Passeggiate sull’ Etna

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Solo in Italia sono un milione a praticarlo. Il fitwalking, la camminata vigorosa con le braccia che oscillano avanti e indietro, è utile per scaricare lo stress e ritrovare l’equilibrio.
Ora si può fare anche ai piedi dell’Etna. Un’esperienza rilassante nel limpido e tiepido autunno siciliano, circondati da una natura esplosiva: vigneti e frutteti, fichidindia, pini, faggi e castagni d’alto fusto. Questo, poi, è il periodo d’oro per gli appassionati di funghi, quelli di ferula (o cardoncello), ideali per paste e risotti, e i profumatissimi porcini.

Solo in Italia sono un milione a praticarlo. Il fitwalking, la camminata vigorosa con le braccia che oscillano avanti e indietro, è utile per scaricare lo stress e ritrovare l’equilibrio.
Ora si può fare anche ai piedi dell’Etna. Un’esperienza rilassante nel limpido e tiepido autunno siciliano, circondati da una natura esplosiva: vigneti e frutteti, fichidindia, pini, faggi e castagni d’alto fusto. Questo, poi, è il periodo d’oro per gli appassionati di funghi, quelli di ferula (o cardoncello), ideali per paste e risotti, e i profumatissimi porcini.

L’itinerario

Dal borgo barocco di Nicolosi, a 20 km da Catania, si sale in jeep verso il versante sud del cratere. La montagna, così la chiamano i locali, è mutevole e capricciosa: vento, nebbia, persino pioggia di cenere non sono rare in queste contrade. Per programmare le escursioni si consiglia di contattare gli uffici del parco e di informarsi sulle previsioni meteo e sull’attività del vulcano. 

Lasciati i monti rossi, piccoli crateri ricoperti di fitta vegetazione boschiva, si parte a piedi dal sentiero del Monte Nero degli Zappini, in contrada Serra la Nave, a circa 1000 metri di quota sul versante sud-ovest del vulcano. Giunti all’Osservatorio astrofisico si imbocca un sentiero segnalato che si snoda per circa 2 ore lungo una pista di sabbia nera tra ginestre, pini, castagni, e dove la lava, ora recente, ora vecchia di secoli, è la principale attrazione. Dopo circa un km, ecco il giardino botanico Nuova Gussonea. Superato il bosco di pini secolari, lo sguardo si apre sui primi ampi squarci del cratere, quello centrale con il pennacchio di degassamento e quello minore, riconoscibili dalle sfumature dal marrone al giallo.
La passeggiata si conclude al rifugio Galvarina (1900 m.), incustodito, come tutti quelli nel parco. Ci sono però una terrazza panoramica con vista sul cratere attivo e una fontana per l’acqua.

A 6 km da Nicolosi, a San Pietro Clarenza, si può soggiornare a Villa Lionti: nell’Ottocento masseria del vino, oggi è una dimora di charme con un giardino di gelsomini e lavande (tel. 091.68.50.285, b&b da 125 €). A 20 km, a Santa Venerina, si visita l’azienda agrituristica San Michele (tel. 095.95.05.20, doppia b&b da 80 €), rinomata per il delizioso rosso Murgo Etna. Porcini e ricette a base di funghi si gustano alla Trattoria Veneziano (tel. 095.79.91.353), aperta da oltre quarant’anni Randazzo. Da provare anche il Giardino di Bacco (tel. 095.75.12.727, prezzi da 42 ), locale di tendenza a San Giovanni La Punta (a 12 km da Catania), per le squisite cassatelle alla ricotta e i piatti di carne con funghi e castagne. Per la notte, il nuovo Jolly Hotel di Catania offre convenienti pacchetti. Chi vuole organizzare escursioni può contattare il Parco dell’Etna (tel. 095.82.11.11) o Geo Etna (cell. 349.61.09.957).

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