Olanda: Stop ai funghi magici

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Nel suo comunicato ufficiale, il ministero della sanità olandese annuncia una scoperta: «L’uso di funghi magici ha effetti allucinogeni». Conclusione raggiunta dopo decenni di sperimentazione per le strade, le piazze, i caffé e i negozietti «dei sogni»: coronata di morti, incidenti, ricoveri, fughe mai risolte, deliri e depressioni mai capite. «È provato — dice ancora il ministero—che l’uso di queste sostanze possa portare a comportamenti imprevedibili e dunque rischiosi».

Nel suo comunicato ufficiale, il ministero della sanità olandese annuncia una scoperta: «L’uso di funghi magici ha effetti allucinogeni». Conclusione raggiunta dopo decenni di sperimentazione per le strade, le piazze, i caffé e i negozietti «dei sogni»: coronata di morti, incidenti, ricoveri, fughe mai risolte, deliri e depressioni mai capite. «È provato — dice ancora il ministero—che l’uso di queste sostanze possa portare a comportamenti imprevedibili e dunque rischiosi».

Come quello di Gaelle Caroff, 17 anni, studentessa francese in gita scolastica, che il 25 marzo 2007 inghiottì dei funghi magici e poi volò da un ponte di Amsterdam, morendo: i genitori hanno citato in giudizio lo Stato olandese perché aveva permesso la libera vendita di quelle droghe. Ma da oggi, 1˚ dicembre, contrordine: la vendita e la coltivazione di ogni tipo di fungo «magico», fresco o essiccato che sia, sono proibite in tutta l’Olanda. Pare che se ne vendessero 500 mila dosi all’anno, dei «paddos» o funghetti. E si parla di un prodotto, ma anche di un mito caro a varie generazioni: la parola «fungo» evoca gli «stregoni- poeti» Timothy Leary e Aldous Huxley, i predecessori del mondo hippy che negli anni ’50 lanciarono la controcultura e la pseudoreligione della psylocibina e di altre sostanze estratte dai funghi, primo fra tutti il peyote.

Proclamavano: «Cerchiamo di trovare la divinità dentro di noi». Dicevano di voler seguire nell’ascesi gli eterei sciamani Maya, ma poi incontravano le più paffute ragazze, o ragazzi, della West Coast. Un Leary dolcemente stralunato era con John Lennon e Yoko Ono quando i due, nel loro letto, componevano «Give peace a chance». Ed ecco un Leary allegrissimo di 76 anni, quasi finito dal cancro: a due ore dalla morte si chiede «Why? Why not?» «Perché? Perché no?»; e poi prende come viatico un tortino di marijuana con contorno dei magici funghi («beautiful», sarebbe stata la sua ultima parola, secondo la versione della famiglia). Vero o falso che fosse, tutto questo faceva appunto parte del mito, che ora l’Olanda frantuma. La potente Vlos (in olandese: Associazione dei negozi intelligenti, e cioè degli spacciatori di funghi) si è opposta fino all’ultimo, lamentando il tracollo economico del settore, e presentando un ricorso a una corte di appello dell’Aja: ma niente da fare, i giudici hanno confermato la linea dura.

E per la società olandese è come un nuovo colpo di gong, dopo le chiusure dei coffeeshops dove si vendevano cannabis, e gli sfratti dei locali della prostituzione. L’Olanda che un tempo sembrava voler tollerare tutto, ora sembra non tollerare più nulla: era il paese più progressista d’Europa, almeno nel parlar comune, e sta rapidamente diventando il più conservatore di tutti. L’ultima decisione è stata presa soprattutto per il crescente malumore di Stati vicini come il Belgio, la Germania, la Francia: dai quali migliaia di ragazzi stranieri accorrevano nella patria dei «paddos» importati dalla Thailandia, dal Messico, dalla Colombia, dalle Hawaii. Nei reparti di pronto soccorso di Amsterdam sono state trattate 55 intossicazioni da funghi «magici» nel 2004, e 128—più del doppio — nel 2006. Tutti i ricoverati, o quasi, erano ragazzini. Come diceva lo stralunato Leary: «Why? Perché?».

Fonte: www.corriere.it

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