Notte nei castelli della Loira

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Un paesaggio da fiaba che si specchia nelle acque pigre della Loira. Costellato di borghi antichi nascosti tra i boschi e di centinaia di fortezze che ospitarono gli intrighi e gli amori dei re di Francia. Per dormire in nobili manieri restaurati e assaggiare piatti creativi di giovani chef. E da aprile l’appuntamento è al Castello di Chaumont per il Festival International des Jardins, per ammirare i giardini a tema creati da paesaggisti, architetti e scenografi internazionali

Un paesaggio da fiaba che si specchia nelle acque pigre della Loira. Costellato di borghi antichi nascosti tra i boschi e di centinaia di fortezze che ospitarono gli intrighi e gli amori dei re di Francia. Per dormire in nobili manieri restaurati e assaggiare piatti creativi di giovani chef. E da aprile l’appuntamento è al Castello di Chaumont per il Festival International des Jardins, per ammirare i giardini a tema creati da paesaggisti, architetti e scenografi internazionali

Scivolando lungo la monumentale scala a doppia elica del Castello di Chambord, con quei gradini che paiono correre gli uni verso gli altri e invece non s’incontrano mai, si ha l’impressione di infilarsi nella distorsione prospettica di un quadro cubista. Cuore del cinquecentesco maniero della Valle della Loira, la scala fu disegnata (probabilmente da Leonardo da Vinci) in modo che chi sale non possa mai imbattersi in chi scende.

Del resto tutto è un raffinato gioco architettonico: la struttura medievale del maschio, circondato da quattro torri e dalla cinta muraria, che contrasta con la rinascimentale pianta disegnata intorno a un centro, la ridda di torrette, lucernari e terrazze, le 426 stanze, le 77 scale e i 282 camini che ne disegnano il profilo. Intorno, il grande parco, ex riserva di caccia di Francesco I e dei re di Francia: oltre cinquemila ettari (mille aperti al pubblico) di quercete, pinete e stagni popolati da cervi e cinghiali che si possono attraversare a piedi, a cavallo, in fuoristrada e in calesse.

VALLE DELLA LOIRA, PATRIMONIO DELL’UMANITA’
Chambord è il più grande e celebre dei circa 300 castelli, fortezze e palazzi antichi che punteggiano la Valle della Loira, lungo 280 chilometri di fiume. Un’area che per la bellezza del suo paesaggio e per l’interesse culturale è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.
Lungo le ampie anse del fiume si susseguono località dai nomi altisonanti dove è passata la storia di Francia – come Orléans, Amboise, Tours,Angers,Nantes –, ma anche piccoli borghi antichi, nascosti tra i boschi e lambiti da affluenti della Loira.
Ci si può sedere ai tavoli di trattorie di campagna, di insospettati bar à vin, di piccoli ristoranti dove giovani chef propongono una cucina creativa. E, di notte, si può dormire in uno dei castelli privati che offrono camere d’epoca e mobili antichi. Allo Château de la Barre, ad esempio, i conti Guy e Marnie Vanssay accolgono gli ospiti in otto camere con letti a baldacchino in stile. Due volte la settimana, nel salone del XVII secolo, si cena con l’argenteria, i cristalli e i servizi da tavola di famiglia.

Non molto lontano il Castello di Cheverny, considerato un piccolo gioiello per la bellezza di interni e arredi. Le decorazioni Luigi XIII, gli arazzi degli Atelier de Paris e delle Fiandre, il letto da parata nella Camera del Re, un raro cassettone Luigi XIV: qui tutto conserva la raffinatezza di un tempo. Stupisce invece per gli splendidi giardini che lo circondano Chaumont, fortezza del X secolo rimaneggiata più volte e teatro del Festival International des Jardins durante il quale paesaggisti, architetti e scenografi creano giardini a tema.
La prossima edizione, di scena dal 22 aprile al 16 ottobre, si intitolerà Giardini dell’avvenire o l’arte della biodiversità gioiosa. Tra gli spazi verdi permanenti da non perdere il Sentiero dei Ferri Selvaggi, con la sua intricata foresta di metallo, e la Valletta delle Brume, un piccolo labirinto di pali e scalinate lignee.

IL CASTELLO DI LEONARDO DA VINCI
Seguendo le sponde della Loira si raggiunge Amboise e i due castelli dove più nette sono le tracce di Leonardo da Vinci. Il primo, il Royal d’Amboise, costruito all’interno delle mura di una roccaforte medievale, custodisce nella cappella gotica di Saint-Hubert la tomba del genio italiano. Il secondo, Clos Lucé, è il maniero rinascimentale dove Leonardo visse gli ultimi tre anni della sua vita, che oggi è un museo a lui dedicato. Da vedere, la sua camera da letto, lo studio, il salone e quattro sale che conservano i modelli delle sue invenzioni realizzati secondo i disegni originali, dal primo ponte girevole alla macchina volante.
Alle porte di Amboise si può dormire allo Château des Ormeaux, antica residenza nobiliare trasformata in boutique hotel con camere dagli arredi d’epoca e un parco di 25 ettari.

Nella vicina Tours c’è una delle migliori tavole della regione, il ristorante di Olivier Arlot, giovane chef che si cimenta con una cucina creativa che utilizza solo prodotti di stagione, arricchita da un’ottima carta dei vini.
A sud di Amboise, a cavallo del fiume Cher, il Castello di Chenonceau. Sfarzoso e scenografico, conteso da nobili castellane – fu regalato da Enrico II alla sua amante, Diana di Poitiers, costretta poi a cederlo a Caterina de’ Medici – tanto da guadagnarsi il titolo di Castello delle Dame. Chenonceau ha una splendida pinacoteca, degna di un museo, con dipinti di artisti come Correggio, Rubens e Primaticcio.

È un’isola invece il Castello d’Azay-le-Rideau, circondato da ogni lato dalle acque dell’Indre. Costruito nella prima metà del Cinquecento, ha le torri di una fortezza medievale francese ma l’eleganza architettonica e le decorazioni del Rinascimento italiano.

Il vicino Castello di Villandry è celebre soprattutto per i suoi giardini-labirinto rinascimentali: sette ettari su diversi livelli dove si susseguono un giardino d’acqua, ricco di fontane e bacini artificiali, uno ornamentale, dove le siepi di bossi sono modellate come allegorie dell’amore (tenero, tragico, appassionato), e l’orto dove cavoli, zucche e carciofi si mescolano ai fiori.

AL MUSEO DAI DUCHI DI BRETAGNA
Proseguendo verso ovest, superate Saumur e Angers, dominata dalla massiccia mole dell’omonimo castello che custodisce lo splendido arazzo dell’Apocalisse, si arriva a Nantes, capitale della Loira occidentale. Il Castello dei Duchi di Bretagna se ne sta proprio nel cuore del centro storico. Eppure, questo maniero cittadino, è una sorta di strenuo avamposto, l’ultimo sulle rive della Loira prima che il fiume incontri l’oceano. Sarà per questo che nonostante la sua collocazione – ormai poco adatta a un bastione difensivo – il castello è una vera e propria fortezza di granito e tufo bianco, irta di torri, mura e fortificazioni. Nato come roccaforte militare, nel corso dei secoli divenne residenza bretone dei re di Francia, caserma, arsenale e prigione. Le truppe tedesche d’occupazione durante la Seconda guerra mondiale ne fecero addirittura un bunker. Oggi ospita musei, concerti e mostre curiose, come quella che s’inaugurerà ad aprile, dedicata a Un siècle d’immigration à Nantes: valigie, fotografie e oggetti d’uso quotidiano delle migliaia di migranti giunti nella cittadina della Loira dagli Anni 50 ai giorni nostri.

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