Non solo Ayers Rock: le migliori esperienze di viaggio nel Red Centre

Condividi questo articolo su :

Il pellegrinaggio a Uluru (Ayers Rock), grande icona australiana, è un’esperienza di viaggio imperdibile. Oggi esistono vari modi per vivere questa destinazione in modo responsabile e nel rispetto della cultura locale, ma il vostro viaggio può essere notevolmente arricchito anche da numerose attrattive situate fuori dagli itinerari più battuti nel deserto del Northern Territory. Preparatevi dunque a un’esperienza entusiasmante attraverso il Red Centre, tra spettacolari arrampicate e trekking, una cultura e una storia affascinanti e alcuni festival ed eventi davvero insoliti.

Le altre formazioni rocciose

Uluru è sicuramente l’attrazione di punta del Red Centre australiano, ma non è l’unico grande massiccio roccioso presente nella zona. A circa 30 chilometri dal famoso monolite, nell’Uluru-Kata Tjuta National Park, le trentasei cupole rosse di Kata Tjuta (The Olgas) meritano sicuramente il viaggio. Kata Tjuta significa ‘molte teste’ ed è un sito che riveste un grande significato per il tjukurpa (legge, tradizione e religione degli aborigeni).

Per questo motivo solo due itinerari rimangono aperti ai turisti:

  • il breve e magnifico Walpa Gorge Walk (2,6 chilometri andata a ritorno, 45 minuti)
  • il circuito più impegnativo, ma molto gratificante, Valley of the Winds (7,4 chilometri, da due a quattro ore).

Gli escursionisti sono invitati a non allontanarsi dai sentieri, e non è consentito arrampicarsi sulle rocce.

Kata Tjuta, noto anche come The Olgas, al tramonto in una limpida giornata d’inverno © Maurizio De Mattei / Shutterstock

Come Uluru, anche Kata Tjuta è particolarmente spettacolare al tramonto, e la piattaforma panoramica sulle dune è un posto splendido all’alba, quando i primi raggi del sole spuntano dietro al maestoso Uluru che si staglia in lontananza. Le cupole si possono visitare per conto proprio con il biglietto di ingresso al parco, oppure partecipando a una delle tante escursioni guidate che si possono prenotare tramite l’Ayers Rock Resort.

E poi c’è il Mount Conner, noto anche come come Atila o ‘Fool-uru’, una maestosa montagna dalla caratteristica cima piatta che si formò nella stessa era di sommovimenti geologici in cui nacque Uluru, circa 550 milioni di anni fa. Si trova 80 chilometri a nord di Uluru, nel territorio della Curtin Springs cattle station. Una volta i turisti potevano liberamente circolare in auto nella zona, ma oggi bisogna richiedere il permesso ai proprietari dell’allevamento.

 

Atila (Mt Conner) è soprannominato ‘Fool-uru’ © Sarah Reid / Lonely Planet

La cultura aborigena

Sarebbe imperdonabile lasciare Uluru senza aver dedicato un po’ di tempo a conoscere meglio il profondo significato spirituale e culturale che questo posto riveste per gli anangu, che ne sono per tradizione i custodi. L’eccellente Cultural Centre (con l’annesso Walkatjara Art Centre), situato ai piedi del massiccio, e la camminata intorno alla base (il giornaliero Mala Walk è spesso condotto da guide indigene) offrono una panoramica affascinante su questo mondo, ma non sono le uniche opportunità di approfondimento culturale.

L’Ayers Rock Resort organizza alcune interessanti proposte, tra cui passeggiate gratuite nei giardini e laboratori di pittura presso il Mani-Mani Cultural Theatre (situato presso il resort), che proietta la storia degli esseri ancestrali aborigeni, Walawuru, Kakalyalya e Kaanka.

Accanto al Desert Gardens Hotel, il Wintjiri Arts & Museum illustra la storia, la geologia, la flora e la fauna della regione e presenta una rassegna di opere d’arte e articoli creati dagli anangu. La Mulgara Gallery, nella lobby dell’hotel Sails in the Desert, espone incantevoli lavori dell’artigianato indigeno. Gli artisti locali vendono le loro opere anche al mercato d’arte che si svolge tutti i giorni nella modesta piazza del resort.

Se l’argomento vi affascina, oggi è possibile visitare terre aborigene private grazie a due tour in fuoristrada organizzati da Uluru Family Tours, che si possono prenotare tramite SEIT Outback Australia. Il Patji Tour vi consente di esplorare la terra degli anangu insieme a un membro della famiglia Uluru. Potrete visitare siti sacri, cimentarvi nella tradizionale raccolta di cibo e conoscere la lotta condotta dalla famiglia per vedere riconosciuti i propri diritti sulle sue terre. Partecipando al Cave Hill Tour visiterete uno dei siti di arte rupestre più significativi dell’Australia centrale accompagnati da una guida anangu che vi illustrerà il tjukurpa di quel luogo.

Trekking nel Kings Canyon

Situato a 300 chilometri da Uluru, il leggendario Kings Canyon, nel Watarrka National Park, può essere raggiunto con un’escursione in giornata dalla zona di Ayers Rock. Se viaggiate con un vostro veicolo e intendete percorrere il famoso Rim Walk (6 chilometri, da tre a quattro ore di cammino), calcolate di arrivare prima delle 9.00 nelle giornate in cui la temperatura prevista è di 36°C, perché a quell’ora i ranger chiudono i punti di accesso per motivi di sicurezza.

Nel cuore del Kings Canyon si nasconde un vero e proprio paradiso terrestre © Sarah Reid / Lonely Planet

Se non disponete di un’auto, potete prenotare un’escursione con trekking guidato di andata e ritorno organizzata da AAT Kings, che a fine giornata offre anche il trasferimento fino a Alice Springs (320 chilometri a nord). Il programma prevede una tappa per la prima colazione presso l’insolita Kings Creek Station (dove potete fare rifornimento di bottiglie d’acqua se non avete già portato i tre litri obbligatori) e il pranzo nel lussuoso Kings Canyon Resort alla fine del trekking.

Il Rim Walk inizia con una salita ripida e impegnativa (il cui soprannome, ‘collina da infarto’, non è certo di buon augurio), ma una volta raggiunta la cima, il sentiero è abbastanza facile e attraversa paesaggi spettacolari come le cupole simili ad alveari della cosiddetta ‘Città perduta’, seguite dalla rigogliosa oasi situata nel cuore del canyon nota come Garden of Eden (‘paradiso terrestre’). Chi preferisce fare una camminata meno ardua può optare per il Creek Bed Walk (2 chilometri, un’ora), che offre splendide vedute dei margini del canyon.

Se viaggiate in auto, potete considerare anche il Kathleen Springs Walk, un sentiero di 2,6 chilometri tra andata e ritorno (un’ora e 30 minuti di cammino) che raggiunge una pozza d’acqua e si imbocca dalla strada poco oltre il Kings Canyon. Gli escursionisti più tenaci possono puntare sul Giles Track, un itinerario di 22 chilometri che in genere si percorre in due giorni. Come Uluru e Kata Tjuta, parte di questa gola è un sito sacro per gli aborigeni e gli escursionisti sono invitati a non allontanarsi dai sentieri tracciati.

 

Il Kings Canyon è attraversato da sentieri di vari livelli di difficoltà, ma tutti caratterizzati da uno scenario mozzafiato © Stanislav Fosenbauer

Festival ed eventi

L’autunno, con le sue giornate più fresche, è stagione di festival a Uluru, a partire dal Tjungu Festival in aprile, che celebra il meglio della cultura indigena australiana con vivaci mercati, esibizioni musicali, deliziose esperienze culinarie ed eventi sportivi. Alla fine di maggio si svolge la Uluru’s Camel Cup, che offre grande divertimento dentro e fuori la pista. Anche l’Ayers Rock Resort ospita un calendario di eventi speciali, dai programmi per astronomi residenti ai ritiri yoga, oltre alla splendida installazione Field of Light dell’artista britannico Bruce Munro, che è stata prorogata fino al 31 dicembre 2020.

Fonte articolo originale

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: