unica di vedere alcuni tra i pochi panda giganti rimasti. Nella struttura, una delle più antiche e più ampie della Cina, è stato ricreato l’habitat naturale di questi paciosi animali (per accedere alla zona dei panda oltre al biglietto si paga un extra).

9. JOGGING SULLA MURAGLIA
A circa un paio di ore di macchina dalla Capitale, s’incontra la Muraglia cinese, il lungo serpentone che misura 6350 chilometri che doveva proteggere dalle invasioni dei Mongoli. Solitamente la visita guidata vi abbina le Tombe imperiali dei Ming e la Via sacra: un consiglio non perdete troppo tempo e godetevi appieno la cinta di mura. Magari percorrendone un pezzo, sino in vetta a uno dei ripidi monti per godervi lo spettacolo. Attenzione la salita e la discesa sono ripide e accidentate, munitevi di scarpe da ginnastica o scarponcini.

10. VIVA LO SHOPPING
Pechino è il massimo per lo shopping a buon prezzo, ma più che preoccuparsi del denaro fate i conti con l’eccesso di bagaglio al ritorno. I cinesi sono maestri del commercio, con duemila anni di storia alle spalle, non pensate di farli fessi: se costa poco vale anche poco. I mercatini, in particolare il quartiere di Dongdan sono ideali per comprare oggetti di artigianato locale (dai pennelli per la calligrafia agli acquiloni, dai copricapi all’abbigliamento). Se dovete fare acquisti più preziosi come giada, lacca, cloissonné – gli oggetti decorati in metallo -, cofanetti trattati con madreperla e ceramica affidatevi ai negozi che vi forniscono un certificato di autenticità. I prezzi sono elevati. Chi fosse interessato all’antiquariato visiti la via Liulichang. Ma attenzione, l’esportazione di molti oggetti antichi è vietata dalle autorità cinesi. Informatevi prima dei limiti.

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