New York – La guida anti-turisti per le feste di Natale

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Per i newyorkesi la stagione da incubo e’ gia’ avanzata. Va dalla fine di novembre a qualche giorno dopo Capodanno: un periodo in cui la loro amata/odiata metropoli diventa preda di torme di turisti che fanno ammattire i ‘nativi’ intasando i marciapiedi con il loro passo lento e il naso per aria; con interminabili ordinazioni nei diner di downtown e gli ingorghi nei grandi magazzini tra la 34ma e la 56ma strada.

Per i newyorkesi la stagione da incubo e’ gia’ avanzata. Va dalla fine di novembre a qualche giorno dopo Capodanno: un periodo in cui la loro amata/odiata metropoli diventa preda di torme di turisti che fanno ammattire i ‘nativi’ intasando i marciapiedi con il loro passo lento e il naso per aria; con interminabili ordinazioni nei diner di downtown e gli ingorghi nei grandi magazzini tra la 34ma e la 56ma strada.

Per chi vuole continuare a vivere la Grande Mela il New York Post – da sempre quotidiano poco attento alle esigenze e alle opinioni di chiunque viva al di la’ di Long Island o del fiume Hudson – ha messo a punto una guida a prova di turisti. Con tono ironico – ma non troppo – Joseph Barracato traccia i confini delle zone da evitare: "il triangolo delle Bermuda che va dal Rockfeller Center a Saks Fifth Avenue a Tiffany e, piu’ in generale, gli isolati dalla 30ma alla 70ma".

Qui, scrive il giornalista del Post, "si finisce impantanati in un’orda di gente che non e’ capace di far altro che spalancare la bocca ed emettere versi di ammirazione davanti alle mille luci e agli alberelli decorati". Uptown, secondo Barracato, offre rifugio solo tra la 110ma e la 125ma, dove si puo’ approfittare della partenza degli studenti della Columbia per le vacanze di Natale e godere appieno di un quartiere pieno di bar e locali. Tra quelli suggeriti ci sono il ‘107 West’ con i suoi menu’ tipici del sud degli States; il ‘Toast’ per chi ha fretta e il ‘Ding Dong Lounge’ per chi vuole assaporare la migliore musica punk della scena underground.
Per l’happy hour suggerisce l’area di Yorkville tra la 76ma e la 96ma nella zona che va da Lexington Avenue all’East River. Harlem e’ una zona "ancora relativamente libera da turisti" e resta un’opzione irrinunciabile per chi vuole sentire jazz o vuole comprare vera moda afroamericana.

Nella zona piu’ meridionale dell’isola e’ "assolutamente da evitare" l’area di South Street Seaport che e’ il regno dei centri commerciali e concentrarsi piuttosto sul Greenwich village, lasciato libero dagli studenti nella Nyu. E’ il regno del vintage, come dimostrano i negozi ‘Fassbinder’ e ‘Zachary’s Smile’.
Per chi ha voglia e tempo di spingersi fino a Brooklyn, il ‘Post’ suggerisce una cenetta da ‘Dressler’, che di recente sui e’ conquistato una stella Michelin grazie a una "superba" anatra arrosto.

Fonte: www.agi.it

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