Oggi a Limone Piemonte la Coppa del Mondo di SnowBoard

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La calata del popolo dello snowboard. A Limone è arrivata la carovana della Coppa del Mondo della tavola da neve per la seconda prova stagionale di slalom gigante parallelo maschile e femminile del circuito. Niente a che vedere con il più serioso gruppo dello sci alpino, in cui ricchi sponsor multinazionali e arcigni allenatori-manager rendono gli atleti (tranne qualche caso) macchine perfette, pronte a buttarsi tra i paletti 24 ore su 24.


La calata del popolo dello snowboard. A Limone è arrivata la carovana della Coppa del Mondo della tavola da neve per la seconda prova stagionale di slalom gigante parallelo maschile e femminile del circuito. Niente a che vedere con il più serioso gruppo dello sci alpino, in cui ricchi sponsor multinazionali e arcigni allenatori-manager rendono gli atleti (tranne qualche caso) macchine perfette, pronte a buttarsi tra i paletti 24 ore su 24.

L’ambiente dello snowboard è tutt’altra cosa, anche se dopo la ribalta di Torino 2006 si avverte qualche cambiamento. In questa disciplina il divertimento è ancora al primo posto. Lo si capisce dagli atteggiamenti più rilassati degli atleti, dall’abbigliamento degli appassionati, dal contorno che accompagna gli eventi, dalle feste notturne.

Alle 18 di oggi la cerimonia di apertura, seguita da una notte bianca che coinvolgerà tutto il paese. Domani la gara. Sulla pista «Machetto Gorba» alle 9 cominceranno le discese di qualificazione: duelli su percorsi identici (uno rosso, l’altro blu), dove chi perde esce e chi vince prosegue verso la fase finale in programma dalle 13. Detta così, sembra quasi che ci si annoi. Sbagliato: la principale caratteristica dello snowboard è che ogni discesa è uno spettacolo, i colpi di scena sono continui, i movimenti mai scontati, così come i risultati. E le caratteristiche della pista di Limone renderanno la gara ancora più avvincente: 500 metri di lunghezza, 150 di dislivello, con continui cambi di pendenza e il «muro» finale lungo 100 metri. Dopo la competizione si parte con la musica, si prosegue con la seconda notte bianca e si finisce con la festa finale in discoteca. Alla gara sono iscritti 116 atleti di 20 Paesi. La Nazionale italiana schiera 15 atleti (7 ragazzi e 8 ragazzi), guidati dal commissario tecnico Cesare Pisoni. In prima linea tra gli azzurri Carmen Ranigler, quarta nella gara di apertura disputata a Soelden in Austria, e Meinhard Erlacher: puntano al podio. I grandi favoriti, però, sono nei team austriaci, tedeschi, svizzeri e sloveni.

Per Limone, dopo decenni di attesa, è il ritorno di un appuntamento di Coppa del Mondo di sport invernali. Non è lo sci alpino agognato da tutte le località di montagna per i suoi riscontri mediatici, ma è comunque la grande disciplina emergente che aumenta di continuo i suoi cultori. Un boom cominciato negli Anni 90, dopo le prime esperienze pionieristiche importate in Europa dagli Usa, e che continua ad alimentarsi proprio per la sua filosofia legata al divertimento e alla libertà. Quasi uno stile di vita. Perché, al contrario delle altre specialità sportive della neve, lo snowboard è una galassia dalle tante costellazioni. Le gare tra i paletti, siano di slalom, gigante o parallelo, sono la parte che più si avvicina allo sci alpino. Quella più rigida. Ma ci sono altre specialità, altrettanto o ancora più spettacolari, con un fattore comune: il nome in slang. Fatica inutile tentare la traduzione letterale, si rischia l’incomprensione e anche il ridicolo. Come l’half pipe, una conca di neve dalle alte, parallele e levigate pareti che servono per prendere lo slancio necessario a compiere salti e acrobazie. C’è lo snowboardercross, lungo una discesa disseminata di ostacoli, curve paraboliche, salti e gobbe con l’ingrediente che prevede la discesa in batterie di 4 o 6 concorrenti alla volta. C’è lo straight jump, con trampolini per salti da brivido. C’è anche lo slope style, altro percorso a ostacoli in cui bisogna superare strani attrezzi chiamati quarter, spine, funbox, e le più tradizionali panchine e ringhiere in ferro. I più allenati si cimentano nel back country, in cui si devono salire lunghi pendii fuori pista con le racchette da neve o con le nuove tavole splitboard (che si dividono, diventando una sorta di normali sci), per poi discendere in neve fresca.

Ma, qualunque sia la specialità, con la tavola da neve ai piedi sciano milioni di appassionati in tutto il mondo (solo alla Federazione Snowboard Italia sono iscritte 20 mila persone). Soprattutto giovani, anche se la cerchia si allarga sempre più. Con abbigliamenti spesso eccentrici, come le giacche dai colori più improbabili dotate di cappuccio e i pantaloni con il cavallo alle ginocchia, con le cuffie collegate all’Mp3 o all’I-pod. E con tanta voglia di divertirsi fuori dagli schemi.

Fonte: www.lastampa.it

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