Parigi anni ’20: un viaggio nella città vintage

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Les années folles, gli anni folli e ruggenti del Novecento, non passano mai di moda, tantomeno nella capitale indiscussa dell’eleganza. La Parigi degli anni ’20 è stata una città di grande fermento culturale e sociale, anche grazie alla fascinazione per le mode che arrivavano da oltreoceano. Nel 2011 Woody Allen ha firmato una vera e propria dichiarazione d’amore per gli anni ruggenti, con la sua indimenticabile pellicola Midnight in Paris. Nel film, allo scoccare della mezzanotte il protagonista si ritrovava a vagare nel tempo, confrontandosi con i più grandi artisti dei salotti parigini del primo dopoguerra. Senza aspettare i dodici rintocchi, potrete farlo anche voi, seguendo queste ispirazioni senza tempo per un viaggiovintage”. O per vivere un giorno perfetto a spasso per Parigi.

 

Parigi anno '20 Il fascino della Parigi del passato rivive per le strade della città

Mangiare madeleine a Parigi

The Ritz Bar, 15 Place Vendôme, Parigi

Al Ritz, nessuno ti mette fretta, disse una volta Marcel Proust seduto a uno degli eleganti tavoli da colazione. E oggi come ieri, nella sala a lui dedicata, ci si può fermare a sognare il tempo perduto con una tazza di tè pregiato e una fetta di torta appena sfornata, e ovviamente loro: le petit madeleine, i soffici dolcetti a forma di conchiglia tanto cari allo scrittore. Un simbolo che troverete anche sul servizio di porcellana bianca di Limoges, dipinto sui piatti e modellato sui coperchi di teiere e zuccheriere.

A seconda della stagione in corso, potrete sedervi davanti al caminetto circondati dalla musica di un pianoforte jazz oppure all’ombra dei tigli nel romantico Grand Jardin. Qualsiasi sia la vostra scelta, il conto di una pausa pomeridiana qui, va detto, non sarà leggero, ma se vi trovate nella capitale francese per festeggiare una ricorrenza davvero eccezionale, allora questo è il posto giusto.

Gli interni senza tempo del Ritz, Parigi

Un luna park per manège storici

Musée des Arts forains, 53 Avenue des Terroirs de France, Parigi

Dopo una piacevole passeggiata nel curatissimo Parco di Bercy, sulle rive della Senna, lasciatevi alle spalle la vostra vita quotidiana e varcate i cancelli del curioso Musée des Arts Forains, un inaspettato museo di divertimenti da fiera e spettacoli. Rimarrete senza parole, tra collezioni di giochi e ricostruzioni di ambienti tipici delle feste in Europa dal 1830 al 1950.

Immaginate un grande luna park vintage al chiuso, dove tutte le giostre sono state restaurate in modo impeccabile e sono fruibili da grandi e piccini. Il tempo si fermerà, e vi porterà indietro, in sella a una bicicletta di legno o in groppa a un cavallo degli storici manège, i caroselli che ancora oggi ritroviamo in replica in tante piazze cittadine soprattutto durante il periodo natalizio. Non lontano dalla Gare de Lyon, il museo è aperto tutto l’anno, ma può essere visitato solo su prenotazione.

Un tubino nero Chanel da collezione

Mamz’Elle Swing, 35 bis Rue du Roi de Sicile, Parigi

A Parigi è un’istituzione. Berenice, la proprietaria di Mamz’Elle Swing, ricerca e seleziona solo i migliori abiti retrò dei ventenni passati, con un particolare occhio di riguardo per gli anni Venti: camicette con scollo alla marinara, cappottini aderenti, abiti corti e sfrangiati, fiocchi di velluto. Anni rivoluzionari, insomma, rispetto ai rigidi corpetti dell’epoca precedente.

Molte fantasie, arabeschi e colori vivaci si rifanno alla simbologia e alla cultura dell’Antico Egitto, per via dell’influenza dei ritrovamenti all’interno della tomba di Tutankhamon, nella prima parte del decennio. E a consacrare gli anni ruggenti come emblema di eleganza, un nome su tutti: Coco Chanel, che nel 1926 presenta per la prima volta “le petit noir”, il leggendario tubino nero, icona della donna moderna. Se ne scovate uno tra le file di abiti, non esitate ad acquistarlo, farete un grande affare.

Il luogo per gli manti della musica: il Paris Jazz Corner

I vinili dei grandi della musica jazz

Paris Jazz Corner, 5 Rue de Navarre, Parigi

Il charleston, lo shimmy, il jazz: dopo la guerra, lo stile americano fa impazzire il pubblico più mondano, soprattutto per quel che riguarda la musica. Si respira libertà e si balla su sonorità completamente nuove: i cabaret e le balere parigine si animano di una vivacità mai vista prima, merito anche della diffusione del grammofono e del fonografo. Se siete amanti della musica del periodo, a due passi del Giardino Botanico di Parigi, si trova il posto giusto per voi: Paris Jazz Corner.

L’assortimento di vinili vi lascerà di stucco; ricordatevi di dare un’occhiata all’orologio di tanto in tanto, perché il rischio di rimanere qui dentro per ore è altissimo. Come dice il nome sull’insegna, il jazz la fa da padrone. Se non sapete da dove partire, cercate il mitico Sidney Bechet. Sassofonista e clarinettista, veniva soprannominato le dieu, “il dio”, dagli esistenzialisti. Da non perdere il brano Si tu vois ma mère, parte della colonna sonora di Midnight in Paris.

Palais-Royal, Parigi ©Kiev.Victor/Shutterstock

Un assaggio di storica salsa Mornay

Le Grand Véfour, 17 Rue de Beaujolais, Parigi

Ha aperto i battenti sotto le arcate del Palais-Royal nel lontano 1784 come caffetteria, per poi diventare nel 1820 uno dei primi ristoranti di alta cucina della Ville Lumière. Storica specialità la sua versione della salsa Mornay, da accompagnare soprattutto al pesce. Ma oltre alla qualità dei piatti, il Grand Véfour è noto soprattutto per essere stato uno dei luoghi di incontro di importanti protagonisti della scena culturale e politica francese, come Victor Hugo e Colette.

Scrittori e artisti non sono stati gli unici frequentatori di queste sale: pare che proprio qui Napoleone Bonaparte propose alla sua Giuseppina di sposarlo, nozze che avvennero poi sempre a Parigi il 9 marzo 1796 nell’hotel Mondragon. Il fasto degli anni folli e l’anima squisitamente romantica sopravvivono intatti al tempo, con stucchi, decori neoclassici, dipinti e grandi specchi. Certo, anche qui i costi sono esosi, ma potrete anche solo sbirciare dalle ampie vetrate esterne.

Alice Avallone da bimba aveva due sogni: vedere un grattacielo e prendere in braccio un koala. E così, da grande ha vissuto a New York e ha fatto la koala keeper a Brisbane. Oggi vive nella capitale sabauda, dove mangia vitello tonnato almeno una volta a settimana e insegna a raccontare storie sul digitale a giovani promettenti scrittori.

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