New York – Cipriani è sempre Cipriani

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Bevete, siate felici e, se dovete, mangiate. Inizia così l’articolo che il New York Times dedica a Harry Cipriani, la rinomata sede newyorchese della catena dei noti ristoranti italiani Cipriani. "Nonostante le recensioni scottanti, i prezzi elevati e i recenti mea culpa arrivati dai membri della famiglia Cipriani alle accuse di evasione fiscale, la gente torna sempre, fedele ai Bellini dai 19,95 dollari, agli hamburger da 31,95 dollari e alle cotolette alla Milanese da 55,95 dollari.

Bevete, siate felici e, se dovete, mangiate. Inizia così l’articolo che il New York Times dedica a Harry Cipriani, la rinomata sede newyorchese della catena dei noti ristoranti italiani Cipriani. "Nonostante le recensioni scottanti, i prezzi elevati e i recenti mea culpa arrivati dai membri della famiglia Cipriani alle accuse di evasione fiscale, la gente torna sempre, fedele ai Bellini dai 19,95 dollari, agli hamburger da 31,95 dollari e alle cotolette alla Milanese da 55,95 dollari.

Nel guerra brutale dei ristoranti di New York, continua il New York Times, i rivali di Harry Cipriani aprono ogni anno (..) e prontamente falliscono. Ma "Harry Cipriani continua a fiorire" grazie, secondo a quanto commenta Michael Batterberry, direttore della rivista Food Arts magazine, alla "sua contraddittoria esclusività e all’essere informale al tempo stesso".

Mentre inoltre le notizie parlano con scadenza quasi quotidiana di recessione e di collasso dei mercati azionari, da Harry Cipriani si respira ancora aria di ottimismo; un’atmosfera che continua a piacere ai vip newyorchesi e che conferma il successo della catena di ristoranti italiani. Questo, a dispetto della stessa recensione negativa che il critico di gastronomia Frank Bruni scrisse proprio sul New York Times.

Fonte: www.alice.it

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