Passato & futuro. I musei in 3D

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Da Roma a Ercolano, da Gubbio alla regione del barolo, monumenti, personaggi storici e opere d’arte lontane rivivono sotto forma di ologrammi. La nostra guida

Immaginate di essere nella Roma antica e di trovarvi di fronte Giulio Cesare a farvi da guida, o in una grande arena pronti a lanciarvi nella corsa delle bighe. Oppure, pensate di passeggiare per le strade di Pompei ed Ercolano, tra i rumori e i profumi di una giornata di duemila anni fa.

Da Roma a Ercolano, da Gubbio alla regione del barolo, monumenti, personaggi storici e opere d’arte lontane rivivono sotto forma di ologrammi. La nostra guida

Immaginate di essere nella Roma antica e di trovarvi di fronte Giulio Cesare a farvi da guida, o in una grande arena pronti a lanciarvi nella corsa delle bighe. Oppure, pensate di passeggiare per le strade di Pompei ed Ercolano, tra i rumori e i profumi di una giornata di duemila anni fa.

O ancora provate a rivivere l’atmosfera della grande civiltà etrusca. Oggi si può fare grazie al multimediale. Dalle gallerie archeologiche alle collezioni di capolavori, l’arte si trasforma in un evento interattivo da "toccare con mano". Ecco un itinerario in 3D tra esposizioni e Musei virtuali, l’ideale anche per una tappa nelle prossime festività..

Rewind Rome, il Museo in 3 dimensioni a due passi dal Colosseo, è un vero tuffo nella storia dell’Antica Roma (nel 310 d.C.). Ci si spinge, grazie ad una serie di spettacolari effetti speciali e attraverso una macchina scenica, fin sotto l’arena del Colosseo tra i ruggiti dei leoni e i sospiri dei gladiatori. Poi si è accolti da "Giulio Cesare", guida virtuale d’eccezione. Su uno schermo touchscreen, si può, invece, acquisire la cittadinanza di "cittadino romano" attraverso un gioco a 3 livelli (Liberto, Senatore, Imperatore). E non è tutto. A partire da febbraio, i visitatori potranno cimentarsi nella corsa delle bighe, prova di abilità e velocità, all’interno di una ricostruzione in scala (1:400) del famoso Circo Massimo.

Sempre nella capitale, nei sotterranei di Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma 06-67667324, nei pressi di Piazza Venezia), si può compiere un percorso dentro una prestigiosa Domus della Roma imperiale. Video e audio completano gli scavi e così rinascono diversi ambienti, dalle terme ai saloni, dagli arredi alle decorazioni.

 La statua di Minerva, illuminata da un fascio di luce, è, invece, la protagonista al  Museo Archeologico Lavinium, Pomezia, a circa 30 km da Roma, (06-91984744). La voce della dea irrompe nel silenzio di una piccola sala e diventa più amorevole nell’accogliere le signore sposate, le fanciulle e i ragazzi (altre terracotte votive "parlanti"). E’ qui che inizia il racconto di una scoperta di un’area sacra, con templi e santuari, di cui uno dedicato a Minerva, nel punto in cui la leggenda vuole che Enea, mitico eroe troiano, abbia toccato l’Italia.

I ritrovamenti, databili fra il V ed il III secolo avanti Cristo, riproducono figure umane a grandezza naturale, ritratte in varie fasi della vita, dalla fanciulezza all’età adulta. Vi è anche un plastico della fossa votiva, così come apparve ai suoi scopritori, la ricostruzione di una costa che non c’è più (oggi c’è Tor Vajanica) e del folto manto boschivo e ricco di specchi d’acqua (la famosa Selva Laurentina) che anticamente caratterizzava questo territorio. All’interno del Museo si ha anche la possibilità di ripercorrere l’intero viaggio di Enea, rappresentazione simbolica di quello che dovettero affrontare i primi navigatori greci per approdare alle nostre coste. Sembra quasi di salire su quell’imbarcazione, perché lo spazio è stato sagomato a forma di nave e si vede, su di un lato, l’ossatura interna di una fiancata; vi è persino la ricostruzione in scala 1:20 di una nave della fine dell’età del bronzo. Come sottofondo, un video costruito sui suoni, colori e immagini delle acque e su alcuni versi dell’Eneide di Virgilio.

Effetti non meno sorprendenti si possono vedere al Palazzo Ducale di Gubbio (075-9275872), dove si può ammirare una rappresentazione tridimensionale olografica e a grandezza naturale di Federico da Montefeltro (l’istallazione permanente "In udienza da Federico" anima il salone di corte al piano nobile del Palazzo). Il grande condottiero dialoga per quindici minuti con un angelo (che rappresenta simbolicamente la Dialettica, della quale Federico si dichiarava alunno), che pone a Federico, numerose domande. E così ci si potrà immedesimare con il personaggio.

E’ un salto nel passato anche il Museo Archeologico virtuale di Ercolano, Napoli, (081-19806511), con lo slogan "Nato per non crollare mai" (il riferimento è ai recenti casi di cronaca, con il cedimento della famosa Accademia dei Gladiatori di Pompei), dove oltre settanta installazioni multimediali restituiscono vita e splendore alle principali aree archeologiche di Pompei, Ercolano, Baia, Stabia e Capri. É stata ricostruita, con dei pannelli tridimensionali,  anche la stessa Schola Armaturarum. Nel padiglione, appositamente dedicato, ci si trova di fronte a tre tipi di installazioni: la prima proietta il visitatore nel 79 d.C. per scoprire la vita della Schola al tempo dei gladiatori. La seconda installazione narra la storia della Schola, dagli interventi di Vittorio Spinazzola del 1915, al bombardamento del 1943 che portò al crollo di una parte del muro ovest, per finire con la ricostruzione dell’ambiente del 1946 da parte dell’archeologo Amedeo Maturi.

 
Non mancano le mostre temporanee che sposano la tecnologia per risultati quasi magici. Così si possono avere tutte le opere del Caravaggio riunite in un unico luogo. Succede a Palazzo della Ragione, a Milano, (199-500200, fino al 13 febbraio) dove sessantacinque capolavori del grande maestro lombardo sono riprodotti ad altissima definizione nel rigoroso rispetto delle dimensioni, dei colori e della luce originali. Si è accolti da performer nei panni del grande maestro e si è condotti nel suo mondo attraverso aneddoti di vita vissuta e racconti sulle opere.

Spostandoci all’estero, a Bruxelles, la mostra Etruschi in Europa (fino al 24 aprile, presso il Museo del Cinquantenario) permette di avventurarsi nel mondo dell’antico popolo che abitò l’Italia centrale tra l’IX ed il II secolo a.C.., dalle origini alla romanizzazione, passando per le grandi e potenti città dell’epoca, con racconti sulla vita quotidiana nelle case, sui costumi, sul mondo dell’oltretomba, sull’arte dell’oro, della ceramica e del bronzo.

E se anche la enogastronomia è "l’arte di mangiare e bere bene", ecco che non può mancare il Wi-Mu – Museo del Vino, inaugurato di recente al Castello Falletti di Barolo (Cuneo 0173-386697). Un viaggio emozionale tra la produzione, la cultura e la tradizione del vino, come bevanda  prediletta dagli dei e dagli uomini, attraverso un percorso di evocazioni e suggestioni. L’allestimento mescola rigore scientifico e didascalico e divertissement puro, citazioni colte e ironiche. Ci sono schermi dappertutto, foto e fumetti, effetti speciali, giochi di luce. Si parte dal "Bar delle divinità" dove le sagome di dee e dei di ogni religione ricordano l’importanza del nettare di Bacco nei più diversi culti. Le emozioni più forti si hanno nella sala della "vigna vista dalla parte delle radici". Insomma, non un museo dove si «guarda» soltanto, ma dove si viene immersi in atmosfere avvolgenti, colpiti dalle suggestioni di installazioni multimediali, diorami, teatrini e cappellette, macchine e pulsanti che tutti possono mettere in moto.

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