New York – Riapre oggi la statua della Libertà

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I biglietti so­no stati tutti esauriti in tre ore. Dopo 8 anni di chiusura, l’os­servatorio situato nella corona della Statua della Libertà ria­pre oggi in occasione del gior­no dell’Indipendenza del 4 lu­glio, e milioni di persone han­no mandato in tilt il sito sta­tueofliberty.org  per essere i primi a mettere piede sul più leggendario simbolo della grande democrazia america­na, chiuso dopo gli attentati al­le Torri Gemelle dell’11 settem­bre 2001.

I biglietti so­no stati tutti esauriti in tre ore. Dopo 8 anni di chiusura, l’os­servatorio situato nella corona della Statua della Libertà ria­pre oggi in occasione del gior­no dell’Indipendenza del 4 lu­glio, e milioni di persone han­no mandato in tilt il sito sta­tueofliberty.org  per essere i primi a mettere piede sul più leggendario simbolo della grande democrazia america­na, chiuso dopo gli attentati al­le Torri Gemelle dell’11 settem­bre 2001.

La riapertura è stata prece­duta da violente polemiche contro l’amministrazione Bu­sh, accusata di voler gonfiare il «rischio terrorismo» per mo­tivi di cinico calcolo politico. «Questi otto anni di chiusura sono una vittoria parziale dei terroristi e un imbarazzo per il governo federale», punta il di­to il Congressman democrati­co di New York Anthony Wei­ner, leader della crociata per riaprire la leggendaria opera di Frédéric Auguste Bartholdi e Gustave Eiffel, (creatore del­l’omonima torre parigina) do­nata dalla Francia agli america­ni per il festeggiamento del centenario dell’Indipendenza dall’Impero Britannico (1776) ma inaugurata solo il 28 otto­bre 1886.

La protesta ha unito politici, intellettuali e cittadini della Grande Mela, indignati perché la corona di Lady Liberty era oramai l’unico monumento che il National Park Service (l’ente federale responsabile di siti come il Washington Monu­ment e Mount Rushmore) si ri­fiutava di riaprire. Una decisio­ne che ha avuto un impatto economico devastante per la Grande Mela, che ha così per­so oltre 2,2 milioni di turisti e miliardi di entrate all’anno.

Per placare le polemiche nel 2004 l’amministrazione Bush ne decretò la riapertura parzia­le: ai visitatori da allora era consentito l’accesso ma esclu­sivamente nel piedistallo alla base della statua. Una ben ma­gra consolazione per milioni di persone che ogni anni ven­gono in pellegrinaggio sulla rocciosa Liberty Island per esplorare la mitica corona im­mortalata in innumerevoli ro­manzi, film, canzoni e show te­levisivi. «Finalmente chi ha la prenotazione potrà acceder­vi », spiega il portavoce del Na­tional Park Service Bill Mau­rer. In realtà il biglietto — e la prenotazione — non bastano. Con 15mila visitatori al giorno — 20mila d’estate — è impos­sibile accontentare tutti. E co­sì a partire da oggi, soltanto 30 fortunati, estratti a sorte ogni ora, potranno scalare i 168 ripidi gradini della scala a chiocciola che porta alla coro­na (dalla base i gradini sono 354), da dove si gode uno dei panorami più mozzafiato del New York Harbor.

«Volevamo far coincidere questo regalo molto speciale all’America col 4 di luglio», spiega il ministro dell’Interno Ken Salazar che dice di aver eli­minato «quasi tutti i pericoli che rendevano la scalata un’impresa a rischio, costrin­gendoci alla serrata». Ufficial­mente le autorità continuano insomma a negare che la chiu­sura sia in relazione al terrori­smo. Non è però un caso che a riaprirla sia l’amministrazione Obama. Finita tra le polemi­che quando l’Air Force One presidenziale, accompagnato da un caccia militare, ha vola­to tra i grattacieli di New York a un passo dalla statua della Li­bertà, facendo temere ai newyorchesi che l’hanno visto sfrecciare la ripetizione dell’11 settembre.

«La statua della libertà è un simbolo di libertà, uguaglian­za e democrazia, non solo in America ma in tutto il mon­do », ha spiegato Obama dopo l’incidente, costato la testa a di­versi funzionari.

Fonte: www.corriere.it

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