Pamplona: la corsa dei tori

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Alle 8 del mattino del 7 luglio si aprono le porte del cortile di Santo Domingo e centinaia di persone iniziano a correre davanti ai tori lungo un percorso che, attraversando il centro storico, si conclude nell’arena. La città si tinge di bianco e di rosso, colori dei fazzoletti sventolati dalla folla.

Durante le feste dei Sanfermines, la fiesta scende in strada. La spontaneità si mescola al programma ufficiale e in qualsiasi angolo del centro di Pamplona e a qualunque ora si svolgono spettacoli per tutti i gusti e ogni tipo di pubblico: l’encierro per i più audaci, la processione per i più devoti, le sfilate dei Gigantes e Cabezudos per i più piccoli. Divertimento e follia. 

Alle 8 del mattino del 7 luglio si aprono le porte del cortile di Santo Domingo e centinaia di persone iniziano a correre davanti ai tori lungo un percorso che, attraversando il centro storico, si conclude nell’arena. La città si tinge di bianco e di rosso, colori dei fazzoletti sventolati dalla folla.

Durante le feste dei Sanfermines, la fiesta scende in strada. La spontaneità si mescola al programma ufficiale e in qualsiasi angolo del centro di Pamplona e a qualunque ora si svolgono spettacoli per tutti i gusti e ogni tipo di pubblico: l’encierro per i più audaci, la processione per i più devoti, le sfilate dei Gigantes e Cabezudos per i più piccoli. Divertimento e follia. 

San Fermín inizia il 6 luglio a mezzogiorno. Dal balcone del Municipio è lanciato il chupinazo: la festa può ora avere inizio. Il primo encierro si tiene il giorno dopo: alle 8 del mattino in punto si aprono le porte del cortile di Santo Domingo e centinaia di persone iniziano a correre davanti ai tori lungo un percorso che, attraversando il centro  storico, si conclude nell’arena. La fiesta è un’occasione per scoprire Pamplona e la Navarra. San Fermín è una festa che emoziona. Così Ernest Hemingway descrive in “Fiesta” il chupinazo, l’inizio delle celebrazioni: «Si levò nella piazza il razzo che annunciava la fiesta. Scoppiò e apparve una grigia palla di fumo sopra il Teatro Gayarre, dalla parte opposta della plaza. La palla di fumo rimase sospesa in cielo come un shrapnel appena esploso e le si affiancò un altro razzo, lasciandosi dietro un rivolo di fumo nella chiara luce del sole». Era il 1926. Anche grazie a quel libro, San Fermín, Pamplona e la Navarra sono diventati importanti

Quando sull’orologio della Chiesa di San Cernin scoccano le 8 del mattino, si aprono le porte dei corrales. I tori impiegano dai 3 ai 4 minuti per raggiungere la Plaza de Toros in una folle corsa per le vie di Pamplona.

Ma San Fermín è molto di più: la voglia di divertimento è elettrizzante e contagiosa.
Altri momenti da non perdere sono l’apartado, sorta di corrida che consiste nel separare un toro dagli altri; las mulillas, curioso corteo di cavalieri; las ganaderias, per scegliere i migliori tori. Per celebrare il suo primo vescovo, San Firmino, Pamplona scrive Fiesta con la F maiuscola per un’intera settimana.

Info: www.sanfermin.com

Fonte: www.repubblica.it

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