Natale a Praga

E’ già pronta per le festività natalizie Praga, una delle mete più amate e più frequentate dai turisti italiani, per il fascino della sua atmosfera che mescola medioevo e liberty floreale, crocevia di storia, arte e cultura che dopo la caduta del muro di Berlino ha recuperato il proprio ruolo storico di crogiolo e baricentro della cultura europea. Di origine celtica divisa dal tumultuoso scorrere del fiume Moldava, che fino a un secolo fa era attraversato esclusivamente dal ponte Carlo ornato di trenta diverse statue, è sempre stata punto di incontro tra la cultura slava e quella tedesca.

E’ già pronta per le festività natalizie Praga, una delle mete più amate e più frequentate dai turisti italiani, per il fascino della sua atmosfera che mescola medioevo e liberty floreale, crocevia di storia, arte e cultura che dopo la caduta del muro di Berlino ha recuperato il proprio ruolo storico di crogiolo e baricentro della cultura europea. Di origine celtica divisa dal tumultuoso scorrere del fiume Moldava, che fino a un secolo fa era attraversato esclusivamente dal ponte Carlo ornato di trenta diverse statue, è sempre stata punto di incontro tra la cultura slava e quella tedesca.

Il più famoso tra i suoi numerosi artisti, musicisti e scrittori, Franz Kafka, si definiva perfettamente bilingue, e qui a Praga fu fondata nel 1348 la prima università di lingua tedesca ai tempi di Carlo IV, imperatore del Sacro Romano Impero.

La città, di dimensioni contenute e visitabile anche a piedi, perlomeno nelle zone centrali, ha il suo nucleo monumentale al di là del fiume, sulla collina di Hradčany. Vi si arriva passato il ponte Carlo attraversando le viuzze in salita del quartiere di Malá Strana, tra architetture barocche e rococò, chiese e piccole piazze che fiancheggiano la popolare via Nerudova carica di negozietti. Nell’ampio comprensorio del castello si visita la Galleria Nazionale, museo di belle arti dal pregevole patrimonio artistico, l’imponente cattedrale medioevale di San Vito inondata di luce dalle sue alte vetrate, che domina dalla collina il paesaggio di tutta la città, nonché il castello, un quartiere a sé stante con numerosi palazzi, chiese, torri e la suggestiva piccola via degli alchimisti.

La parte più vivace e animata di giorno e di notte è però il nucleo storico, un’ampia zona pedonale che si snoda intorno alla piazza della città vecchia: qui accanto alla statua di Jan Hus, sfortunato riformatore religioso boemo arso sul rogo, si coglie lo spirito architettonico un po’ magico della vecchia Praga, con le torri piene di pinnacoli del tempio del Tyn, senza facciata, che svetta dietro ad alcuni eleganti edifici d’epoca, l’isolato palazzo del municipio della città vecchia, anch’esso con torre a pinnacoli e noto per lo spettacolo di un complicatissimo orologio astronomico del 1410 a doppio quadrante in un’edicola tardo gotica tutta decorata e carica di allegorie, le numerose chiese, la sinagoga e il vecchio cimitero del quartiere ebraico di Josefov, ricco di suggestioni storiche e letterarie come il mito del Golem, legato alla leggenda di fine ‘500 del famoso rabbino Löw. Dalla piazza si diparte anche la Paři¿ská, la via con i negozi e i palazzi liberty più eleganti.

 Una serie di viali racchiude la cinta della città vecchia: su di essi, soprattutto nella zona che va da Na Přikopĕ a piazza della Repubblica, si allineano bei palazzi nobiliari dall’architettura di inizio ‘900, nonché i negozi della moda e i grandi centri commerciali dai quali la globalizzazione ha conquistato i gusti dei praghesi. Prima di piazza della Repubblica si apre la quattrocentesca porta della torre delle Polveri, una specie di arco di trionfo sulla via reale che dà ingresso alla città vecchia. Al suo fianco la Casa Civica, un salone da concerti che è tra gli edifici liberty fioriti più belli di Praga: al suo interno a piano terra si trovano il caffè e il ristorante francese, due ambienti da vedere per la loro squisita fattura, cui fa il paio poco più avanti la sala art decò del café Imperial. In questa zona della città nuova, cresciuta in maniera più ordinata fuori dalle vecchie mura, le vie e i palazzi sono più grandi e regolari. Spicca per la sua dimensione e la sua forma rettangolare stretta e lunga quasi un chilometro la piazza in lieve salita intitolata a San Venceslao, santo patrono che troneggia da una statua equestre posta in alto, proprio sotto il Museo Popolare, prevalentemente dedicato alla zoologia e alla mineralogia: la sua mole inconfondibile corona ogni veduta della piazza. Poco sotto la statua, una semplice croce a terra meta di incessante pellegrinaggio ricorda il sacrificio dello studente Jan Palach nel 1969.

Semplice da girare, accogliente per i turisti, dotata di numerosi locali dall’ottima cucina, Praga offre spesso sistemazioni alberghiere in palazzi d’epoca perfettamente ristrutturati: tra questi il neoclassico hotel della catena italiana Boscolo intitolato a Carlo IV. La Repubblica Ceca non adotta l’euro, ma la corona, i cambiavalute sono dappertutto, meglio evitare però di cambiare all’aeroporto.

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