Oro a Biella

Frotte di cercatori accaniti armati di stivali e setaccio: non siamo nel lontano West, ma nel nostro Biellese. Dal 15 al 23 agosto infatti si svolgeranno a Vermogno di Zubiena i campionati mondiali dei cercatori d’oro. D’altronde, in Italia non ci poteva essere luogo più adatto della riserva naturale della Bessa: la vasta area ai piedi della serra morenica, circondata dai torrenti Elvo, Viona e Olobbia, è stata sfruttata dai Romani come riserva aurifera a cielo aperto fin dal II secolo avanti Cristo.

Frotte di cercatori accaniti armati di stivali e setaccio: non siamo nel lontano West, ma nel nostro Biellese. Dal 15 al 23 agosto infatti si svolgeranno a Vermogno di Zubiena i campionati mondiali dei cercatori d’oro. D’altronde, in Italia non ci poteva essere luogo più adatto della riserva naturale della Bessa: la vasta area ai piedi della serra morenica, circondata dai torrenti Elvo, Viona e Olobbia, è stata sfruttata dai Romani come riserva aurifera a cielo aperto fin dal II secolo avanti Cristo.

Il paesaggio porta ancora oggi le tracce di quel lavorìo, con cumuli di massi accantonati e ampi valloni, ed è di una suggestione quasi lunare. Cercatori e curiosi durante i campionati potranno partecipare alle visite guidate organizzate sia nel territorio della riserva che nelle miniere (queste al coperto, in galleria) di Pestarena e de La Guia, nella vicina Valle Anzasca.

E’ prevista la partecipazione alle gare di più di 600 appassionati provenienti da diverse nazioni. Le loro bandiere saranno protagoniste della cerimonia di apertura che si svolgerà nel centro di Biella, con culmine in piazza Battistero, mercoledì 19 agosto. Arrivando con un po’ d’anticipo, vale la pena salire alla parte alta della città, Biella Piazzo, per godersi il panorama sulla serra e gli scorci dei palazzi nobiliari, primo fra tutti Palazzo Lamarmora.

Anche i neofiti potranno cimentarsi nella ricerca di pagliuzze nel torrente Elvo, sotto la guida esperta dei cercatori dell’associazione locale. Ma per chi non cadrà vittima della febbre dell’oro, il Biellese offrirà valide alternative. Ci si può dedicare al turismo religioso, visitando i famosi santuari della Graglia e di Oropa, quest’ultimo noto per il Sacro Monte, uno dei più importanti della regione, e la veneratissima Madonna Nera. Oppure, ricordandosi che questo angolo di Piemonte è famoso in tutto il mondo per l’industria tessile, fare un giro tra gli interessanti siti di archeologia industriale, primo fra tutti la Fabbrica della Ruota, ovvero l’ex lanificio Zignone, a Pray. Oppure ancora, approfittare dei due paradisi fioriti della zona, l’oasi Zegna e il parco della Burcina, per fare un’escursione a cavallo o in mountain bike. Non sarà come estrarre una pepita, ma il panorama vi darà comunque soddisfazione.

Fonte: www.lastampa.it

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