Nuovo Caffè Budapest

Condividi questo articolo su :

Queste torte di pasta sfoglia ricamate di crema sembrano sfarzosi abiti di galà. Tanti strati di tessuto di panna coi bonbon di cioccolato al posto dei bottoni. La Principessa Sissi ne andava così ghiotta che spesso lasciava in gran segreto il Palazzo Reale di Buda ed entrava tutta trafelata al Caffè Ruszwurm (Szentharomsag ter.7).

Queste torte di pasta sfoglia ricamate di crema sembrano sfarzosi abiti di galà. Tanti strati di tessuto di panna coi bonbon di cioccolato al posto dei bottoni. La Principessa Sissi ne andava così ghiotta che spesso lasciava in gran segreto il Palazzo Reale di Buda ed entrava tutta trafelata al Caffè Ruszwurm (Szentharomsag ter.7).

A queste dolcissime tentazioni non sapeva proprio resistere, le torte della più antica e minuscola pasticceria d’Ungheria facevano impazzire l’imperatrice, costringendola a massacranti sedute di ginnastica per smaltire i chili accumulati nelle sue fughe al Ruszwurm. In questo gioiello Biedermeier, tutto è rimasto come nell’800: i mobili in noce, le vetrine colme di vecchie confezioni di cioccolatini, le composizioni di fiori secchi sullo sfondo di pareti immacolate.

I caffè storici di Budapest sono riusciti a fermare il tempo, conservando quell’aura di ritrovi elitari, vivaci salotti letterari, rifugi romantici che durante la Belle Epoque li aveva resi leggendari in tutta Europa. Sino a pochi anni fa c’era una cameriere disposto a giurare di avere visto Ferenc Molnár, l’autore de I Ragazzi della Via Pal, gettare nel Danubio le chiavi del Caffè New York (Erszebet korut 9-11) perché non voleva che chiudesse mai. Intellettuali, scrittori e poeti squattrinati, starlette del cinema erano habituè di questo splendido locale in stile neorinascimentale reso sbarazzino da vezzi noveau, neo barocco e rococò, considerato a fine ‘800 il caffè più bello e grande del mondo. Nelle sale illuminate da lampadari veneziani e decorate dagli affreschi di Mannheimer Gusztáv e Eisenhut Ferenc, ricche di marmi, bronzi, broccati, i pittori vendevano i loro dipinti, i giornalisti tenevano le redazioni di riviste d’avanguardia. Attorno alla fontana, gli acrobati disegnavano nell’aria «trapezi» di corpi, gli orchestrali allietavano le interminabili partite a carte e a biliardo.

E’ vero che furono i turchi a trasmettere agli ungheresi il culto del caffè, e svelare i segreti dell’arte dolciaria araba, ma fu merito soprattutto di Emile Gerbaud, pasticciere svizzero, e del cuoco ungherese József Dobos se le torte di Budapest furono mitizzate. Il proprietario della pasticceria Gerbeaud (Vorosmarty tér), la centralissima sala da tè in stile viennese, dalle pareti verde pastello, i grandi specchi, gli arredi barocchi, inventò la squisita Gerbeaud-szelet formata da tre strati di marmellata di albicocche e nocciole tritate ricoperte di una glassa di cioccolato fondente. Soltanto Dobos riuscì a superarla… in altezza innalzando sino a sette i «piani» la sua Dobostorta, una piramide di pandispagna e burro mescolato con cioccolata e zucchero caramellato. Ne basta una fetta per andare in estasi, soprattutto se gustata nell’atmosfera intima dell’Auguszt, un minuscolo caffè nascosto all’interno di un cortile in Kossuth Lajos utca 14-16.

Alla Caffetteria Zsolnay (Terez korut 43), invece, è un’impresa scegliere tra cento tipi di torte disposte sul balcone come alla galleria degli Uffizi, mentre da Szamos (Pomeariszi ut. 3), si va sul sicuro: il marzapane e il gelato alle creme sono celestiali. Come, del resto, la torta Esterhazy, tanti strati di una pasta segreta e di noci e crema alla vaniglia. «E’ tra i pochi beni ereditati dalla mia famiglia – racconta con orgoglio Peter Esterhazy, il celebre scrittore ultimo discendente della dinastia di principi e mecenati, che ne ha narrato la saga in Harmonia caelestis -. Io vado a mangiarla all’ottocentesco da Muvesz davanti al Teatro dell’Opera e al Caffè Lukas in stile liberty, entrambi lungo lo scenografico viale Andrassy Ut». Dopo una così lauta scorpacciata di dolci ungheresi, viene un po’ di nostalgia per il nostrano profiterol. A Budapest lo si trova, ed è sublime, soltanto nel caffè dell’Istituto italiano di Cultura (Bródy Sándor u. 8.), il palazzo che dal 1866 al 1902 ospitò il primo parlamento ungherese.

COME E DOVE
In volo
Budapest si raggiunge con voli diretti giornalieri della compagnia ungherese Malev da Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Bologna e Venezia a partire da 45 euro (Tel. 02/862362 www.malev.com). Per informazioni: Ufficio Turistico Ungherese, tel.:0248195434, www.turismoungherese.it.

Stanze da sogno
Un appartamento della Royal Residence (Harsfa utca 16, www.theroyalresidence.hu, da 150 euro al giorno) a due passi da Erzsebet Boulevard è ideale per andare a scoprire la città. Atmosfera da sogno anche al Kempinski Hotel Corvinus (doppia da 319 euro) www.kempinski.com.

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: