Parigi: in crisi la vita notturna

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La trasgressione tutta paillettes e champagne ormai è solo un lontano ricordo. Per Dj, cantanti, nottambuli e associazioni di creativi, la Ville Lumière rischia di diventare un mortorio, una città spenta. Almeno dal punto di vista del divertimento notturno, finito nel mirino delle autorità, sempre più propense a reprimere in nome della quiete pubblica. Ma una petizione di addetti ai lavori cerca di invertire la tendenza.

La trasgressione tutta paillettes e champagne ormai è solo un lontano ricordo. Per Dj, cantanti, nottambuli e associazioni di creativi, la Ville Lumière rischia di diventare un mortorio, una città spenta. Almeno dal punto di vista del divertimento notturno, finito nel mirino delle autorità, sempre più propense a reprimere in nome della quiete pubblica. Ma una petizione di addetti ai lavori cerca di invertire la tendenza.

COLPE – Una tendenza nociva che avrebbe trasformato quella francese in una “capitale del sonno”, peggio, in “una città morta”. Colpa delle chiusure amministrative quasi sistematiche quando si sgarra. Colpa di multe salate moltiplicate dalla legge antifumo che spinge i clienti fuori dai locali provocando lamentele dei vicini. In più le licenze per restare aperti fino alle quattro del mattino sono sempre più rare, in una città dove gli affitti sono saliti alle stelle provocando la chiusura di molte discoteche. Ultima vittima illustre, La Loco, celebre locale ai piedi del Moulin Rouge. A Parigi regna ormai “la legge del silenzio”.

DECLINO – Un silenzio che spinge la capitale francese verso il declino, come ricorda il settimanale di tendenza Les Inrocks, non solo festaiolo, ma anche culturale, a vantaggio di Londra, Barcellona, Berlino e persino Praga, più tollerante e soprattutto meno cara per gli artisti. Così, è scattata la rivolta con una petizione che in due settimane ha raccolto più di 8mila firme. I ribelli chiedono zone franche per fare festa e chiarezza sull’applicazione di leggi contraddittorie che «in nome della sanità pubblica impediscono alla gente di ballare» e che impongono a bar e discoteche «di essere responsabili dei propri clienti finché non vanno a letto».

NIGHTLIFE – Già un anno fa, il comune di Parigi sembrava essersi preso carico delle preoccupazioni degli attivisti della movida proponendo il lancio di un sito ad hoc, per offrire spunti idee e consigli agli amanti della vita notturna, parigini e turisti. Inizialmente previsto per settembre, il portale non ha ancora aperto i battenti.

Fonte: www.corriere.it

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