New York – I 100 anni del Plaza

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L’Hotel Plaza, uno dei simboli della New York del ventesimo secolo, compie oggi 100 anni e questa sera una grande festa celebrerà il suo glorioso passato e inaugurerà un futuro ricco di sfide. Come riporta il New York Times, a partire dalle 19.20 circa (l’una e venti di notte in Italia), all’angolo tra la 59ma strada e la 5a avenue – di fronte all’ingresso di Central Park – vi sarà uno spettacolo di fuochi d’artificio, mentre il numero 100 verrà proiettato sulla facciata del palazzo.

L’Hotel Plaza, uno dei simboli della New York del ventesimo secolo, compie oggi 100 anni e questa sera una grande festa celebrerà il suo glorioso passato e inaugurerà un futuro ricco di sfide. Come riporta il New York Times, a partire dalle 19.20 circa (l’una e venti di notte in Italia), all’angolo tra la 59ma strada e la 5a avenue – di fronte all’ingresso di Central Park – vi sarà uno spettacolo di fuochi d’artificio, mentre il numero 100 verrà proiettato sulla facciata del palazzo.

Una torta alta quasi quattro metri, replica esatta dell’albergo, verrà offerta al pubblico mentre l’attore Matthew Broderick condurrà le celebrazioni. Per gli invitati è prevista una cena di gala con un sontuoso menù, e l’ispirazione della serata verrà dalla canzone ‘My Way’ di Paul Anka. Una canzone molto appropriata, dice Orly Daniell, la presidente di El Ad U.S. Holdings, la società che ha comprato il Plaza tre anni fa al prezzo di 675 milioni di dollari e sta per completare un’ambiziosa ristrutturazione con cui parte dell’albergo verrà convertita in uno dei più costosi condomini di Manhattan. "Mio padre è riuscito ad ottenere tutto ciò che ha nella vita facendo sempre e solo a modo suo", ha detto Daniell. Il padre, Isaac Tshuva, è un uomo d’affari di origine israeliana, che lo scorso anno occupava la posizione numero 254 nella classifica mondiale di Forbes degli uomini più ricchi del mondo.

Gli investitori che costruirono il Plaza cento anni fa, ebbero chiaro fin dal principio quello che l’hotel avrebbe dovuto essere e i clienti che puntava ad ospitare. Il primo fu Alfred Gwynne Vanderbilt, rampollo di una delle più grandi e facoltose famiglie newyorchesi. Da allora e per tutto il ventesimo secolo il Plaza è stato il simbolo di uno stile di vita lussuoso, immediatamente identificabile con New York, grazie alle numerose celebrazioni cinematografiche e letterarie, e, soprattutto, agli ospiti d’eccezione come lo scrittore Truman Capote, un suo assiduo frequentatore.

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