Nasce Poorsquare per mangiare e bere gratis

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Sulla homepage compare la figura stilizzata di un ragazzo travestito da miliardario. Smoking, cilindro, capelli arruffati e un cartello di protesta che recita: “Io sono il 99%. Fammi vedere cosa c’è in omaggio”. Messa così, potrebbe sembrare una social campaign in sostegno ai movimenti nati da Occupy Wall Street. In realtà Poorsquare è una web app studiata per trovare offerte gratuite spulciando il database di Foursquare.
 

Sulla homepage compare la figura stilizzata di un ragazzo travestito da miliardario. Smoking, cilindro, capelli arruffati e un cartello di protesta che recita: “Io sono il 99%. Fammi vedere cosa c’è in omaggio”. Messa così, potrebbe sembrare una social campaign in sostegno ai movimenti nati da Occupy Wall Street. In realtà Poorsquare è una web app studiata per trovare offerte gratuite spulciando il database di Foursquare.
 
Ideato da Jeff Novich e Pinz Pinzler, entrambi ex studenti della Columbia Journalism School, Poorsquare passa in rassegna tutte le offerte presenti nel database di Foursquare, le riorganizza per data, tipologia e ubicazione, e le posiziona su una mappa a disposizione dell’utente. Se ad esempio sei a New York, dalle parti di Central Park, e vuoi procurarti un drink o una colazione gratuita senza scarpinare troppo, ti colleghi a Poorsquare e nel giro di un click scopri che asulla 66esima regalano un bicchiere di champagne ogni 3 check-in su Foursquare. Le ricerche possono essere modificate in modo da trovare solo le offerte omaggio che non richiedono l’acquisto di un altro prodotto, o che possono essere ottenute già al primo check-in. È inoltre possibile cercare le offerte per comitive, e procurarsi caffè gratis o altri sconti presentandosi con un gruppo d’amici.

Poorsquare è appena stato lanciato e per ora copre solo il perimetro della città di New York, ma i suoi ideatori stanno già lavorando per portarlo in altre 100 città americane e, a giudicare dal successo riscosso (ha vinto oggi lo Small Business Award alla Reinventing Local Hackaton), non passerà molto prima di vederlo applicato alle mappe di altre metropoli.
 
I professionisti dell’accattonaggio staranno già prendendo nota, pronti a organizzare le giornate in modo da battere la città in lungo e in largo, con l’obiettivo di riempirci la pancia senza scucire un centesimo. C’è anche chi intravede la possibilità che questa nuova app dia il via a una nuova generazione di accattoni 2.0, che sostituiranno il carrello della spesa con uno smartphone. Baggianate a parte, l’aspetto più interessante di Poorsquare è che può tornare utile sia ai consumatori che ai commercianti che propongono le offerte .
 
Nonostante il progressivo diffondersi dell’ecommerce, infatti, negli Stati Uniti il cittadino medio spende ancora l’80% del proprio stipendio in negozi che non distano più di 15 chilometri da casa. Non a caso, Foursquare sta studiando il modo di rendere sempre più automatico e veloce il flusso di check-in e notifiche geolocalizzate. In uno scenario in cui l’utilizzo delle app geolocalizzate sia abbastanza diffuso, i commercianti locali avrebbero la possibilità di conoscere l’entità (e, in parte, la tipologia) del flusso di potenziali clienti che transitano vicino al proprio negozio e, all’occasione, di inviare loro notifiche riguardanti offerte speciali o gratuite.
 
Insomma, per anni ci siamo abituati all’idea che i grandi rivenditori stessero strozzando i piccoli negozianti in una partita ad armi impari. Ora, con l’evolversi della geolocalizzazione, i rivenditori locali hanno un’occasione per rispondere al fuoco, a colpi di notifiche e check-in.

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