New York – La provocazione: corsie per turisti

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Lenti, lentissimi, col naso per aria ad ammirare i grattacieli o gli occhi incollati alle vetrine della Quinta Strada. Fermi ogni trenta secondi per scattare una foto, o magari dieci. Per di più tutte uguali. I turisti sono l’incubo degli abitanti di New York, soprattutto nelle ore di punta, alla chiusura degli uffici. Sempre di corsa per non perdere il treno o la metropolitana, i newyorkesi sono obbligati da sempre a dribblare mezzo mondo: italiani, tedeschi, inglesi e non solo…

Lenti, lentissimi, col naso per aria ad ammirare i grattacieli o gli occhi incollati alle vetrine della Quinta Strada. Fermi ogni trenta secondi per scattare una foto, o magari dieci. Per di più tutte uguali. I turisti sono l’incubo degli abitanti di New York, soprattutto nelle ore di punta, alla chiusura degli uffici. Sempre di corsa per non perdere il treno o la metropolitana, i newyorkesi sono obbligati da sempre a dribblare mezzo mondo: italiani, tedeschi, inglesi e non solo…

Per superarli, finte, controfinte e scatti come nemmeno riusciva a Maradona al Mondiale ’86. Ora però qualcuno ne ha avuto abbastanza dei turisti, e per gioco o per provocazione ha deciso di piazzare una bella linea bianca in mezzo al marciapiede, sulla trafficatissima Fifth Avenue di Manhattan, all’altezza tra la 22esima e la 23esima Strada . Da una parte, accanto alle vetrine, la scritta “tourists”, dall’altra, lato macchine, “new yorkers”. Come dire, ciascuno prenda la sua strada.

La linea non ha diviso solamente i marciapiedi di Manhattan, ma anche l’opinione pubblica. Da chi ci ha riso su a chi la vede come una proposta fattibile e tutt’altro che strampalata, chiunque a New York si è già fatto un’idea. Di sicuro, l’iniziativa non è piaciuta all’amministrazione locale, che ha fatto rimuovere le scritte. Nel frattempo però, la linea che divide turisti e newyorkesi aveva già fatto il giro del mondo, sui blog e sui siti web. Non solo, anche in altre strade di New York sono apparse le stesse scritte, con gli stessi caratteri. Nella città della tolleranza zero è già partita la caccia al colpevole: un buontempone, uno spostato, o perché no un grande artista che ha deciso di esprimersi per una volta sulla più calpestata delle tele, un marciapiede. Alcuni fanno il nome dello street-artist britannico Banksy, che di solito però dipinge sui muri. E si è già chiamato fuori. Qualche domanda è stata fatta anche a Mark Armstrong, il primo ad aver scattato una foto e poi averla messa sul sito web www.theawl.com.

Pare non c’entri nulla nemmeno lui. Intanto il giornale locale New York Post sta indagando fianco a fianco con la polizia. Una segretaria che lavora in zona, Bianca Smith, ha detto che «in effetti non sarebbe affatto una brutta idea dividere i marciapiedi». E pure Melissa Pace, una giovane turista dell’Ohio, approva: «Ho appena comprato un paio di pantaloni New York style a Soho. Quasi quasi mi metto sul lato dei new yorkers». Ma spuntano, soprattutto su internet, commenti inorriditi di chi vede la linea come un tentativo di segregare i turisti, renderli più riconoscibili. Marchiarli. C’è da dire che si riconoscono abbastanza bene, di solito, senza bisogno di metterli sulla loro metà di marciapiede. Intanto una lettrice del Post si chiede dove si finirà di questo passo: magari con «l’acqua delle fontane che sgorgherà da due rubinetti differenti», come ai tempi della segregazione razziale. Da Chicago, invece, Daniel, che lavora in pieno centro, dice che lui – ostacolato ogni giorno dai turisti – ci aveva già pensato a qualcosa del genere, dopo aver visto un marciapiede simile a Birmingham, in Inghilterra, ma diviso solo per sensi di marcia. D’altronde, a Birmingham, turisti ce ne sono pochi. E non a torto. A New York, invece, i visitatori abbondano, e «vanno in giro minimo a file di quattro.

Per questo se faranno davvero i marciapiedi a due velocità, bisognerà fare quella per i turisti più larga» suggerisce ironico un tizio di Manhattan che sul web si firma City Dater. Rolando Gilbride, di Brooklyn, dice che la linea che farebbe parlare tutti «è semplicemente l’opera di un burlone. Ma i veri newyorkesi nemmeno si accorgono di stupidaggini del genere». Una frase non così diversa da quella messa in bocca sessant’anni fa da Salinger a un newyorkese doc famoso in tutto il mondo, l’Holden Caulfield del “Giovane Holden”: «La gente non s’accorge mai di nulla». Eppure Holden, insofferente col mondo, uno che ce l’aveva con tutto e tutti a prescindere, probabilmente l’avrebbe apprezzata l’idea della linea. Gli avrebbe evitato di conoscere almeno un po’ di turisti. Almeno lui, che diceva: «Non faccio che dire “piacere d’averla conosciuta” a gente che non ho affatto piacere d’aver conosciuto», si sarebbe evitato un sacco di noie.

Fonte: www.ilsecoloxix.ilsole24ore.com

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