Nuovi mercatini dietro la Costa Azzurra

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Salotti come gallerie d’arte, dove si conversa sbirciando le famose Compressioni di César – tra i fondatori del Nouveau Réalisme –, i cesti scultura del designer Gaetano Pesce e i dipinti pop di Roy Lichtenstein, celeberrimo protagonista dell’arte americana del dopoguerra. E, nelle camere da letto, arredi déco e anni Cinquanta flirtano con i tableaux di Marilyn Monroe o le installazioni di autori polacchi, da comprare prima di ripartire per la città assieme a lampade in ferro battuto e vetri firmati.

Salotti come gallerie d’arte, dove si conversa sbirciando le famose Compressioni di César – tra i fondatori del Nouveau Réalisme –, i cesti scultura del designer Gaetano Pesce e i dipinti pop di Roy Lichtenstein, celeberrimo protagonista dell’arte americana del dopoguerra. E, nelle camere da letto, arredi déco e anni Cinquanta flirtano con i tableaux di Marilyn Monroe o le installazioni di autori polacchi, da comprare prima di ripartire per la città assieme a lampade in ferro battuto e vetri firmati.

In Costa Azzurra e in Provenza non si parla d’altro. Le maison d’art sono i nuovi indirizzi di tendenza. Accoglienti e piene di charme, sono gestite da padroni di casa per lo più collezionisti d’arte, felici di condividere con gli ospiti la passione per la pittura e la scultura. I pezzi, talvolta degni di un museo, rappresentano l’unica concessione al lusso. Sì, perché in queste dimore mancano l’ascensore e il frigobar, ma si cena tra ceramiche anni Trenta e le sculture di Arman: l’arte si coniuga con la joie de vivre. Per una vacanza diversa, dove vedere all’opera qualche artista emergente e far tappa nei tanti mercatini antiquari (da non perdere quello del lunedì a Nizza, dove acquistare posate in argento, vetri Daum e Gallé) e gourmand della costa. E, soprattutto, godere dei musei e delle opere dei maestri francesi che hanno soggiornato in questi luoghi, dai lavori di Miró alla Fondation Maeght (fino all’8/11, www.fondation-maeght.com ) a Saint-Paul, allo studio di Picasso nel Palazzo Grimaldi di Antibes (www.antibes-juanlespins.com ), riallestito con nuove sale.

A Vence, a una ventina di minuti d’auto da Nizza, nella piazzetta di fronte allo Château de Villeneuve – Art Modern et Contemporain (fino al 1° novembre è in mostra la raccolta di Alphonse Chave, decoratore e artista che aprì una galleria a Vence dopo la Liberazione), si trova La Maison du Frêne. L’ha acquistata pochi anni fa Thierry Marchisio, a lungo nei backstage delle sfilate di moda e un grande desiderio, esporre la sua straordinaria collezione in una casa. Ora per trovare posto in una delle quattro suite occorre prenotare con largo anticipo. "Sono un collezionista da più di trent’anni e ho lasciato Parigi per comprare questa casa e condividere con i miei ospiti la grande passione per l’arte".

Alla maison si apprezza solo la prima colazione; per cena si consiglia La Farigoule, con soffitto a travoni e décor provenzale con cesti di lavanda sulle tovaglie di lino. In menu, orata al forno con pomodorini essiccati su letto di patate al basilico e cosciotto d’agnello al timo. In alternativa c’è La Litote, pietra a vista e un déhors per l’estate. Tra le specialità il flan di zucchine con insalatina, fichi e foie gras servito con confettura d’anguria. Il ristorante è nel cuore del vecchio borgo, dove è piacevole passeggiare tra negozietti di articoli provenzali per la casa e piccole gallerie. Voglia di un caffè espresso? Il migliore si gusta a Les Comptoirs Coffedis, che vende anche miscele di tè e pasticceria mignon fatta in casa. Fuori dal borgo, sulla piazza principale, ogni giorno c’è il mercatino di fiori, frutta e verdura, mentre al mercoledì quello delle pulci. Ideale per curiosare tra bancarelle di libri e di oggetti recuperati dalle cucine delle nonne: portasale di ceramica da appendere al muro, servizi scompagnati di piatti, macinini da caffè. E nel tardo pomeriggio si può anche tirare sul prezzo. In un paio d’ore d’autostrada si raggiunge il villaggio di Saignon, appollaiato su uno sperone di roccia tra le campagne color ocra del Roussillon.

Fonte: www.corriere.it

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