Parigi – La Rive Droite

Era il tempio degli intellettuali, Les Deux Magots, il caffè frequentato da Paul Éluard, Pablo Picasso o François Truffaut, nel pieno del quartiere di Saint-Germain-des-Prés. E più in là, il rivale Café de Flore, anche lui con la sua fauna di scrittori e artisti. Due luoghi ancora splendidi, ma ormai troppo pieni di turisti italiani e di frequentatori delle boutique del lusso nate intorno. E i veri intellettuali?


Era il tempio degli intellettuali, Les Deux Magots, il caffè frequentato da Paul Éluard, Pablo Picasso o François Truffaut, nel pieno del quartiere di Saint-Germain-des-Prés. E più in là, il rivale Café de Flore, anche lui con la sua fauna di scrittori e artisti. Due luoghi ancora splendidi, ma ormai troppo pieni di turisti italiani e di frequentatori delle boutique del lusso nate intorno. E i veri intellettuali?

Se proprio li volete incrociare in zona, uno dei luoghi giusti dove entrare è una libreria, La Hune, con clienti quali il filosofo Bernard-Henri Lévy e lo scrittore Patrick Modiano. Per il resto, i locali degli artisti nella Parigi contemporanea non sono più sistemati tanto sulla Rive Gauche, ma sulla Rive Droite. Innanzitutto, nel Marais e dintorni.

Philippe Besson, ad esempio, romanziere di successo (Retour parmi les hommes, ed. Julliard), è uno che la notte vive molto. Ebbene, in prima serata, compare spesso all’Étienne Marcel, dalla decorazione un po’ psichedelica e dalla clientela assai variegata. Siamo a due passi da Les Halles, vicino al cuore del Marais più branché: qui, alla Terrasse des Archives, un ristorante con una splendida veranda esterna, di fronte a una fontana, si può incontrare Rebecca Zlotowski, trent’anni, regista, una delle nuove promesse del cinema francese. Sempre nel pomeriggio, due indirizzi importanti in zona sono la galleria d’arte di Emmanuel Perrotin, in uno splendido palazzotto d’epoca (sono qui di casa, nelle loro trasferte parigine, Maurizio Cattelan e Takashi Murakami), e la galleria Polka, dietro place des Vosges. La sera, invece, uno dei più divertenti bar letterari della città è La Belle Hortense.

Ancora Rive Droite e ancora intellettuali, anche se in un contesto decisamente diverso abitato da milionari russi e arabi, nella zona degli Champs-Élysées. Al Mathis Bar, talvolta troppo pieno di gente dello showbiz, si intravede comunque lo scrittore Frédéric Beigbeder. Quanto al Baron, miniclub ideato da André, artista graffitaro, è il luogo dove ballano i più insospettabili, come il duo Kolkoz, campioni dell’arte concettuale. Non lontano (ma siamo nel I arrondissement), il Tigre by l’Alternative, dagli interni colore rosso rococò, riceve a notte fonda molti cervelli del cinema francese, come il regista Gaspar Noé (quello dello scandaloso Irréversible con Monica Bellucci) o Romain Gavras, figlio del mitico Costas. Romain ha avuto molto successo negli ultimi tempi con Notre jour viendra, un angosciante road movie nel Nord della Francia, interpretato da Olivier Barthélémy e Vincent Cassel che, insieme alla consorte, invece si vede spesso ai tavoli del Cristal Room Restaurant, al primo piano della Maison Baccarat.

Ma se vogliamo andare verso l’avanguardia pura, allora bisogna spostarsi verso l’Est parigino, quella fascia della città tradizionalmente più popolare, in fase di avanzato rilancio. Cominciamo dal Point Éphémère, dinanzi al canale Saint-Martin. Non è solo un bar, ma un complesso artistico polivalente, che straborda durante l’estate sulla banchina del canale. Nel vicino XIX arrondissement, altri due locali simili, molto contemporanei: sono la Gare aux Gorilles (stazione ferroviaria abbandonata trasformata in squat artistico) e il Glaz’art, che ospita sempre installazioni pazzesche di artisti sconosciuti (adesso, ma non necessariamente nel futuro).
Per finire, ritorniamo sulla Rive Gauche, ma accanto alla stazione di Montparnasse. Un tempo simbolo della bohème parigina, che tentava gli artisti d’antan, questa parte della città è stata poi dimenticata, pure dagli intellettuali. Ora, però, il suo gusto rétro sta lentamente riconquistando. Quello che emana dalla brasserie La Coupole, con le sue colonne dipinte, o dalla Rotonde, subito di fronte. Quest’ultimo locale è apprezzato da Dai Sijie, lo scrittore di Balzac e la piccola sarta cinese. Capita di vederlo scrivere fra quei velluti.
 

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