New York celebra le top model anni ’90

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Il Metropolitan Museum di New York celebra dal 6 maggio le top model degli anni Novanta con la mostra “Model as a Muse”.

Sul numero di maggio del mensile “Marie Claire”, la supermodel Helena Christensen e numerosi stilisti ricordano aneddoti di quegli anni. Per la Christensen essere definite icone è «meglio che stronze».

La stilista Donatella Versace invece dichiara: «È stato mio fratello Gianni a scoprirle. Tra loro non correva buon sangue. Una delle più famose fece lo sgambetto alla nuova arrivata, un’altra rubò l’imbottitura di un reggiseno».

Il Metropolitan Museum di New York celebra dal 6 maggio le top model degli anni Novanta con la mostra “Model as a Muse”.

Sul numero di maggio del mensile “Marie Claire”, la supermodel Helena Christensen e numerosi stilisti ricordano aneddoti di quegli anni. Per la Christensen essere definite icone è «meglio che stronze».

La stilista Donatella Versace invece dichiara: «È stato mio fratello Gianni a scoprirle. Tra loro non correva buon sangue. Una delle più famose fece lo sgambetto alla nuova arrivata, un’altra rubò l’imbottitura di un reggiseno».

Per Dolce e Gabbana «Linda Evangelista era il boss: tutte le obbedivano. Mentre Naomi Campbell non era indisciplinata o violenta, anzi era dolcissima».

Karl Lagerfeld dice: «Sono e rimangono non rimpiazzabili: perché Claudia Shiffer & Co. col tempo sono migliorate»

Babeth Djian, direttore del magazine francese “Numéro”, ricorda: «La frase dell’Evangelista “Non mi alzo dal letto per meno di 10mila dollari” ha segnato la vittoria definitiva per la generazione delle working girl indipendenti».

Fonte: www.lastampa.it

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