Nella Loira il castello di Tintin

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In attesa che apra le porte a maggio il Museo Hergé in Belgio, a Louvain La Neuve, c’è un posto speciale per festeggiare l’80° compleanno di Tintin, la cui prima avventura in compagnia dell’inseparabile cane Milou – Tintin nel paese dei soviet – apparve a Bruxelles sul Petit Vingtième, il supplemento settimanale per  ragazzi del Vingtième Siècle, di cui Hergé era caporedattore, il esattamente il 10 gennaio 1929. 

In attesa che apra le porte a maggio il Museo Hergé in Belgio, a Louvain La Neuve, c’è un posto speciale per festeggiare l’80° compleanno di Tintin, la cui prima avventura in compagnia dell’inseparabile cane Milou – Tintin nel paese dei soviet – apparve a Bruxelles sul Petit Vingtième, il supplemento settimanale per  ragazzi del Vingtième Siècle, di cui Hergé era caporedattore, il esattamente il 10 gennaio 1929. 

Esiste infatti un delizioso –e poco conosciuto – piccolo museo, aperto in una location d’eccellenza legata ad alcune delle sue storie più famose: è il castello di Cheverny, uno dei più  scenografici castelli della Loira, ai margini della foresta della Sologne, e poco lontano dai castelli di Blois e Chambord.

La facciata classica, pietra bianca, tetti d’ardesia,  rigorosamente simmetrica, dalle proporzioni perfette e armoniose, è un piccolo capolavoro del 600, ma ai fans di Tintin fa battere il cuore per altri motivi. Perché Cheverny è il castello di Moulinsart, che compare come luogo chiave in due album di culto, Le Secret de la Licorne (Il segreto del Liocorno, 1943) e la sua continuazione, Le Tresor de Rackham Le Rouge (Il tesoro di Rakam il Rosso, 1944), proprio le due storie scelte da Spielberg per il primo film della trilogia su Tintin che sta iniziando a girare.

Nelle due avventure, Tintin accompagna il capitano Haddock sulle tracce di un suo glorioso antenato, il cavaliere François de Hadoque. E il professor Tryphon Tournesol , inventore di un  piccolo sottomarino  a forma di squalo,  li aiuta nella scoperta di un tesoro, e poi , con il denaro ricavato dalla vendita del brevetto del sottomarino, decide generosamente di donare al capitano proprio il castello dei suoi avi, finito all’asta: Moulinsart, alias Cheverny.

Pare che Hergé si fosse ispirato a un dépliant turistico del castello di Cheverny , semplicemente troncando i due padiglioni laterali per rendere la facciata più fiera: per il resto Moulinsart è la copia perfetta di Cheverny. Percorrere le sale d’onore e il grande scalone del castello dà la strana impressione di trovarsi a casa nel capitano Haddock, dentro una storia di Tintin.

Ma il meglio deve ancora venire. Nell’ ex-fucina del castello la Fondazione Hergé e il marchese Charles Antoine de Vibraye, attuale proprietario di Cheverny (fin dalla fondazione, da sei secoli, abitato dagli Hurault de Vibraye) e tintinofilo convinto hanno aperto infatti il museo-spettacolo “I segreti di Moulinsart”, 700mq che ricostruiscono in modo divertente luoghi emblematici dell’immaginario di Hergé. Come la cripta del castello dove Tintin viene fatto prigioniero dai fratelli Loiseau, il salone della marina, la sala da pranzo con gli specchi rotti e il telefono che suona in continuazione, il laboratorio del professor Tournesol, la cappella del tesoro, e in esclusiva mondiale (visto che Hergé non l’ha mai disegnata nei suoi album) la camera di Tintin, una seriosa camera da ragazzo (rigorosamente da single, e nessun riferimento a presunti gusti sessuali, di cui si blatera in questi giorni) con i “costumi di scena” delle sue avventure in giro per il mondo, dal Congo  all’Egitto alla Cina, oltre naturalmente al famoso pull blu e i pantaloni alla zuava, la sua divisa d’ordinanza, un culto. E poi oggetti comparsi nel fumetto in scala reale, compreso il modellino del veliero Liocorno, e qualche effetto speciale interattivo, visto che, aperto nel 2001, il museo si è rifatto un po’ il look di recente e una nuova sala espositiva –Tintin al castello di Cheverny- è stata inaugurata qualche mese fa da Fanny Rodwell, la seconda moglie di Hergé (che ne gestisce oculatamente  e a detta di molti un po’ troppo rigidamente  i ricchissimi diritti d’autore).

Si entra nel museo e sembra di entrare dentro uno degli album di Hergé, tutto è stato ricostruito seguendo fedelmente i disegni originali, mobili e tappezzerie compresi. E nella boutique del castello i memorabilia su Tintin e compagni non si contano.

Dopo di che si va a visitare il castello vero, dagli arredi sontuosi- è il castello dal mobilio più ricco di tutta la Valle della Loira –  e rimasti intatti nel tempo, fra la sala da pranzo, la sala d’armi, la camera da letto del re Enrico IV, il gran salone, la galleria, la biblioteca… Fuori, lo splendido parco con l’Orangerie è attraversato da un canale da scoprire in barca, e il verde si declina fra il giardino ornamentale e il nuovo giardino contemporaneo…Una curiosità il canile, con una muta di 90 cani da caccia, e si può assistere – un evento – alla “soupe de chiens”, il momento del pasto dei cani. E chi lì in mezzo ci trova anche Milou è proprio bravo.

In pratica

Il castello di Cheverny si trova a metà strada fra Tours ( 78  km ) e Orléans (73 km) nel cuore della Valle della Loira, accanto ai castelli più famosi: Blois, Chambord, Amboise, Chenonceau…

E’aperto tutti i giorni, tutto l’anno, fino alle 17 fuori stagione e alle 18,45 in luglio e agosto. Info: www.chateau-cheverny.fr

Per alloggiare in zona, soggiorno perfetto in un castello-hotel, come Château du Breuil, a 3 km da Cherverny, un edificio del 700, immerso in un grande parco, 18 camere e 8 nel frutteto, arredi d’epoca, doppia da 106€. www.chateau-du-breuil.fr

Più semplice e piacevole il logis de France 2 stelle Saint-Hubert  a Cour- Cheverny, il borgo a 1 km dal castello, in posizione ideale come base per scoprire la valle: 20 camere, a partire da 53€ la doppia. www.hotel-sthubert.com

Soluzione comoda un b&b di charme, per esempio Le Bèguinage, 800 metri da Cheverny, in una deliziosa casa tradizionale, 5 camere, un grande parco, doppia da 59€-www.lebeguinage.fr78.

Per saperne di più utili i siti: www.tintin.com  – www.visaloire.comwww.franceguide.com

Fonte: www.lastampa.it

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