New York – Una notte al Guggenheim

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I musei italiani in crisi per colpa della politica? Certo, ma invece di piangere, aspettando il miracolo, anche il Bel Paese dovrebbe fare come gli Usa: trasformare i musei in hotel part time, per iniettare preziosi fondi in cassa e far quadrare i bilanci. L’ultimo a seguire questo metodo «alternativo» in tempo di crisi è il prestigioso Guggenheim sulla quinta avenue di New York, che, a partire dalla prossima settimana, offrirà ai patiti dell’arte con soldi da scialacquare l’opportunità di passare una notte all’interno di una nuova istallazione d’arte contemporanea: «Revolving Hotel Room», una camera da letto girevole creata dall’artista belga Carsten Höller.

I musei italiani in crisi per colpa della politica? Certo, ma invece di piangere, aspettando il miracolo, anche il Bel Paese dovrebbe fare come gli Usa: trasformare i musei in hotel part time, per iniettare preziosi fondi in cassa e far quadrare i bilanci. L’ultimo a seguire questo metodo «alternativo» in tempo di crisi è il prestigioso Guggenheim sulla quinta avenue di New York, che, a partire dalla prossima settimana, offrirà ai patiti dell’arte con soldi da scialacquare l’opportunità di passare una notte all’interno di una nuova istallazione d’arte contemporanea: «Revolving Hotel Room», una camera da letto girevole creata dall’artista belga Carsten Höller.


Sborsando intorno ai 300 dollari (800 per i giorni di festa quali Natale e Capodanno) le fortunate coppie potranno infilarsi sotto le lenzuola nel letto a due piazze montato su una piattaforma girevole, con tanto di minibar situato sopra uno dei quattro dischi girevoli che effettuano una rotazione completa ogni due ore. Prima di coricarsi si potrà girovagare in pigiama per il museo, ammirando la sua leggendaria collezione ma senza folle e gomitate. Inclusi nel prezzo: bagno, doccia, pantofole e una sobria vestaglia per gli ospiti più discreti che desiderano coprirsi di fronte alle guardie, piantonate ad ogni rampa della leggendaria struttura circolare progettata da Frank Lloyd Wright nel 1937. Al loro risveglio li attende una prima colazione a base di caffè e croissant servita a letto prima delle 8:30, l’ora del checkout, quando il personale delle pulizie li farà garbatamente sloggiare per riassettare, in tempo per la riapertura alle 10.

Gli ospiti non possono scattare foto accanto al loro Picasso o Kandinski preferiti. Ma il «minigalateo» non ha scoraggiato gli amanti dell’arte, che hanno registrato il tutto esaurito in un solo giorno. L’attrice Chloe Sevigny è stata la prima a prenotarsi, battendo gli oltre mille newyorchesi che hanno intasato le centraline del museo. «È un sogno per un collezionista – spiega Nancy Spector, la responsabile del Guggenheim che ha organizzato lo sleepover -. Perché puoi ammirare l’arte di notte, senza fretta, folle e interruzioni». A qualche isolato di distanza, dall’altra parte di Central Park, anche il Museo di Storia Naturale immortalato dal film «Una notte al museo» con Ben Stiller offre per il terzo anno consecutivo i suoi sleepover ai bimbi dagli 8 ai 12 anni. Una vera manna che ha consentito al museo di chiudere il bilancio in verde.

Fonte: www.corriere.it

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